[H2O] Petrella: "La Toscana renda pubblico il governo dell'acqua negli ATO"

"Chiodofisso :: Redazione" <[email protected]> Fri, 18 Feb 2005 19:36:22 +0100 (CET)
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Petrella: "La Toscana renda pubblico il governo dell'acqua negli ATO. Il tempo delle s.p.a. e del profitto sui beni comuni è terminato".
A Firenze il presidente del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell'Acqua sprona Regione Toscana e Comune di Firenze.
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"Il governo del ciclo delle acque deve essere pubblico. La Regione e il Comune di Firenze, che hanno ospitato il Forum Mondiale Alternativo dell'Acqua nel 2003 e accettato il dialogo con i movimenti, hanno una grande opportunità da cogliere: essere i primi enti locali in Italia a sostenere e dotarsi di una legge quadro che riconosca l'acqua come bene comune e ne renda pubblica la gestione degli Ambiti Territoriali Ottimali. Si tratta di una scelta ineludibile affinché l'acqua sia garantita come bene comune per tutti. In tal senso le istituzioni ascoltino la società civile organizzata dei loro territori, e facciano propria la  proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua per difendere i diritti universali e costruire la pace". E' questa la proposta lanciata stamane da Riccardo Petrella, presidente del Comitato Italiano del Contratto Mondiale dell'Acqua, durante l'audizione presso la Commissione Ambiente del Comune di Firenze nel corso della quale ha presentato per la prima volta il "Manifesto italiano per un governo pubblico dell'acqua - 2005" scaricabile integralmente dal sito www.contrattoacqua.it.

Governare, non gestire
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Il Manifesto italiano per un governo pubblico dell'acqua è rivolto in special modo ai decisori politici, e introduce il concetto di "governo" del ciclo delle acque, rendendo anacronistico e superato il concetto di gestione. Secondo Petrella infatti il concetto di governo è più preciso e più significativo di quello di gestione. "Questa rinvia ad una cultura aziendalista dove il primato è occupato dai mezzi e che si sviluppa nei campi del possibile determinato dalla razionalità strumentale (risorse finanziarie e tecniche). Il governo, invece, rinvia ad una cultura nutrita dai fini e che opera nel campo dei diritti/doveri e che spiega il perché governare è rendere possibile l'impossibile dandosi i mezzi per realizzare gli obiettivi fissati e non viceversa. E' importante saper gestire il come farlo, ma ancor più importante e pregiudiziale è saper definire il cosa fare e il perché. Più si é chiari quanto alle finalità, più si é capaci di agire sui mezzi. Non vi è niente di male in una cultura aziendale, ma questa non può essere applicato al campo dei diritti/doveri."


Sottrarre l'acqua dalle logiche mercantiliste e finanziarie
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"Se nel XX secolo la classe dirigente italiana ebbe la missione di portare nelle case degli italiani l'acqua potabile, ha continuato Petrella - nel XXI secolo essa ha il dovere di garantire l'accesso all'acqua per tutti come diritto umano individuale e collettivo, nella quantità e qualità sufficiente alla vita ed alla salute, nel rispetto degli ecosistemi, nel quadro di uno Stato moderno efficace, trasparente e democratico, capace di mobilitare le risorse del tesoro pubblico per gestire un servizio pubblico sottratto alle logiche mercantiliste e finanziarie degli operatori privati del libero mercato. Il potere politico deve dimostrare, a partire dall'acqua, di essere capace di declinare la democrazia dei e con i cittadini. Il tempo delle s.p.a. e del profitto sui beni comuni è terminato. La gestione in società per azioni è in contraddizione aperta con il governo pubblico di un diritto umano e sociale e di un bene essenziale alla sicurezza dell'esistenza collettiva. La nuova trincea è quella di evitare la liberalizzazione dei servizi idrici."


Le proposte
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"Il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua propone che la Regione Toscana, all'interno dell'attuale ordinamento italiano e comunitario, adotti la modalità dell'affidamento diretto a società con capitale interamente pubblico, cioè la cosiddetta gestione in house, magari affiancate a forme di gestione diretta, in economia, laddove quest'ultima modalità si riveli più pertinente ed efficace" continua Riccardo Petrella. "La gestione in house, è opportuno ricordarlo, non costituisce un'eccezione al diritto della concorrenza, ma rappresenta una gestione diversa, alternativa, che deriva la sua legittimità dalla potestà di auto-organizzazione dello Stato (amministrazione centrale e locale). Ove l'amministrazione intenda affidare un appalto di servizi ad un organismo di diritto pubblico, non è necessario ricorrere alle regole proprie del diritto della concorrenza."


La politica riprenda il primato sulla non-politica e sull'arroganza dei poteri forti
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"E' tempo che la politica - cioè le scelte operate alla luce e sulla base di una visione coerente e globale del vivere insieme e dell'interesse collettivo, compreso quello delle generazioni future - riprenda il primato sulla non-politica, sull'arroganza dei poteri forti, sulla miopia degli interessi settoriali e corporativi. Nel campo dell'acqua, l'Italia non ha bisogno di leggi finanziarie annuali che sconvolgono regolarmente, atomizzandolo, il quadro legislativo, regolamentare ed istituzionale. Il Paese  conclude Riccardo Petrella - ha soprattutto bisogno di darsi un governo pubblico dell'acqua chiaro, coerente, stabile ed efficace, grazie anche alla partecipazione attiva dei cittadini, a partire dai Comuni e dagli ATO. La Toscana, e per Toscana intendo quel ricco tessuto politico e culturale costituito da enti locali, partiti e società civile organizzata, può fare bene la sua parte. Allo stesso tempo il Comune di Firenze avvii un processo di ripubblicizzazione del servizio idrico attualmente gestito da Publiacqua s.p.a., della quale è azionista di maggioranza. Introduca inoltre a livello cittadino norme funzionali al risparmio idrico e di valorizzazione dell'acqua di rubinetto." 


{Fonte: Comunicato stampa del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'Acqua - 18 Febbraio 2005}