[cro] Michael Moore propone 17 motivi per non disperare dopo la vittoria di Bush

Gabriele Cristoforetti <gabri.cris-nc/[email protected]> Sat, 6 Nov 2004 20:28:16 +0100
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Su con la vita
Michael Moore propone 17 motivi per non disperare dopo la vittoria di
Bush





Cari amici,
Ok, che schifo. Davvero che schifo. Ma prima che vi buttiate troppo
giù cerchiamo, con le parole di Monty Python, di “guardare sempre al
lato positivo della vita!”. Dopo le elezioni di martedì ci SONO alcune
buone notizie.
Ecco 17 motivi per non tagliarsi le vene:
Per legge, George W. Bush non può candidarsi di nuovo per la
presidenza.
La vittoria di Bush è stata la vittoria con il margine PIU’ STRETTO di
un presidente dai tempi di Woodrow Wilson nel 1916.
La sola fascia di età in cui la maggioranza ha votato per Kerry è
stata quella dei giovani adulti (Kerry: 54%, Bush: 44%), il che
dimostra una volta di più che i vostri genitori hanno sempre torto e
che non dovreste mai ascoltarli.
Malgrado la vittoria di Bush, la maggioranza degli americani pensa
tuttora che il Paese stia andando nella direzione sbagliata (56%),
crede che non valeva la pena di combattere la guerra (51%) e non
approva l’operato di George W. Bush (52%). Nota per gli stranieri: non
cercate di capirci qualcosa. E’ una cosa americana, come le Pop Tarts.
(dolcetti ripieni di marmellata alla ciliegia, NdT)
I repubblicani non hanno una maggioranza a prova di bomba, con 60
seggi, al Senato. Se i democratici fanno il loro lavoro, Bush non
potrà riempire la Corte Suprema di ideologi di destra. Ho forse detto
“se i democratici faranno il loro lavoro”? Uhm, forse farei meglio a
togliere questa frase.
Il Michigan ha votato per Kerry! E così ha fatto l’intero Nord-est,
dove è nata la nostra democrazia. Così hanno fatto sei degli otto
Stati dei Grandi Laghi. E tutta la Costa occidentale! Più le Hawaii.
Ok, è un inizio. Abbiamo la gran parte delle acque potabili, tutta
Broadway, e il Monte St. Helens. Possiamo disidratarli o sotterrarli
nella lava. E niente più canzoni di spettacoli!
Ancora una volta ci hanno ricordati che la buckeye (una specie di
castagna selvatica che è il simbolo dell’Ohio, anche chiamato il
Buckeye State) è una noce, e non una noce qualunque – una noce
velenosa. Una grande nazione è stata messa in ginocchio da una noce
velenosa. Che Ohio State la paghi cara questo sabato, quando incontra
Michigan (in una partita di football universitario, NdT).
L’88% del voto per Bush è venuto da elettori bianchi. Tra
cinquant’anni, l’America non avrà più una maggioranza bianca. Ehi,
cinquant’anni non sono poi così tanti! Se hai dieci anni e stai
leggendo questa lettera, i tuoi anni d’oro saranno davvero d’oro e
sarai ben assistito nella tua età d’oro.
I gay, grazie ai referendum approvati martedì, non possono sposarsi in
11 nuovi Stati. Grazie a Dio. Pensate solo a tutti quegli anelli di
matrimonio che non dovremo comprare.
Cinque afro-americani in più sono stati eletti come membri del
Congresso, incluso il ritorno di Cynthia McKinney in Georgia. E’
sempre bello avere più neri lì dentro a combattere per noi e fare il
lavoro che i nostri candidati non possono fare.
L’amministratore delegato della Coors è stato trombato per il Senato
in Colorado. Bevete! (Pete Coors, numero uno dell’omonimo marca di
birra, è un grande finanziatore dei repubblicani e in particolare
dell’ala più conservatrice del partito, NdT)
Ammettelo: ci piacciono le gemelle Bush e non vogliamo che se ne
vadano.
