Re: Misure minime di sicurezza informatica per PA
Nick <[email protected]> Fri, 28 Jul 2017 14:10:21 +0200
| Newsgroups | gmane.comp.security.italian |
|---|---|
| Message-ID | <[email protected]> |
Buongiorno Claudio (e a tutti),
sono stato in altre vicende affaccenato e ho approfittato per
attendere eventuali altri contributi; io sono un paio d'anni che esploro
il mondo delle PA (con attività pratica e coinvolgimento consulenziale
in due diverse amministrazioni) diciamo "con una esplorazione che parte
dal basso"...
Da "curioso" ed "informatico" ho raccolto qualche elemento:
- http://www.indicepa.gov.it/ (Enti accreditati: 22674 a cui si sommano
le controllate e le "equivalenti")
- https://dati.anticorruzione.it/data/l190-2017.xml (Enti accreditati:
18093)
- Enti con pubblicazione xml 2017 positivo: 13709
- Enti con pubblicazione xml 2017 negativo 4384
- https://dati.anticorruzione.it/#/rpc (Responsabili Prevenzione
Corruzione: 9292)
- https://dati.anticorruzione.it/#/rt (Responsabili per la Trasparenza:
9292)
- http://www.istat.it/it/files/2017/06/INFOGRAFICA-IST-PUBBLICHE.pdf
(Totale istituzioni pubbliche 12874)
Anche io nutrivo la speranza suggerita dalle iniziative centrali di
Agid, Anac e gli altri attori istituzionali.. trovando prevalentemente
iniziative di "marketing" (giustificate con qualche forma di progetto di
diffusione e comunicazione per il pubblico..), nella sostanza noto un
lento progresso ed adozione delle normative:
- Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n.33 (Riordino della disciplina
riguardante gli obblighi di pubblicità, *trasparenza* e diffusione di
informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni)
- Legge n. 190/2012 recante "Disposizioni per la prevenzione e la
repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica
amministrazione"
- CIRCOLARE 17 marzo 2017, n. 1/2017 Misure minime di sicurezza ICT per
le pubbliche amministrazioni. (GU Serie Generale n.79 del 04-04-2017)
.. sono i numeri che poi rappresentano lo stato di fatto.
Detto questo, provo in pratica a "sfuttarvi" per completare e correggere
l'opportunità di utilizzo degli strumenti Opensource rispetto alle
MisureMinime:
*ABSC 1 (CSC 1): INVENTARIO DEI DISPOSITIVI AUTORIZZATI E NON AUTORIZZATI*
ABSC_ID
Liv
Descrizione
Modalità di implementazione
1
1
1
*M*
Implementare un inventario delle risorse attive correlato a quello ABSC 1.4
OCSINVENTORY AlienVault OSSIM
1
1
2
S
Implementare ABSC 1.1.1 attraverso uno strumento automatico
OCSINVENTORY AlienVault OSSIM
1
1
3
A
Effettuare il discovery dei dispositivi collegati alla rete con allarmi
in caso di anomalie.
OCSINVENTORY AlienVault OSSIM
1
1
4
A
Qualificare i sistemi connessi alla rete attraverso l'analisi del loro
traffico.
P0f
1
2
1
S
Implementare il "logging" delle operazione del server DHCP.
Splunk
1
2
2
S
Utilizzare le informazioni ricavate dal "logging" DHCP per migliorare
l'inventario delle risorse e identificare le risorse non ancora censite.
Splunk
1
3
1
*M*
Aggiornare l'inventario quando nuovi dispositivi approvati vengono
collegati in rete.
OCSINVENTORY
1
3
2
S
Aggiornare l'inventario con uno strumento automatico quando nuovi
dispositivi approvati vengono collegati in rete.
OCSINVENTORY AlienVault OSSIM
1
4
1
*M*
Gestire l'inventario delle risorse di tutti i sistemi collegati alla
rete e dei dispositivi di rete stessi, registrando almeno l'indirizzo IP.
