Re: Dove lavorare e imparare la sicurezza informatica?

ram ste <[email protected]>
Newsgroups gmane.comp.security.italian
Message-ID <CA+VMwxfHr1Giz13eXz5YMdLOXwzX5y1TOK4G4L43XeUGxLGnTQ@mail.gmail.com>
Ciao,

a parte il fatto che da qualche anno sono fioriti un certo numero di corsi
universitari e master su sicurezza informatica e materie simili, credo che
oltre acquisire esperienza sul campo sarebbe opportuno andare verso le
spesso vituperate certificazioni, che dimostrano qual è il livello minimo
di competenza delle persone.

Ce ne sono diverse. E’ vero sono costose ma dimostrano che una persona ha
acquisito certe competenze, ha fatto un percorso ben preciso e organico e
non ha competenze a “macchia di leopardo” tipiche di molti autodidatti.

Nel campo della sicurezza informatica (ISC)2 la fa da padrone. Per info
https://www.isc2.org/

 Nel campo della sicurezza e dell’attacco, un nome importante è quello di
SANS. Ti consiglio di vedere il percorso da loro suggerito su
https://www.sans.org/media/security-training/roadmap.pdf

Anche EC Council è molto considerata nel campo:
https://www.eccouncil.org/programs/certified-ethical-hacker-ceh/

Nel campo offensivo: https://www.offensive-security.com/

Queste organizzazioni sono stimate per la serietà; non andrei molto oltre
anche se ce ne sono altre importanti.

Soprattutto all’estero, avere una certificazione è talvolta più importante
di una laurea, in Italia se ne comincia a parlare.

Ripeto, in genere sono costose. Ma l’investimento ripaga.

Spero di essere stato utile.

Buon lavoro.

SR

Il giorno 30 agosto 2016 15:09, Lorenzo Nicolodi <[email protected]
> ha scritto:

> ciao!
>
> secondo me, prima di lavorare in questo ambito devi avere delle skills che
> ti permettono di farlo, perchè trovare una ditta che ti dia la formazione
> da zero è molto, molto complesso.
>
> diciamo che quello che mi sento di consigliarti è di rimboccarti le
> maniche: iniziare con dei lavori più base (es: sysadmin, sviluppatore) che
> ti possono dare delle ottime basi (prima di rompere del codice bisogna,
> tendenzialmente, saperlo scrivere… e conoscere gli internals di un sistema
> operativo è mandatorio per cercare di attaccarlo, anche se non sempre è
> necessario).
>
> in parallelo a questo lavoro, puoi iniziare a curare la tua formazione piu
> specifica in diversi modi: ci sono eccellenti corsi online, sia gratuiti
> che a pagamento (mi viene in mente coursera ma ce ne sono tantissimi
> altri), ci sono libri (syngress, oreilly, etc…) e ci sono corsi da seguire
> (che spesso costano… anche in questo caso, avere un lavoro aiuta ad avere
> le risorse da investire). in questo caso mi sento di consigliarti
> tantissima pratica da unire alla teoria, perchè c’è troppa gente che ha
> letto come si fanno cose che poi, nella realtà, non ha mai provato. se sai
> mettere in pratica quello che conosci, sei secondo me già sulla strada
> giusta.
>
> altra cosa è non scoraggiarti: più le cose sono difficili e più le fanno
> in pochi (i you know what i mean).
>
> che sia italia o estero, a mio avviso, poco cambia all’inizio: ci sono dei
> tecnici di altissimo livello anche qui in italia e fare networking e
> sentire le loro opinioni a me ha aiutato tantissimo anni fa (per quanto non
> condivida in toto i punti di vista di tutti, un confronto è sempre
> positivo).
>
> aggiungo una cosa, ma non per spegnerti, ma per evitare che tu abbia
> bruschi risvegli (come è successo a me :D):
>
> *"VA e PT, ma anche analisi malware, sviluppo stesso di exploit e malware,
> intelligence”*
>
> forse mi sbaglio, ma l’idea che mi ha dato questa frase è piuttosto
> “cinematografica”…. lavorare sulla sicurezza è sicuramente (almeno per me)
> mooooolto più intrigante che fare 1000 altre cose, ma per capirci, per
> scrivere exploit reali serve una dose di studio e di pratica non
> indifferente… analizzare malware ti porta via magari 6 mesi a guardare
> codice assembly che sembra non avere senso, fare intelligence vuol dire
> anche passarsi le giornate a scremare informazioni senza senso; e quando
> hai finito, tutto quello che hai fatto va documentato nel dettaglio, cosa
> che porta via una *marea* di altro tempo (nei film invece attaccano e poi
> vanno a sfondarsi di birra in spiaggia…beati loro...).
>
> come dicevo, sono il primo a sostenerti e a tifare per te, ma occhio che
> soprattutto all’inizio si possono avere visioni distorte.
>
> se sei convinto che questa sia la tua strada, inizia a percorrerla appena
> puoi che c’è bisogno di gente brava (e, da quello che sembra, ce ne sarà
> sempre più bisogno).
>
> daje!
>
> Lo
>
> —
>
> *“The brick walls are there for a reason. The brick walls are not there to
> keep us out. The brick walls are there to give us a chance to show how
> badly we want something. Because the brick walls are there to stop the
> people who don’t want it badly enough. They’re there to stop the other
> people.”*
>
> Randy Pausch
>
> On 29 Aug 2016, at 21:21, Tripoli Neve <[email protected]> wrote:
>
> Ciao a tutti,
>
> spero di non aver sbagliato luogo per chiedere consiglio su quanto segue:
>
> Cosa offre l'Italia a un giovane laureato in ingegneria/informatica, che
> sia appassionato della materia sicurezza, possegga un buon curriculum
> accademico (ed eventualmente lavorativo ma non in ambito sicurezza) abbia
> moltissima voglia di imparare e lavorare, ma relativamente poca conoscenza
> della materia (livello "Junior autodidatta"), data la quasi totale assenza
> di insegnamenti relativi all'università?
>
> Cercando un po' mi pare di aver capito che le grandi società di consulenza
> e alcuni tra i maggiori istituti finanziari assumano candidati giovani con
> un'esperienza limitata se non addirittura nulla, ma l'idea che mi sono
> fatto è che ci sia sì da imparare, ma in maniera limitata rispetto a un
> contesto in cui la sicurezza informatica sia l'obiettivo principale delle
> attività. Mi sbaglio?
>
> Esistono in Italia delle realtà cui rivolgersi per avere al tempo stesso
> un compenso dignitoso e la possibilità concreta di crescere?
> Come trovarle e come proporsi?
> Se non in Italia, dove?
>
> In particolare, nel mio caso sono più interessato alla parte "offensiva" e
> di ricerca (VA e PT, ma anche analisi malware, sviluppo stesso di exploit e
> malware, intelligence), per cui qualche consiglio mirato sarebbe molto
> apprezzato. Le considerazioni etiche non sono secondarie (niente sviluppo
> di sistemi di sorveglianza per governi dittatoriali o mafie varie,
> ovviamente!)
>
> Anche consigli più generali sarebbero molto apprezzati, sia da me che dai
> molti altri nella mia situazione con cui mi sono confrontato (alcuni dei
> quali spero siano iscritti a questa lista...).
>
> Grazie e ciao!
>
>
> T.
>
>
>
>
>
>
>
>
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