[mov] Emergenza maremoto, emergenza governo italiano
"Chiodofisso" <[email protected]> Wed, 12 Jan 2005 11:01:48 +0100 (CET)
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Documento della Campagna Sbilanciamoci! EMERGENZA MAREMOTO, EMERGENZA GOVERNO ITALIANO Emesso in occasione dellincontro presso il Ministero degli Affari Esteri del 10 gennaio 2005 La Campagna Sbilanciamoci (composta da 34 organizzazioni, molte delle quali impegnate in raccolte di aiuti per lemergenza e alcune di queste Terre des Hommes, Wwf, Mani Tese, Medici Senza Frontiere, Emergency- impegnate sul campo) di fronte alla tragedia del maremoto che ha colpito le popolazioni del sud est asiatico e allazione delle istituzioni pubbliche italiane denuncia: A) i ritardi e le lentezze politiche e operative dellazione del governo italiano che in queste prime due settimane sono che hanno riguardato le modalità di intervento sul campo, le decisioni i materia di allocazione delle risorse, la determinazione di una cabina di regia pur registrando il positivo avvio di un tavolo di coordinamento- per la gestione di tutti gli interventi. Non sono state delineate strategie e piani operativi organici per paese e per tipologia di interventi che facciano capire allopinione pubblica cosa stiano facendo e in quale direzione si stiano muovendo le istituzioni italiane. Non ci sono stati soldi a sufficienza da spendere nelle prime due settimane di interventi; B) le divisioni e le competizioni tra le amministrazioni pubbliche nella gestione dellintervento e che hanno visto contrapposte la Protezione Civile al Ministero degli Affari Esteri e che ancora oggi non sono del tutto chiarite e risolte e che hanno inficiato e lefficacia dellazione italiana sul campo. Queste divisioni possono produrre evidenti sovrapposizioni e duplicazioni di interventi come nel caso dellinstallazione di ospedali da campo (della Protezione Civile e della Croce Rossa), dellinvio degli aiuti e delle missioni di valutazione; C) lesiguità delle risorse messe a disposizione ed effettivamente spendibili dal governo italiano. Dopo un iniziale annuncio della settimana scorsa di un impegno italiano di 70 milioni di euro costituito in gran parte di fondi virtuali (quali quelli della cosiddetta riconversione del debito costituito dai crediti di aiuto concessi in questi anni ai paesi dellarea), si profila lemanazione di un decreto per una somma analoga che però per almeno il 50% sarà costituito da fondi della cooperazione. Questi fondi saranno così tolti ad interventi in altre aree comunque bisognose e ciò si tradurrà in unulteriore riduzione della dotazione della cooperazione per il 2005; D) la mancata risposta agli appelli delle agenzie dellONU che grazie ancora alla loro prolungata presenza e operatività in quei paesi dovrebbero essere sostenute nellefficacia della loro azione- hanno in questi giorni (da ultimo nellincontro dei donatori del 6 gennaio a Jakarta) esplicitato il fabbisogno dei loro interventi sul campo e chiesto ai governi di contribuire in misura significativa. Questa mancanza è tra laltro politicamente grave e contraddittoria per un paese come lItalia che vuole candidarsi anche attraverso la riforma del Consiglio di Sicurezza- ad assumere un profilo alto e riconoscibile nelle Nazioni Unite. Alla data attuale non ci risultano essere stati presi impegni in questa direzione; E) la promozione dellennesima colletta popolare a favore del finanziamento di operazioni pubbliche e istituzionali che già sono e dovrebbero essere finanziate dalla fiscalità generale e da stanziamenti di bilancio. Sarebbe meglio come succede in molti altri paesi europei- lasciare alle organizzazioni della società civile lutilizzo di questo strumento di raccolta fondi. Riteniamo questa operazione ancora più sbagliata di quella già sbagliata della missione Arcobaleno (dove la gran parte dei fondi fu utilizzata da organizzazioni private quali ONG e associazioni) e perciò riteniamo negativa lordinanza del 23 dicembre scorso che concede alla Protezione Civile la possibilità di utilizzare le donazioni e le erogazioni liberali nella forma utilizzata quattro giorni dopo con il lancio della raccolta SMS; F) il mancato avvio dispositivo dellart. 