BMCR 2009.08.10: Cusumano on Garland, Daily Life of the Ancient Greeks (Paperback edition, first published 1998). Daily Life Through History

Bryn Mawr Classical Review <[email protected]> Thu, 6 Aug 2009 09:04:50 -0400 (EDT)
Newsgroups gmane.education.publications.bryn-mawr-classical-review
Message-ID <[email protected]>
Robert Garland, Daily Life of the Ancient Greeks (Paperback edition,
first published 1998). Daily Life Through History.
Indianapolis/Cambridge:  Hackett Publishing Company, Inc., Pp. xxi,
234.  ISBN 9780872209565.  $14.95 (pb).

Reviewed by Nicola Cusumano, Universita\ di Palermo ([email protected])
Word count:  1553 words
-------------------------------
To read a print-formatted version of this review, see
http://bmcr.brynmawr.edu/2009/2009-08-10.html
To comment on this review, see
http://www.bmcreview.org/2009/08/20090810.html
-------------------------------

[The reviewer apologizes to the author and the editors for the delay in
submitting this review.]

A dieci anni dalla prima edizione (1998) viene ripubblicato il volume
di Robert Garland dedicato alla vita quotidiana nella Grecia antica.
Esso faceva gia\ parte di una serie dedicata agli aspetti della vita
quotidiana in diversi contesti storici, promossa dalla Greenwood Press.
R. Garland e\ autore di altri studi influenzati da quella corrente
storiografica del XX secolo che, soprattutto a partire dal nuovo
paradigma delle Annales, ha restituito interesse a quelle prospettive
di ricerca a lungo sottovalutate. Bastera\ qui ricordare l'impresa
curata da Philippe Arie\s e Georges Duby (Histoire de la vie prive/e,
Paris 1985), che dall'Impero romano si spinge fino al Novecento. Resta
inteso che le due formule "vita quotidiana" e "vita privata" non sono
del tutto sovrapponibili, come risultera\ chiaro anche dall'esame del
volume. Tuttavia non pochi sono gli elementi di inevitabile
embricazione che consentono di inquadrare il volume del Garland
all'interno di questo importante spazio storiografico.

Dopo un rapido schizzo dello sviluppo storico dalla Grecia micenea alla
conquista romana ("Historical Outline", pp. 1-19), Garland passa a
indicare le coordinate spaziali e temporali che inquadravano gli
aspetti della vita quotidiana. Innanzitutto i limiti ecologici di tale
spazio, che condizionavano inevitabilmente sia la qualita\ della vita
sia la dimensione delle singole comunita\. In una misura non
trascurabile, certi aspetti del dinamismo emporico e politico di alcuni
centri, a partire da Atene, si devono spiegare proprio con la
necessita\ di dovere sostenere una massa di popolazione eccessiva
rispetto alle possibilita\ produttive del territorio. Se questo e\ ben
noto, resta discutibile l'utilita\ di proporre raffronti troppo
immediati con la nostra esperienza diretta (per esempio, con il clima
della California meridionale: troppo diverse, non tutte note e comunque
incommensurabili le varianti, e forse questi paragoni rischiano di
banalizzare la nostra visione della Grecia antica). L'Autore presta
molta attenzione, giustamente, a segnalare al lettore non specialista
la grande distanza che separa la citta\ antica dalle nostre citta\,
fino ad avvertire che anche una polis come Atene apparirebbe oggi piu\
simile ad una cittadina rurale piuttosto che ad un agglomerato
metropolitano, a dispetto del processo di monumentalizzazione. Inoltre
non finisce di stupirci l'apparente contraddizione tra la grandeur dei
monumenti pubblici e il "private squalor" di quegli ambienti in cui una
parte notevole della vita quotidiana aveva luogo. Altro elemento di
"turbolenza" cognitiva, credo anche per gli specialisti, e\
l'organizzazione del tempo, soprattutto per la mancanza di uniformita\
calendariale che faceva del mondo greco una sorte di babele temporale,
che solo parzialmente trovava un contrappeso nel computo basato sulle
grandi feste panelleniche, in particolare le Olimpiadi ("Space and
Time", pp. 21-34). Altro elemento cardine per introdursi con cognizione
di causa nei molteplici aspetti della vita quotidiana e\ rappresentato
dalla presenza della scrittura, dal grado e dalle modalita\ della sua
diffusione.