Splunk
1
4
2
S
Per tutti i dispositivi che possiedono un indirizzo IP l'inventario deve
indicare i nomi delle macchine, la funzione del sistema, un titolare
responsabile della risorsa e l'ufficio associato. L'inventario delle
risorse creato deve inoltre includere informazioni sul fatto che il
dispositivo sia portatile e/o personale.
OCSINVENTORY AlienVault OSSIM
1
4
3
A
Dispositivi come telefoni cellulari, tablet, laptop e altri dispositivi
elettronici portatili che memorizzano o elaborano dati devono essere
identificati, a prescindere che siano collegati o meno alla rete
dell'organizzazione.
OCSINVENTORY + Splunk
1
5
1
A
Installare un'autenticazione a livello di rete via 802.1x per limitare e
controllare quali dispositivi possono essere connessi alla rete.
L'802.1x deve essere correlato ai dati dell'inventario per distinguere i
sistemi autorizzati da quelli non autorizzati.
PacketFence
1
6
1
A
Utilizzare i certificati lato client per validare e autenticare i
sistemi prima della connessione a una rete locale.
SU1X
*ABSC 2 (CSC 2): INVENTARIO DEI SOFTWARE AUTORIZZATI E NON AUTORIZZATI*
ABSC_ID
Liv
Descrizione
Modalità di implementazione
2
1
1
*M*
Stilare un elenco di software autorizzati e relative versioni necessari
per ciascun tipo di sistema, compresi server, workstation e laptop di
vari tipi e per diversi usi. Non consentire l'installazione di software
non compreso nell'elenco.
OCSINVENTORY SPICEWORKS
2
2
1
S
Implementare una "whitelist" delle applicazioni autorizzate, bloccando
l'esecuzione del software non incluso nella lista. La "whitelist" può
essere molto ampia per includere i software più diffusi.
2
2
2
S
Per sistemi con funzioni specifiche (che richiedono solo un piccolo
numero di programmi per funzionare), la "whitelist" può essere più
mirata. Quando si proteggono i sistemi con software personalizzati che
può essere difficile inserire nella "whitelist", ricorrere al punto ABSC
2.4.1 (isolando il software personalizzato in un sistema operativo
virtuale).
2
2
3
A
Utilizzare strumenti di verifica dell'integrità dei file per verificare
che le applicazioni nella "whitelist" non siano state modificate.
2
3
1
*M*
Eseguire regolari scansioni sui sistemi al fine di rilevare la presenza
di software non autorizzato.
OCSINVENTORY SPICEWORKS
2
3
2
S
Mantenere un inventario del software in tutta l'organizzazione che copra
tutti i tipi di sistemi operativi in uso, compresi server, workstation e
laptop.
OCSINVENTORY SPICEWORKS
2
3
3
A
Installare strumenti automatici d'inventario del software che registrino
anche la versione del sistema operativo utilizzato nonché le
applicazioni installate, le varie versioni ed il livello di patch.
OCSINVENTORYSPICEWORKS
2
4
1
A
Utilizzare macchine virtuali e/o sistemi air-gapped per isolare ed
eseguire applicazioni necessarie per operazioni strategiche o critiche
dell'Ente, che a causa dell'elevato rischio non devono essere installate
in ambienti direttamente collegati in rete.
*ABSC 3 (CSC 3): PROTEGGERE LE CONFIG. DI HW E SW SUI DISPOSITIVI
MOBILI, LAPTOP, WORKSTATION E SERVER*
ABSC_ID
Liv
Descrizione
Modalità di implementazione
3
1
1
*M*
Utilizzare configurazioni sicure standard per la protezione dei sistemi
operativi.
Stig
3
1
2
S
Le configurazioni sicure standard devono corrispondere alle versioni
"hardened" del sistema operativo e delle applicazioni installate. La
procedura di hardening comprende tipicamente: eliminazione degli account
non necessari (compresi gli account di servizio), disattivazione o
eliminazione dei servizi non necessari, configurazione di stack e heaps
non eseguibili, applicazione di patch, chiusura di porte di rete aperte
e non utilizzate.
FOG Project
3
1
3
A
Assicurare con regolarità la validazione e l'aggiornamento delle
immagini d'installazione nella loro configurazione di sicurezza anche in
considerazione delle più recenti vulnerabilità e vettori di attacco.