20 del T.U. sullimmigrazione che dà al governo la possibilità di emanare decreti di protezione temporanea per le persone provenienti da territori colpiti da calamità naturali e da conflitti. Oggi ci troviamo nella paradossale situazione che se tra una settimana arrivasse in Italia un profugo di Sumatra e di Banda Aceh sarebbe prima rinchiuso in un CPT e poi rimandato al suo villaggio dorigine; G) lassenza di un esplicito provvedimento a favore della cancellazione del debito per i paesi colpiti dal maremoto. Lannuncio del governo dellannullamento della restituzione delle rate dei crediti di aiuto, sotto forma di riconversione delle somme in progetti sociali ed ambientali è solo una parte del problema. Rimane aperta la questione del debito commerciale per il quale la soluzione della moratoria o del congelamento è assolutamente insufficiente, soprattutto se dovesse avvenire sotto la forma di capitalizzazione delle rate non pagate. Solo la remissione totale del debito può considerarsi adeguata alla situazione di emergenza umanitaria che si è creata in quei paesi. In ogni caso le misure di riduzione o cancellazione del debito non possono essere conteggiate in modo creativo tra le risorse che lItalia mette a disposizione per gli interventi diretti, che sono fatti di risorse e destinazioni reali. In considerazione di queste valutazioni critiche e delle impellenti necessità derivante dallemergenza umanitaria dei paesi del sud est asiatico, la campagna Sbilanciamoci formula al governo italiano queste richieste: 1) Lo stanziamento di 300 milioni di euro da destinare agli interventi delle amministrazioni pubbliche come quelli avviati dalla Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo e dalla Protezione Civile (esclusivamente per lemergenza), dagli enti locali e dalle regioni, dalle organizzazioni della società civile e dalle Ong, dalle organizzazioni locali delle aree colpite, dalle agenzie delle Nazioni Unite. Chiediamo che queste risorse che devono essere ben finalizzate alle diverse fasi: emergenza, ricostruzione, sviluppo- vengano reperite attraverso lannullamento di uno dei provvedimenti della finanziaria 2005 come ad esempio gli incentivi allacquisto dei decoder o i finanziamenti aggiuntivi per la costruzione dei cacciabombardieri eurofighter- che possono essere rinviati al 2006 o cancellati; 2) La destinazione dei fondi raccolti dalloperazione SMS esclusivamente agli interventi di emergenza e di riabilitazione e ricostruzione, delle agenzie delle Nazioni Unite, delle Ong e delle organizzazioni della società civile, delle organizzazioni locali e umanitarie presenti in quelle aree. Ancora oggi non cè trasparenza: chiediamo sia definito, attraverso unordinanza, un regolamento e delle regole certe; chiediamo siano stabilite le linee di indirizzo dellutilizzo dei fondi, le priorità degli interventi (sanità, bambini, ricostruzione, ecc.), dei progetti e dei soggetti da coinvolgere, le modalità di erogazione dei fondi; i tempi della realizzazione degli interventi; 3) La risposta immediata agli appelli delle agenzie delle Nazioni Unite, utilizzando il fondo di 300 milioni prima proposto, con immediati stanziamenti agli interventi già in opera delle agenzie delle Nazioni Unite, in particolare quelli del World Food Program, dellUnicef, della Fao, dellUNHCR e della altre agenzie; 4) La partecipazione esclusiva dellItalia allee sedi di coordinamento dellUnione Europea e delle Nazioni Unite, evitando altre sedi di coordinamento intergovernativo come eventuali e fortunatamente superate coalizioni dei volenterosi prefigurate dallamministrazione statunitense. Laiuto umanitario deve sfuggire ad ogni unilateralismo