L'organizzazione sociale occupa un ampio capitolo ("The people", pp.
43-81), indispensabile per approfondire diverse peculiarita\ della vita
privata, analizzate nel capitolo successivo ("Private Life", pp.
83-129). La coppia oikos/genos svolge un ruolo fondamentale: intorno ad
essa ruota un meccanismo complesso che si spinge fino all'estrema
periferia fisica e sociale della polis (donne, schiavi, bambini,
stranieri), come una trama che lega insieme componendoli in un quadro
unitario elementi che altrimenti resterebbero meno chiari se separati
da questa cornice generale. Benche/ il caso ateniese costituisca per
larga parte piu\ un'eccezione che la norma, Garland si affida
ampiamente a questa particolare polis per fornire ai suoi lettori le
coordinate principali. In effetti la documentazione disponibile, sia
letteraria che archeologica, esercita una forte pressione in questa
direzione; tuttavia sarebbe stato utile avvertire il pubblico della
natura deformante dei documenti con cui occorre fare i conti. La
particolare natura del rapporto tra demi, fratrie e tribu\ in Attica
fornisce d'altronde spunti di riflessione irrinunciabili.

L'elemento femminile riceve un'attenzione fondamentale, e i lettori
sono guidati nell'osservazione dello status femminile durante tutte le
classi di eta\, e in relazione al ruolo politico riservato agli uomini.
Il loro rapporto con genitori e figli e\ analizzato attraverso fonti di
varia natura, testi letterari, papiri, ma anche l'irrinunciabile
corredo iconografico messoci a disposizione dalla pittura vascolare.

Garland accompagna il lettore attraverso una massa di documenti che
appartengono ad epoche e a generi diversi, raggiungendo cosi\
l'obiettivo di fornire un quadro quanto mai vivido e affascinante per
un pubblico di non specialisti e di studenti che si accostano allo
studio dell'universo culturale greco, al di la\ della sequenza di
eventi politico-militari solitamente privilegiati nei manuali
tradizionali. Altre zone d'ombra della vita quotidiana sono esplorate
nelle pagine dedicate alla cosiddetta "terza eta\" e a quegli aspetti
dell'emarginazione (ai disabili sono dedicate osservazioni
interessanti, pp. 67-69), del fenomeno servile (pp. 69-73), della
devianza sociale (la delinquenza giovanile, pp. 63-64), solitamente
meno noti. Le ambivalenze dell'alterita\ (dai meteci ai barbari) sono
sottolineate sia per quanto riguarda il caso ateniese che per il mondo
spartano, dove le differenti risposte che quella societa\ fornisce
danno un'idea della complessita\ e dell'irriducibilita\ ad unum del
mondo greco.

Le pagine dedicate all'organizzazione delle case, al vestiario,
all'alimentazione, agli usi funerari, alle difficolta\ e alle soluzioni
fornite in caso di crisi delle relazioni interindividuali, sono forse
le piu\ interessanti del volume e ne costituiscono il nucleo.
Particolare attenzione e\ rivolta alla ritualita\ del simposio (pp.
95-102). Salute e malattia consentono di sottolineare quanto resti
difficile in questo tipo di societa\ separare gli strumenti
tradizionali di intervento, a iniziare dalla "medicina templare", da
nuove forme di intervento che includono un accrescimento del sapere
tecnico e riflettono al tempo stesso il rapporto tra salute e genere
(pp. 109-110).

Pratiche funerarie e credenze nell'aldila\ (pp. 114-129) ricevono una
descrizione accurata: la loro importanza, d'altronde, coinvolge ogni
aspetto della vita quotidiana e si riverbera anche nella
conflittualita\ endemica di questo tipo di organizzazioni sociali.
Morte e contaminazione (miasma) costituiscono una sorta di endiadi che
trova un'espressione particolarmente enfatica nelle procedure e nei
regolamenti che sono ritenuti pertinenti la sfera della purezza e della
magia. A tutti questi temi Garland presta un'attenzione concentrata
soprattutto sugli aspetti della percezione psicologica. Opportuno, al
riguardo, il famoso passo della Repubblica platonica, quando il vecchio
Ce/falo rivela con commovente semplicita\ l'ansia con cui ci si accosta
al momento finale della vita (I 330 d-e).

