Re: Disaster Recovery e DNS

"Davide D'Amico" <[email protected]> Wed, 31 Oct 2012 15:42:37 +0100
Newsgroups gmane.os.freebsd.italian.varie
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Una soluzione che ha senso più in ottica di migrazione di una
infrastruttura web che in caso di disaster recovery:
sul sito A installi un reverse proxy che butta tutto sul sito B (sito
inteso come data center o farm o garage_di_stiv_giobs), e nel frattempo
modifichi i DNS sia per i record che ti interessano che per TTL (suppongo
che poi, risolto il problema, tu voglia tornare in siteA).

Chiaramente il TTL andrebbe abbassato prima di operare la migrazione ma
suppongo che il caso di disaster recovery non sia molto predicibile :)


Il giorno 31 ottobre 2012 15:36, Franco Marchesini <
[email protected]> ha scritto:

> Un saluto a tutta la lista,
>
> mi sto' documentando sul disaster ricovery e mi sono bloccato su
> questo problema.
>
> Nel caso sia previsto l'utilizzo di una sede remota per il ripristino
> di una infrastruttura in grado di erogare dei servizi web, come e'
> possibile ridurre i tempi di aggiornamento dei dns per rendere
> raggiungibile la sede remota?
> Per intenderci potrei teorizzare una sede remota sincronizzata in
> real-time, ma a fronte di un disastro nella sede master, esistono dei
> meccanismi per redirigere le chiamate alla sede remota?
> Immagino che dovrei operare di concerto con il SP, ma a questo punto
> il RTO http://it.wikipedia.org/wiki/Recovery_Point_Objective
> dipenderebbe principalmente dai tempi dell'SP.
>
> Qualcuno ha esperienza in merito o ha gia' affrontato la problematica?
>
> Grazie per le risposte
>
> Franco
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