AlienVault OSSIM
3
2
1
*M*
Definire ed impiegare una configurazione standard per workstation,
server e altri tipi di sistemi usati dall'organizzazione.
AlienVault OSSIM
3
2
2
*M*
Eventuali sistemi in esercizio che vengano compromessi devono essere
ripristinati utilizzando la configurazione standard.
FOG Project
3
2
3
S
Le modifiche alla configurazione standard devono effettuate secondo le
procedure di gestione dei cambiamenti.
3
3
1
*M*
Le immagini d'installazione devono essere memorizzate offline.
FOG Project
3
3
2
S
Le immagini d'installazione sono conservate in modalità protetta,
garantendone l'integrità e la disponibilità solo agli utenti autorizzati.
3
4
1
*M*
Eseguire tutte le operazioni di amministrazione remota di server,
workstation, dispositivi di rete e analoghe apparecchiature per mezzo di
connessioni protette (protocolli intrinsecamente sicuri, ovvero su
canali sicuri).
3
5
1
S
Utilizzare strumenti di verifica dell'integrità dei file per assicurare
che i file critici del sistema (compresi eseguibili di sistema e delle
applicazioni sensibili, librerie e configurazioni) non siano stati alterati.
Salt
3
5
2
A
Nel caso in cui la verifica di cui al punto precedente venga eseguita da
uno strumento automatico, per qualunque alterazione di tali file deve
essere generato un alert.
3
5
3
A
Per il supporto alle analisi, il sistema di segnalazione deve essere in
grado di mostrare la cronologia dei cambiamenti della configurazione nel
tempo e identificare chi ha eseguito ciascuna modifica.
3
5
4
A
I controlli di integrità devono inoltre identificare le alterazioni
sospette del sistema, delle variazioni dei permessi di file e cartelle.
3
6
1
A
Utilizzare un sistema centralizzato di controllo automatico delle
configurazioni che consenta di rilevare e segnalare le modifiche non
autorizzate.
3
7
1
A
Utilizzare strumenti di gestione della configurazione dei sistemi che
consentano il ripristino delle impostazioni di configurazione standard.
*ABSC 4 (CSC 4): VALUTAZIONE E CORREZIONE CONTINUA DELLA VULNERABILITÀ*
ABSC_ID
Livello
Descrizione
Modalità di implementazione
4
1
1
*M*
Ad ogni modifica significativa della configurazione eseguire la ricerca
delle vulnerabilità su tutti i sistemi in rete con strumenti automatici
che forniscano a ciascun amministratore di sistema report con
indicazioni delle vulnerabilità più critiche.
Openvas
4
1
2
S
Eseguire periodicamente la ricerca delle vulnerabilità ABSC 4.1.1 con
frequenza commisurata alla complessità dell'infrastruttura.
4
1
3
A
Usare uno SCAP (Security Content Automation Protocol) di validazione
della vulnerabilità che rilevi sia le vulnerabilità basate sul codice
(come quelle descritte dalle voci Common Vulnerabilities ed Exposures)
che quelle basate sulla configurazione (come elencate nel Common
Configuration Enumeration Project).
Openvas
4
2
1
S
Correlare i log di sistema con le informazioni ottenute dalle scansioni
delle vulnerabilità.
Splunk
4
2
2
S
Verificare che i log registrino le attività dei sistemi di scanning
delle vulnerabilità
4
2
3
S
Verificare nei log la presenza di attacchi pregressi condotti contro
target riconosciuto come vulnerabile.
4
3
1
S
Eseguire le scansioni di vulnerabilità in modalità privilegiata, sia
localmente, sia da remoto, utilizzando un account dedicato che non deve
essere usato per nessun'altra attività di amministrazione.
4
3
2
S
Vincolare l'origine delle scansioni di vulnerabilità a specifiche
macchine o indirizzi IP, assicurando che solo il personale autorizzato
abbia accesso a tale interfaccia e la utilizzi propriamente.
4
4
1
*M*
Assicurare che gli strumenti di scansione delle vulnerabilità utilizzati
siano regolarmente aggiornati con tutte le più rilevanti vulnerabilità
di sicurezza.
