[dir] Lettera al "Comitato contro i nomadi"
"Chiodofisso :: Redazione" <[email protected]> Wed, 16 Feb 2005 09:45:08 +0100 (CET)
| Newsgroups | gmane.politics.activism.altrinformazione |
|---|---|
| Message-ID | <[email protected]> |
Pubblichiamo una lettera aperta del presidente dell'Associazione Rom di Pisa (A.C.E.R.) in risposta al comitato anti nomadi di Forcoli (PI).
-*-
Signori cittadini del Comitato Forcolese contro i nomadi, in questi giorni vivo in una continua agonia, oltre che sentirmi sfortunato e condannato, per il semplice fatto di appartenere al popolo Rom ( per voi zingari e nomadi sono la stessa cosa).
Siamo un popolo senza uno Stato e in Europa siamo la minoranza più discriminata.
Il giornale La Nazione del 2 Febbraio scorso dice che avete vinto la battaglia
perché nessuna famiglia Rom non verrà ad abitare nella Valdera.
Nello stesso tempo non volete presentarvi come razzisti
?!!
E comodo stare con un piede nella scarpa della vittima e laltro nella scarpa del razzista.
Tra non molto in una vostra scuola superiore si organizza un incontro di formazione su ciò che è stato ieri lOlocausto.
Vi ricordo che quasi 800.000 Rom sono finiti nelle camere a gas
e ogni anno, puntualmente gli slogan si ripetono in queste occasioni: Mai più si ripeterà questa vergogna, ma non si esita un momento a raccogliere firme per escludere, discriminare e condannare i Rom, perché secondo voi, noi Rom non dobbiamo avere un alloggio nel vostro paese.
A cosa dobbiamo credere di più?
Ai solenni proclami contro lOlocausto di ieri o ai Comitati anti Rom doggi che escludono e discriminano, ovviamente non in nome del razzismo?
NellUnione Europea allargata a 27stati (nel 2007), i Rom saranno tra i 7 e 9 milioni e con un Passaporto Europeo.
La stessa Comunità Europea vuole e dovrà garantire a tutti i suoi cittadini, un equo accesso alleducazione, al lavoro, allalloggio e alla salute
e i nostri e vostri politici dovranno rispettare le Leggi della Comunità Europea, così si riuscirà ad eliminare il nostro problema.
Non si può vivere nel cuore dellEuropa in ghetti=campi nomadi, a volte peggio del Terzo Mondo.
Per vostra informazione, sappiate che ci sono già delle famiglie Rom inserite nella nostra società Italiana, costoro si trovano bene, anche perché, cittadini del vostro stampo non sanno che sono Rom, semplicemente perché molti Rom vestono nello stile Europeo e usano gli abiti tradizionali soprattutto nelle feste tradizionali.
Per i bimbi Rom del campo vi posso informare, con un certo orgoglio che la maggioranza va a scuola e i loro genitori lavorano: cè chi raccoglie rottame ferroso avendo creato delle ditte individuali, altri lavorano con la GEA, o in cooperative.
Per molti di noi sono ormai passati i tempi quando chiedevamo lelemosina ai semafori della città, perché desideriamo integrarci volontariamente per ottenere in cambio un miglior stile di vita.
Come sono ormai passati i tempi del comodo romanticismo, quello dello zingaro che suona il violino e della zingara che danza vicino al fuoco!
Infine, vi ricordo che noi Rom siamo i primi a chiedere la chiusura del ghetto campo nomadi di Coltano, personalmente è dal mio arrivo, nel 98 che mimpegno in questo, ma anche a fare in modo che i bimbi Rom vadano a scuola, sperando di arrivare quanto prima ad avere pari opportunità per vivere in unEuropa più pacifica e tranquilla.
Inoltre, come membro del Romani Union Internacional sono tenuto ad informare il Parlamento Europeo (dove abbiamo un nostro rappresentante), di tutto quanto sta succedendo qui a Pisa e in particolar modo nei comuni della Valdera.
Etem Dzevat
Presidente dellAssociazione: A.C.E.R. di Pisa
Coltano, 15 Febbraio 2005