[inf] Film: The take - La presa

"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Thu, 21 Apr 2005 22:22:27 +0200
Newsgroups gmane.politics.activism.altrinformazione
Message-ID <200504212219484.SM03336@sara>
 
THE TAKE – LA PRESA
di Michela Greco 
 
regia: Avi Lewis
scritto da: Naomi Klein
fotografia: Mark Ellam
montaggio: Ricardo Acosta
musiche: David Wall
produzione: Avi Lewis, Naomi Klein, Katie McKenna
distribuzione: Fandango
durata: 93’
origine: Canada, Argentina, 2004

E’ possibile sperare di cambiare la propria vita, sperare di riprendersi il
proprio lavoro rubato da un capitalismo avido che chiude anche le fabbriche
produttive? Si può combattere contro un sistema con la forza della
disperazione, accettandone da una parte i meccanismi e dall’altra
ribaltandoli completamente? L’autrice di “No logo”, Naomi Klein, e il
giornalista canadese Avi Lewis
<http://www.gedi.it/closeup/sezioni/cinema/articolo.asp?idarticolo=2645&idse
zione=19>  ci hanno dimostrato con The Take che la rivoluzione dal basso non
è un’utopia.
The Take è la storia di un cambiamento politico vissuto accanto ai suoi
protagonisti e alle loro storie personali. In un’Argentina sconvolta
economicamente e politicamente dalla crisi del dicembre 2001, c’è una massa
di persone che precipita all’improvviso nell’indigenza, che perde il lavoro
e che pensa a bancomat e conti in banca come a miraggi del passato. Intere
famiglie che da un giorno all’altro non sanno più come andare avanti,
genitori che non sanno cosa dire ai figli perché si vergognano di non
lavorare più; tutto questo sapendo che ci sono fabbriche abbandonate ancora
in buono stato e potenzialmente produttive. Le stesse fabbriche in cui hanno
speso anni della loro vita e costruito il loro futuro. Ma ci sono anche
operai e cittadini decisi a non soccombere alla legge del più forte e agli
oscuri meccanismi che intrecciano politica e multinazionali a esclusivo
vantaggio dei più ricchi.
In Argentina l’occupazione degli impianti dismessi da parte dei loro
ex-operai è diventata ormai una pratica abbastanza diffusa anche se non
semplice, a causa della resistenza del “potere”. E il racconto del trionfo
della determinazione degli operai della Forja San Martin si pregia di un
grande equilibrio narrativo, di una sobrietà, di una coerenza e di una
capacità comunicativa che sappiamo essere proprie di Naomi Klein. The Take
gode infatti di una struttura solida, concentrata intorno a una singola
vicenda senza inutili e confusionarie dispersioni in altri temi attigui, e
di un’intensità offerta non solo dalla storia in sé, ma anche dalla capacità
dell’osservatore documentario, che deve essere “come una mosca sul muro, che
osserva non vista”, come dice la stessa Klein. I protagonisti della vicenda
non hanno remore nel mostrare la loro lotta e si mostrano per quello che
sono: determinati ma anche impauriti, incazzati contro un sistema che ha
distrutto la loro vita ma anche rispettosi delle sue regole, come ad esempio
quella che prevede di aspettare l’autorizzazione del magistrato prima di
tornare a rendere produttiva la fabbrica che hanno occupato. E,
contrariamente a quello che i nostri governanti vogliono farci credere,
questi operai dimostrano che è possibile gestire una realtà produttiva,
vincolata alla logica del profitto, attraverso la democrazia diretta e le
gestione comune, senza capi e gerarchie.
Per il cinema è l’ennesima dimostrazione del valore e dell’importanza della
forma documentaria che può contemporaneamente essere Cinema e assolvere a
una funzione informativa approfondita e - soprattutto - libera.

[marzo 2005]



 
El pueblo vencido jamàs estuvo unido...

---
[Quipo ISP - Questa E-mail e' stata controllata dal programma Declude Virus]
[Quipo ISP - This E-mail was scanned for viruses by Declude Virus]