Infine, non vi e\ vita privata senza lo spazio pubblico: sulla loro
intersezione si estende e trova sistemazione la nozione di "vita
quotidiana", che per l'appunto non e\ semplicemente "privata", ma e\
innanzitutto un campo di azione sociale. Per questo l'ultima parte del
volume e\ dedicata alle pratiche religiose, sacrificali, purificatrici,
divinatorie (pp. 131-143). Dopo un breve excursus sulle procedure
giuridiche e sul funzionamento dei tribunali, l'Autore descrive le
professioni piu\ diffuse nel mondo greco: anche su questo tema finisce
per prevalere inevitabilmente una visione atenocentrica. Strettamente
intrecciata e\ la sezione dedicata al mestiere delle armi (pp.
158-170), sia per quanto riguarda la guerra terrestre che per quella
navale. A fianco delle informazioni tecniche non manca un tentativo di
scavo psicologico nel groviglio di emozioni che caratterizzavano
l'addestramento (giuramento degli efebi ateniesi) e, a maggior ragione,
lo scontro vero e proprio (battaglia delle Termopili).

Un capitolo finale e\ rivolto a certi aspetti della ricezione moderna
("The Impact of Ancient Greece on Modern Culture", pp. 209-214), a
partire dal primo impatto che avviene nelle scuole. Mi sembra che siano
da condividere le osservazioni scettiche (ed equilibrate) di Garland
sulla controversia aperta dalla pubblicazione dell'opera di M. Bernal,
le cui debolezze metodologiche non possono giustamente essere ascritte
ad un'inesistente congiura del silenzio dei classicisti.

Come abbiamo gia\ osservato e come del resto sottolinea opportunamente
l'Autore, la situazione documentaria, dispersa e frammentaria,
costringe ad un continuo andirivieni tra aree ed epoche diverse del
variegato e plurale mondo greco. Inevitabili percio\ alcune lacune
spazio-temporali, a vantaggio di aree particolarmente dense, come Atene
e Sparta. Anche per questo occorrerebbe allertare il lettore non
specialista rispetto a polarizzazioni, come quella Atene vs Sparta, che
oscillano tra il livello della realta\ e quello della rappresentazione
storiografica. Non vi e\ dubbio che queste due poleis
"rappresentassero" realta\ sociali e politiche differenti, ma forse non
cosi\ tanto nella "realta\" storica quanto il dossier disponibile ci
vuol far credere (cfr. l'affermazione recisa di Garland, p. XIX:
"Sparta was in many ways the exact antithesis of Athens").

Si puo\ forse esprimere qualche rammarico per non aver potuto
procedere, in occasione di questa riedizione, ad un aggiornamento
bibliografico, specie su temi centrali (come la natura del simposio) o
ideologicamente spinosi (come il dibattito su M. Bernal). Questo non
inficia tuttavia il valore del volume, limitatamente agli obiettivi
didattici e propedeutici che si propone.

Il volume e\ opportunamente corredato da cartine e ogni capitolo e\
accompagnato da disegni tratti dal ricco repertorio iconografico
disponibile. D'altronde la bibliografia, di qualita\, e\ arricchita da
alcuni riferimenti alla ricezione della grecita\ nella narrativa
moderna (anche in questo caso gli ultimi anni hanno visto un vero e
proprio boom di best sellers che avrebbero potuto essere segnalati in
occasione di questa riedizione), indicazioni di riviste per lettori non
specialisti desiderosi di approfondire singoli temi, e al sempre piu\
vasto campo del multimediale. Si tratta di un'opera che si propone di
accostare, senza rinunciare al rigore, a argomenti specialistici un
pubblico di curiosi e di studenti che rischierebbe altrimenti di
affidarsi a strumenti insufficienti o peggio inaffidabili. E\ il merito
innegabile del libro di Robert Garland.