Re: Querelare un admin si può!

IdP <[email protected]>
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Aioe submitted this idea :
> Il 18/11/21 19:51, IdP ha scritto:
>> Nei tuoi esempi però non si tratta di "ban".
>
> ho semplificato, in effetti il ban è un caso particolare di un problema più 
> vasto
>
> immagina..
>
> scuola secondaria superiore, chat di classe, amministratore un alunno, 
> studentessa di colore bandita perché negra
>
> terziario molto /smart/, foglio turni appeso ogni giorno in bacheca al quinto 
> piano, chat fra colleghi in cui uno, l'amministratore, /per/ /bontà/ /sua/ 
> trascrive il foglio dei turni, dipendente bandita perché c'ha il culo grosso. 
> Il mobbing 2.0 si fa così. Finché è una chat aziendale, forse risponde la 
> società. Se è una chat /privata/, l'azienda ne resta fuori anche se 
> ovviamente era estrea all'accaduto solo in teoria (ma intanto come fai a 
> provarlo?)
>
> però pensa pure al caso inverso, che nella pratica informatica è di gran 
> lunga più frequente: scuola secondaria, chat di classe, studente apostrofa 
> studentessa di essere una scimmia, a parole e con meme, il moderatore, 
> compagno di classe, non interviene. Ovviamente se c'era una AUP non 
> proseguiamo ma se le regole del servizio non avevano forma scritta o non 
> contemplavano il punto, già è meno semplice chiamare a risponderne 
> l'amministratore: dopotutto, lui non aveva nessun obbligo giuridico di 
> intervento.
>
> non è difficile immaginare casi del genere.

In questi casi, però, il problema starebbe tutto nella comunicazione, 
mi pare. Cioè, qualsiasi atto, di per sé libera scelta privata, può 
diventare censurabile se motivato in maniera assurdamente 
discriminatoria, ingiuriosa, persecutoria.

"Non ti invito alla festa perché sei uno sporco italiano, brutta gente, 
razza inferiore bla bla bla!".

"Nel nostro circolo privato non sono ammessi gli albini, maledetti da 
Dio...!".

"Ti banno dalla nostra chat perché sei un ciccione di m... Ah ah".

Quindi, ok, suppongo che anche un moderatore o un admin che facessero 
affermazioni del genere rischierebbero querele. Anche un "ban" dunque 
potrebbe rientrare all'interno di un comportamento  di "illegittima 
prevaricazione, esclusione, persecuzione e persino violenza morale e 
psicologica, quando viene usato al solo fine di escludere una persona 
senza un giustificato motivo da un luogo di socializzazione, 
esponendola allo scherno e al disprezzo degli altri utenti.", per 
citare l'articolo.

Mi paiono comunque situazioni limite, spesso roba da ragazzini, come 
dicevi tu.

Resto curioso di vedere sentenze di condanna di moderatori e admin, in 
particolare di Usenet o webforum o social maggiori, che normalmente  
motivano l'esclusione con la violazione del regolamento del servizio.
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