4
4
2
S
Registrarsi ad un servizio che fornisca tempestivamente le informazioni
sulle nuove minacce e vulnerabilità. Utilizzandole per aggiornare le
attività di scansione
4
5
1
*M*
Installare automaticamente le patch e gli aggiornamenti del software sia
per il sistema operativo sia per le applicazioni.
4
5
2
*M*
Assicurare l'aggiornamento dei sistemi separati dalla rete, in
particolare di quelli air-gapped, adottando misure adeguate al loro
livello di criticità.
4
6
1
S
Verificare regolarmente che tutte le attività di scansione effettuate
con gli account aventi privilegi di amministratore siano state eseguite
secondo delle policy predefinite.
4
7
1
*M*
Verificare che le vulnerabilità emerse dalle scansioni siano state
risolte sia per mezzo di patch, o implementando opportune contromisure
oppure documentando e accettando un ragionevole rischio.
4
7
2
S
Rivedere periodicamente l'accettazione dei rischi di vulnerabilità
esistenti per determinare se misure più recenti o successive patch
possono essere risolutive o se le condizioni sono cambiate, con la
conseguente modifica del livello di rischio.
4
8
1
*M*
Definire un piano di gestione dei rischi che tenga conto dei livelli di
gravità delle vulnerabilità , del potenziale impatto e della tipologia
degli apparati (e.g. server esposti, server interni, PdL, portatili, etc.).
4
8
2
*M*
Attribuire alle azioni per la risoluzione delle vulnerabilità un livello
di priorità in base al rischio associato. In particolare applicare le
patch per le vulnerabilità a partire da quelle più critiche.
Openvas
4
9
1
S
Prevedere, in caso di nuove vulnerabilità, misure alternative se non
sono immediatamente disponibili patch o se i tempi di distribuzione non
sono compatibili con quelli fissati dall'organizzazione.
4
10
1
S
Valutare in un opportuno ambiente di test le patch dei prodotti non
standard (es.: quelli sviluppati ad hoc) prima di installarle nei
sistemi in esercizio.
*ABSC 5 (CSC 5): USO APPROPRIATO DEI PRIVILEGI DI AMMINISTRATORE*
ABSC_ID
Liv
Descrizione
Modalità di implementazione
5
1
1
*M*
Limitare i privilegi di amministrazione ai soli utenti che abbiano le
competenze adeguate e la necessità operativa di modificare la
configurazione dei sistemi.
5
1
2
*M*
Utilizzare le utenze amministrative solo per effettuare operazioni che
ne richiedano i privilegi, registrando ogni accesso effettuato.
5
1
3
S
Assegnare a ciascuna utenza amministrativa solo i privilegi necessari
per svolgere le attività previste per essa.
5
1
4
A
Registrare le azioni compiute da un'utenza amministrativa e rilevare
ogni anomalia di comportamento.
5
2
1
*M*
Mantenere l'inventario di tutte le utenze amministrative, garantendo che
ciascuna di esse sia debitamente e formalmente autorizzata.
5
2
2
A
Gestire l'inventario delle utenze amministrative attraverso uno
strumento automatico che segnali ogni variazione che intervenga.
Netwrix
5
3
1
*M*
Prima di collegare alla rete un nuovo dispositivo sostituire le
credenziali dell'amministratore predefinito con valori coerenti con
quelli delle utenze amministrative in uso.
5
4
1
S
Tracciare nei log l'aggiunta o la soppressione di un'utenza amministrativa.
Splunk
5
4
2
S
Generare un'allerta quando viene aggiunta un'utenza amministrativa.
Splunk
5
4
3
S
Generare un'allerta quando vengano aumentati i diritti di un'utenza
amministrativa.
Splunk
5
5
1
S
Tracciare nei log i tentativi falliti di accesso con un'utenza
amministrativa.
Splunk
5
6
1
A
Utilizzare sistemi di autenticazione a più fattori per tutti gli accessi
amministrativi, inclusi gli accessi di amministrazione di dominio.