A livello dei singoli Stati, i democratici hanno guadagnato almeno tre
Camere nelle elezioni di martedì. Su 98 Camere controllate da uno dei
due campi (Camera/Assemblea e Senato), i democratici sono andati alle
elezioni controllando 44 Camere, i Repubblicani 53 e una era divisa a
metà. Dopo martedì, i democratici ora controllano 47 Camere, i
repubblicani 49, una Camera è divisa a metà e un’altra (quella del
Montana) è ancora in ballo.
Il presidente Bush ora è un’anatra zoppa. Non avrà più un periodo più
bello di quello che sta vivendo questa settimana. Per lui d’ora in poi
c’è solo discesa – e, soprattutto, semplicemente non vorrà fare tutto
il duro lavoro che ci si aspetterà da lui. Sarà come è per tutti
l’ultimo mese dell’ultimo anno di scuola – ce l’hai già fatta, quindi
è tempo di fare festa! Forse vivrà i prossimi quattro anni come se
fosse sempre venerdì, trascorrendo ancora più tempo al suo ranch o a
Kennebunkport (dove c’è la residenza estiva della famiglia Bush, nel
Maine, NdT). E perché non dovrebbe? Ha già dimostrato quanto vale,
vendicando suo padre e sconfiggendoci.
Se Bush dovesse decidere di farsi vedere al lavoro e portare questo
Paese per una strada molto buia, allora è ugualmente probabile che uno
dei seguenti scenari si realizzi: a) Ora che non deve neanche
ascoltare i cristiani conservatori per essere eletto, qualcuno
potrebbe suggerirgli che dovrebbe passare questi ultimi quattro anni a
costruire “un’eredità” cosicché la Storia dia un verdetto più gentile
su di lui e di conseguenza Bush non dovrebbe insistere troppo
duramente su un’agenda di destra; o b) Diventerà così sicuro di sé e
arrogante – quindi incauto – e commetterà un errore così grande che
persino il suo stesso partito dovrà toglierlo dalla Casa Bianca.
Ci sono quasi 300 milioni di americani – 200 milioni dei quali
maggiorenni. Abbiamo perso solo per tre milioni e mezzo! Non è una
valanga – vuol dire che ci siamo quasi. Immaginate di perdere per
venti milioni. Se aveste 58 yard da fare per raggiungere la linea di
meta e poi ne percorreste 55, vi fermereste sulla linea delle tre yard
prendendo in mano la palla per andare a casa a piangere – specialmente
quando tocca a voi ricominciare sulla linea delle tre yard? Certo che
no! Fatevi coraggio! Abbiate fede! Ci sono altre metafore sportive in
arrivo!
Infine e soprattutto, più di 55 milioni di americani hanno votato per
il candidato soprannominato “Il liberal numero uno al Senato”. E’ più
del numero totale di elettori che hanno votato per Reagan, Bush I,
Clinton o Gore. Ripeto, hanno votato più persone per Kerry che per
Reagan. Se i media vogliono trovare una tendenza dovrebbe essere
questa – che così tanti americani erano, per la prima volta dai tempi
di Kennedy, disposti a votare per un liberal dichiarato. Il Paese è
sempre stato pieno di evangelici – non è una novità. Quello che E’ una
novità è che così tante persone sono passate a un liberal del
Massachusetts. Di fatto, questa è una GRANDE novità. Significa: non
aspettatevi che i media di massa, quelli che vi hanno tirato per il
naso verso la guerra all’Iraq, vi raccontino mai la verità sul 2
novembre 2004. Di fatto, è meglio che non lo facciano. Abbiamo bisogno
di questo elemento di sorpresa nel 2008.

Vi sentite meglio? Spero di sì. Come mi ha scritto ieri il mio amico
Mort, “il mio nonno rumeno usava dirmi ‘Ricorda, Morton, questo è un
Paese magnifico – non ha nemmeno bisogno di un presidente!’”. Ma ha
bisogno di noi. Riposatevi, vi scriverò di nuovo domani.

Vostro,
Michael Moore