Un sentito ringraziamento a tutti gli sviluppatori Debian!!!
Andrea Marengoni <[email protected]> Tue, 22 May 2012 18:03:37 +0200
| Newsgroups | gmane.linux.debian.devel.italian |
|---|---|
| Message-ID | <[email protected]> |
Carissimi sviluppatori
italiani di Debian,
su cortese invito del Preg.mo Leader del
Progetto Debian Stefano Zacchiroli, con il quale ho avuto la
gioia di corrispondere via email questa mattina (dopo essermi
iscritto per curiosità a questa lista, pur non essendo uno
sviluppatore), dopo avere iniziato ormai da più di un anno ad
utilizzare Debian (in versione stabile) come sistema
operativo, desidero con questa mia esprimere tutto il mio
apprezzamento e la mia gratitudine per il lavoro che
(ciascuno nel proprio ruolo) svolge ogni giorno! Vi faccio i
miei più vivi complimenti perché veramente la qualità di Debian
è eccezionale, ma anche perché, come dicevo al signor
Stefano Zacchiroli, il mondo dell'open source è sorretto ed
alimentato da valori importantissimi di solidarietà, gratuità,
condivisione, messa a disposizione ciascuno delle proprie
capacità la cui importanza va al di là del mondo stesso (pur
importante) dell'informatica, giacché potenzialmente essi
possono aiutare ad edificare una società ed un mondo migliori e
più a misura d'uomo. Mi è ancora più facile identificarmi
con questi valori partendo dalla mia visione della vita di
cattolico praticante, ma penso che possano essere condivisi da
tutti gli uomini "di buona volontà" indipendentemente dalla
propria religione ed anche da chi non sia credente.
Proprio per questo motivo mi ha aiutato molto cominciare a
conoscere ed apprezzare Linux in un momento particolarmente
difficile della mia vita e della mia "carriera" (tutti conosciamo
le difficoltà che stiamo attraversando in questo periodo veramente
complesso e difficile). Curiosamente ho trovato gli stessi valori,
da avvocato, in una realtà completamente diversa, un nuovo modo di
risolvere le controversie del quale forse avrete sentito parlare,
la mediazione, che si fonda sul dialogo e, se si applica il metodo
che sto pian piano cercando di imparare, perché è il più
rispettoso della volontà delle parti in conflitto, quello
trasformativo, sul riconoscimento reciproco della propria umanità,
del proprio punto di vista e delle proprie esigenze ("recognition"
secondo Bush e Folger, i "padri" di questo metodo), dal quale
deriva anche una maggiore capacità di affrontare la situazione e
trovare la soluzione ("empowerment"). Non a caso alla base del
metodo trasformativo c'è una visione dell'uomo che mi sembra
sposarsi molto bene, per esempio, con il modo in cui viene portato
avanti il progetto Debian, ovvero con una vera e propria comunità
nella quale ognuno può esprimere liberamente il proprio pensiero
dando vita, a volte (così ho letto da più di una fonte) a
contrasti accesi che però sempre si concludono nel modo migliore,
nel perseguimento del bene comune: l'idea dell'uomo non come
individuo isolato, ma come essere che cerca costantemente il
proprio equilibrio tra l'autonomia e la relazione sociale, tanto
da sentirsi indebolito nella sua umanità e nelle sue capacità
quando la relazione con gli altri si deteriora, essendo spesso il
conflitto alienante e disumanizzante.
Per chi volesse approfondire (sono convinto che chi è
appassionato come voi di software libero molto facilmente può
appassionarsi anche ad una bella realtà come la mediazione, che
non a caso viene considerata in grado di migliorare non solo la
giustizia, ma in generale la società ed i rapporti umani) rinvio
ad un mio umile saggio, scritto insieme alla collega ed amica
Patrizia Mauro di Brindisi e pubblicato in vari siti internet.
Ecco il link ad uno di essi: http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=38293&catid=203&Itemid=452&contentid=0&mese=03& .
panno=2012.
Coloro che tra Voi lo leggeranno troveranno un termine molto
famigliare, "ubuntu" (tra l'altro è stata la mia prima
distribuzione, poi sono passato direttamente alla "fonte"), citato
in quel contesto non come una delle moltissime varianti di un
sistema Gnu/Linux, ma come valore comune, appunto, sia al mondo
dell'open source che a quello, apparentemente diverso e distante,
della mediazione.
Mi permetto infine una considerazione in senso positivo sul
modo in cui Debian è concepita dal punto di vista dei tre rami,
unstable, testing e stable. A mio modestissimo parere siete
sulla strada giusta. So che ci sono qua e là pressioni, da
parte degli utenti, perché Debian si possa aggiornare più
rapidamente; spero francamente che ciò non condurrà mai
all'abolizione o comunque ad uno "snaturare" il ramo Stable, che è
veramente garanzia di grande affidabilità e stabilità (l'ideale
per chi, come me, usa il computer per lavorare). Non è neppure
così vero che il sistema non si può tenere aggiornato, almeno per
le applicazioni di uso frequente. Per esempio per Thunderbird e
Firefox basta scaricarli dal sito e si aggiornano da soli
esattamente come su Windows, mentre per Libre Office ho creato un
semplice script che disinstalla la versione presente, scarica
quella nuova, decomprime, da i permessi, installa tutto e poi
rimuove i pacchetti (il tutto in pochissimo tempo), senza
considerare che libre office presto si potrà aggiornare
direttamente dal programma (e senza considerare il pinning che
però è da utilizzare, per la mia esperienza, con grande prudenza
per evitare "pasticci" in un sistema che è assolutamente
strepitoso e come tale merita di essere conservato).
L'alternativa, se anche solo si volesse aggiornare ogni sei mesi
il desktop enviroment (Gnome o Kde tra i più frequenti) sarebbe
stravolgere tre quarti del sistema operativo e mi sembrerebbe
davvero troppo pretendere che ciò si potesse fare mantenendo la
stessa qualità, la stessa correzione di bug, lo stesso supporto
alla sicurezza! Sarebbe come volere "la botte piena e la moglie
ubriaca"; fate già tantissimo, peraltro per passione e non per
soldi, sarebbe assurdo chiedere di più! Vi dirò inoltre che per
uno che come me per anni ha avuto Windows Xp appare già un
aggiornamento quasi "forsennato" avere la possibilità, ogni due
anni, di avanzare ad una versione diversa!
Davvero ancora complimenti di cuore a tutti. Continuate mi
raccomando a credere nel progetto perché sono convinto che il
software libero è una delle realtà belle, sane, pulite che possono
rendere migliori il Mondo, la società, ogni uomo. Saluti cordiali
a tutti. Avv. Andrea Marengoni
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