L'autenticazione a più fattori può utilizzare diverse tecnologie, quali
smart card, certificati digitali, one time password (OTP), token,
biometria ed altri analoghi sistemi.
5
7
1
*M*
Quando l'autenticazione a più fattori non è supportata, utilizzare per
le utenze amministrative credenziali di elevata robustezza (e.g. almeno
14 caratteri).
5
7
2
S
Impedire che per le utenze amministrative vengano utilizzate credenziali
deboli.
5
7
3
*M*
Assicurare che le credenziali delle utenze amministrative vengano
sostituite con sufficiente frequenza (password aging).
5
7
4
*M*
Impedire che credenziali già utilizzate possano essere riutilizzate a
breve distanza di tempo (password history).
5
7
5
S
Assicurare che dopo la modifica delle credenziali trascorra un
sufficiente lasso di tempo per poterne effettuare una nuova.
5
7
6
S
Assicurare che le stesse credenziali amministrative non possano essere
riutilizzate prima di sei mesi.
5
8
1
S
Non consentire l'accesso diretto ai sistemi con le utenze
amministrative, obbligando gli amministratori ad accedere con un'utenza
normale e successivamente eseguire come utente privilegiato i singoli
comandi.
5
9
1
S
Per le operazioni che richiedono privilegi gli amministratori debbono
utilizzare macchine dedicate, collocate su una rete logicamente
dedicata, isolata rispetto a Internet. Tali macchine non possono essere
utilizzate per altre attività.
5
10
1
*M*
Assicurare la completa distinzione tra utenze privilegiate e non
privilegiate degli amministratori, alle quali debbono corrispondere
credenziali diverse.
5
10
2
*M*
Tutte le utenze, in particolare quelle amministrative, debbono essere
nominative e riconducibili ad una sola persona.
5
10
3
*M*
Le utenze amministrative anonime, quali "root" di UNIX o "Administrator"
di Windows, debbono essere utilizzate solo per le situazioni di
emergenza e le relative credenziali debbono essere gestite in modo da
assicurare l'imputabilità di chi ne fa uso.
5
10
4
S
Evitare l'uso di utenze amministrative locali per le macchine quando
sono disponibili utenze amministrative di livello più elevato (e.g.
dominio).
5
11
1
*M*
Conservare le credenziali amministrative in modo da garantirne
disponibilità e riservatezza.
KeePass
5
11
2
*M*
Se per l'autenticazione si utilizzano certificati digitali, garantire
che le chiavi private siano adeguatamente protette.
*ABSC 8 (CSC 8): DIFESE CONTRO I MALWARE*
ABSC_ID
Liv
Descrizione
Modalità di implementazione
8
1
1
*M*
Installare su tutti i sistemi connessi alla rete locale strumenti atti a
rilevare la presenza e bloccare l'esecuzione di malware (antivirus
locali). Tali strumenti sono mantenuti aggiornati in modo automatico.
8
1
2
*M*
Installare su tutti i dispositivi firewall ed IPS personali.
8
1
3
S
Gli eventi rilevati dagli strumenti sono inviati ad un repository
centrale (syslog) dove sono stabilmente archiviati.
syslog-ng
8
2
1
S
Tutti gli strumenti di cui in ABSC_8.1 sono monitorati e gestiti
centralmente. Non è consentito agli utenti alterarne la configurazione.
8
2
2
S
È possibile forzare manualmente dalla console centrale l'aggiornamento
dei sistemi anti-malware installati su ciascun dispositivo. La corretta
esecuzione dell'aggiornamento è automaticamente verificata e riportata
alla console centrale.
8
2
3
A
L'analisi dei potenziali malware è effettuata su di un'infrastruttura
dedicata, eventualmente basata sul cloud.
8
3
1
*M*
Limitare l'uso di dispositivi esterni a quelli necessari per le attività
aziendali.
8
3
2
A
Monitorare l'uso e i tentativi di utilizzo di dispositivi esterni.
8
4
1
S
Abilitare le funzioni atte a contrastare lo sfruttamento delle
vulnerabilità, quali Data Execution Prevention (DEP), Address Space
Layout Randomization (ASLR), virtualizzazione, confinamento, etc.
disponibili nel software di base.