e strumentalizzazione politica e trovare la sua sede negli organismi internazionali e sovranazionali già preposti. Inoltre rifiutiamo ogni logica di militarizzazione dellaiuto e ogni subalternità alleventuale presenza di Forze Armate locali e/ o di altri paesi (tra cui lItalia), rivendicando la piena indipendenza dellaiuto umanitario; 5) La valorizzazione di tutti i soggetti, che possono contribuire alla realizzazione degli interventi sul campo, senza discriminazioni e favoritismi. Riteniamo perciò improprio e indebito che nel comunicato del 1° gennaio 2005 il Ministero degli Esteri abbia voluto sottolineare senza alcuna necessità e senza alcun riferimento al mandato e alle possibili operazioni sul campo al ruolo particolare della Croce Rossa Italiana che per il momento non spicca per la sua presenza sul terreno. Anche gli enti locali e le Regioni, le Ong, le associazioni, le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni locali di quei paesi possono avere un ruolo particolare da sottolineare e da evidenziare; 6) Lattuazione dellart. 20 del T.U. sullImmigrazione (D.lgs n.286/1998) che prevede dietro emanazione di un Decreto del Presidente del Consiglio- ladozione di misure di protezione temporanea in caso di calamità naturali e conflitti; la regolarizzazione (anche attraverso il rilascio del permesso di protezione umanitaria) dei cittadini stranieri dei paesi coinvolti dal maremoto presenti in Italia con soggiorno irregolare, in quanto inespellibili ai sensi dellart. 19 del T.U. sullimmigrazione; la facilitazione delle procedure per i ricongiungimenti familiari, da parte dei cittadini stranieri presenti in Italia e con familiari presenti nei paesi e nelle regioni coinvolte dal disastro naturale; 7) La cancellazione totale e immediata del debito, sia quello costituito dai crediti daiuto che di quello commerciale, dei paesi colpiti dalla catastrofe. Oltre ai circa 40 milioni di esposizione pubblica derivante dallerogazione dei crediti di aiuto, vanno anche cancellati i circa 30 milioni di esposizione della SACE verso i paesi dellarea; 8) La previsione di misure di accompagnamento degli aiuti in modo da verificare leffettivo rispetto dei diritti umani in aree in cui i governi si sono resi più volte colpevoli della repressione e della violazione dei diritti delle popolazioni locali, controllando luso e la gestione degli aiuti e valorizzando il ruolo delle competenti agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni locali indipendenti come partner attive nella realizzazione degli interventi; 9) Il rispetto degli impegni internazionali presi dallItalia in materia di APS (Aiuto Pubblico allo Sviluppo) in modo da mettere nelle condizioni lItalia per questa e future emergenze di essere in grado con una propria e certa dotazione di fondi di intervenire tempestivamente e con efficacia ed impedendo di stornare dai già esigui fondi della cooperazione le risorse per questa emergenza; 10) La garanzia di tempi certi per lerogazione dei fondi riprendendo lesortazione di Kofi Annan fatta a Jakarta il 6 gennaio scorso a trasformare le promesse in denaro reale. Ricordiamo infatti che per altre calamità naturali come il terremoto a Bam in Iran dellanno scorso e per luragano Mitch, i soldi effettivamente arrivati non hanno superato complessivamente 1/3 di quelli promessi. Chiediamo perciò una verifica trasparente e in Parlamento tra 90 giorni sulleffettiva realizzazione delle promesse annunciate. -------------------------------------------------------------------------------- La Campagna Sbilanciamoci! è promossa da Altreconomia, Antigone, Arci - Arci Servizio Civile, Associazione Finanza Etica, Ass. Obiettori Nonviolenti, Associazione per la Pace, Beati i Costruttori di Pace, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Carta, Cipsi, Cittadinanzattiva, Cnca, Comitato italiano contratto mondiale sullacqua, Coop. 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