8
4
2
A
Installare strumenti aggiuntivi di contrasto allo sfruttamento delle
vulnerabilità, ad esempio quelli forniti come opzione dai produttori di
sistemi operativi.
8
5
1
S
Usare strumenti di filtraggio che operano sull'intero flusso del
traffico di rete per impedire che il codice malevolo raggiunga gli host.
SNORT
8
5
2
A
Installare sistemi di analisi avanzata del software sospetto.
8
6
1
S
Monitorare, analizzare ed eventualmente bloccare gli accessi a indirizzi
che abbiano una cattiva reputazione.
SNORT
8
7
1
*M*
Disattivare l'esecuzione automatica dei contenuti al momento della
connessione dei dispositivi removibili.
8
7
2
*M*
Disattivare l'esecuzione automatica dei contenuti dinamici (e.g. macro)
presenti nei file.
8
7
3
*M*
Disattivare l'apertura automatica dei messaggi di posta elettronica.
8
7
4
*M*
Disattivare l'anteprima automatica dei contenuti dei file.
8
8
1
*M*
Eseguire automaticamente una scansione anti-malware dei supporti
rimuovibili al momento della loro connessione.
8
9
1
*M*
Filtrare il contenuto dei messaggi di posta prima che questi raggiungano
la casella del destinatario, prevedendo anche l'impiego di strumenti
antispam.
8
9
2
*M*
Filtrare il contenuto del traffico web.
Squid
8
9
3
*M*
Bloccare nella posta elettronica e nel traffico web i file la cui
tipologia non è strettamente necessaria per l'organizzazione ed è
potenzialmente pericolosa (e.g. .cab).
MIMEDefang
8
10
1
S
Utilizzare strumenti anti-malware che sfruttino, oltre alle firme,
tecniche di rilevazione basate sulle anomalie di comportamento.
8
11
1
S
Implementare una procedura di risposta agli incidenti che preveda la
trasmissione al provider di sicurezza dei campioni di software sospetto
per la generazione di firme personalizzate.
*
ABSC 10 (CSC 10): COPIE DI SICUREZZA*
ABSC_ID
Liv
Descrizione
Modalità di implementazione
10
1
1
*M*
Effettuare almeno settimanalmente una copia di sicurezza almeno delle
informazioni strettamente necessarie per il completo ripristino del sistema.
10
1
2
A
Per assicurare la capacità di recupero di un sistema dal proprio backup,
le procedure di backup devono riguardare il sistema operativo, le
applicazioni software e la parte dati.
10
1
3
A
Effettuare backup multipli con strumenti diversi per contrastare
possibili malfunzionamenti nella fase di restore.
10
2
1
S
Verificare periodicamente l'utilizzabilità delle copie mediante
ripristino di prova.
10
3
1
*M*
Assicurare la riservatezza delle informazioni contenute nelle copie di
sicurezza mediante adeguata protezione fisica dei supporti ovvero
mediante cifratura. La codifica effettuata prima della trasmissione
consente la remotizzazione del backup anche nel cloud.
10
4
1
*M*
Assicurarsi che i supporti contenenti almeno una delle copie non siano
permanentemente accessibili dal sistema onde evitare che attacchi su
questo possano coinvolgere anche tutte le sue copie di sicurezza.
*
ABSC 13 (CSC 13): PROTEZIONE DEI DATI*
ABSC_ID
Liv
Descrizione
Modalità di implementazione
13
1
1
*M*
Effettuare un'analisi dei dati per individuare quelli con particolari
requisiti di riservatezza (dati rilevanti) e segnatamente quelli ai
quali va applicata la protezione crittografica
13
2
1
S
Utilizzare sistemi di cifratura per i dispositivi portatili e i sistemi
che contengono informazioni rilevanti
13
3
1
A
Utilizzare sul perimetro della rete strumenti automatici per bloccare,
limitare ovvero monitorare in maniera puntuale, sul traffico uscente
dalla propria rete, l'impiego di crittografia non autorizzata o
l'accesso a siti che consentano lo scambio e la potenziale esfiltrazione
di informazioni.
Snort
13
4
1
A
Effettuare periodiche scansioni, attraverso sistemi automatizzati, in
grado di rilevare sui server la presenza di specifici "data pattern",
significativi per l'Amministrazione, al fine di evidenziare l'esistenza
di dati rilevanti in chiaro.
opendlp
13
5
1
A
Nel caso in cui non sia strettamente necessario l'utilizzo di
dispositivi esterni, implementare sistemi/configurazioni che impediscano
la scrittura di dati su tali supporti.
13
5
2
A
Utilizzare strumenti software centralizzati atti a gestire il
collegamento alle workstation/server dei soli dispositivi esterni
autorizzati (in base a numero seriale o altre proprietà univoche)
cifrando i relativi dati. Mantenere una lista aggiornata di tali
dispositivi.
13
6
1
A
Implementare strumenti DLP (Data Loss Prevention) di rete per monitorare
e controllare i flussi di dati all'interno della rete in maniera da
evidenziare eventuali anomalie.
13
6
2
A
Qualsiasi anomalia rispetto al normale traffico di rete deve essere
registrata anche per consentirne l'analisi off line.
Snort
13
7
1
A
Monitorare il traffico uscente rilevando le connessioni che usano la
crittografia senza che ciò sia previsto.
Snort
13
8
1
*M*
Bloccare il traffico da e verso url presenti in una blacklist.
Snort + Squid
13
9
1
A
Assicurare che la copia di un file fatta in modo autorizzato mantenga le
limitazioni di accesso della sorgente, ad esempio attraverso sistemi che
implementino le regole di controllo degli accessi (e.g. Access Control
List) anche quando i dati sono trasferiti al di fuori del loro repository.
Poi proverò a confezionare il tutto e proporlo al TeamDigitale e ad
Agid... ;)
Ciao
Nick
Il 30/06/2017 19:54, Claudio Telmon ha scritto:
> On 06/29/2017 06:18 PM, Nick wrote:
>> Salve a tutti,
>> alcuni di voi sapranno per esperienza diretta e altri forse meno che
>> l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) ha pubblicato da tempo le misure
>> minime di sicurezza informatica per le Pubbliche Amministrazioni ma con
>> "recente" Gazzetta Ufficiale (il 17 Marzo 2017) sono state rese
>> obbligatorie per tutte le PA (a memoria tra 25 e 30K "enti";
> ciao,
> non ho risposte ma domande :)
> Leggendo questi
> https://medium.com/team-per-la-trasformazione-digitale/developers-italia-comunita-sviluppatori-servizi-pubblici-digitali-pubblica-amministrazione-57b0cfab4c00
> https://medium.com/team-per-la-trasformazione-digitale/nuovo-sistema-operativo-paese-competenze-tecnologiche-programmi-be0d71b3f84b
>
> da persona che non opera all'interno della PA nutrivo non dico
> l'illusione, ma almeno una vaga speranza che i suddetti 30K enti su
> questi temi stessero cominciando a muoversi non più in ordine sparso ma
> in modo vagamente coordinato. Questo vorrebbe dire ad esempio avere un
> forum "delle PA" dove discutere questi temi, e una piattaforma di
> collaborazione dove riuscire a mettere insieme le competenze per, ad
> esempio, "pacchettizzare" processo e tool FLOSS per il backup remoto e
> avere anche una benedizione ufficiale sul risultato. Questo per evitare
> che la logica del "sistema operativo del Paese" sia solo un gruppetto di
> megaprogetti (SPID, PagoPA ecc.) ma tocchi effettivamente i problemi di
> tutti i giorni delle PA, particolarmente proprio quando derivano da una
> richiesta normativa di questo tipo.
>
> Visto che hai sensibilità al tema, perché non provare a contattare il
> "Team per la trasformazione digitale", dove se non sbaglio c'è una
> persona che si occupa specificamente di sicurezza, con una proposta
> operativa e concreta, magari coinvolgendo le organizzazioni che in
> Italia si occupano di FLOSS? Non sia mai che funzioni...
>
> ciao
>
> - Claudio
>
>