[war] Londra, 7 luglio 2005
"Chiodofisso :: Redazione" <[email protected]> Thu, 07 Jul 2005 16:14:49 +0200 (CEST)
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Di fronte ad atti barbarici come questo il primo pensiero va alle vittime, altri uomini e donne assassinati.
Ma allo sdegno deve seguire la riflessione.
Siamo di fronte a nuovi atti terroristici, e cioè volti a seminare il terrore.
E il terrore può essere cattivo consigliere e portare a reazioni sbagliate, proprio quelle che chi ha messo le bombe, chiunque esso sia, si propone di provocare: alimentare il cosiddetto scontro di civiltà.
La prima cosa che viene in mente allora, dopo lo sdegno per gli attentati ed il dolore per le vittime, è che la cosiddetta "guerra al terrorismo", portata avanti con le guerre all'Afganistan e all'Iraq e con l'uccisione di migliaia di innocenti in questi paesi, non ha portato a meno terrorismo, ma a più terrorismo.
Se si tengono i nervi saldi ci si accorgerà presto che bisogna cambiare strada prima che sia tardi. '
{Fonte: Un Ponte per…}
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Dalle 11,30 di giovedì le informazioni si rincorrono, contraddittorie e frammentarie.
Esplosioni nella metropolitana di Londra, gente che ne esce insanguinata
e con gli abiti a brandelli. Esplosioni contemporanee su tre autobus, testimoni
parlano di vetture squarciate. Cominciano ad essere comunicate le cifre sulle
vittime. Si capisce che si tratta di un attacco terroristico su larga scala,
bombe sui mezzi di trasporto pubblico, l'intenzione è provocare più morti
possibili. Il vertice dei G8 è cominciato negli stessi minuti, vicino Edimburgo,
assediato dalle proteste.
Sono coincidenze? Improbabile. E' probabile invece che la catena di esplosioni
a Londra sia una sorta di 11 settembre britannico, o di 11 marzo madrileno.
Una cieca strage. Compiuta da chi? Si pensa subito ad Al Qaeda, o qualche
organizzazione simile. I terroristi islamici contro cui Bush, e Blair, hanno
dichiarato la guerra globale, invadendo prima l'Afghanistan e poi l'Iraq,
Se così fosse, bisognerebbe concludere che la guerra non è stata efficace,
per cancellare il terrorismo. E' la conclusione cui è arrivato il nuovo governo
spagnolo, che, dopo la strage di Madrid, decise di ritirare subito le sue
truppe dall'Iraq.
Non crediamo che gli Otto riuniti a Gleneagles arriveranno alla stessa conclusione.
Al contrario, agiteranno la guerra come la sola possibilità di risposta ai
criminali che uccidono la gente nelle metropolitane, sugli autobus, sui treni
[come a Madrid] o nei loro posti di lavoro [come a New York]. E' una conclusione
coerente, per chi crede che l'effetto serra si combatta con il nucleare e
la povertà nel mondo, e in Africa, con più mercato e più privatizzazioni.
Una violenza alimenta l'altra, all'infinito.
Peggio, le decine di migliaia che in questi giorni, a Edimburgo e dintorni,
hanno protestato contro gli Otto saranno indicati come complici dei terroristi,
dopo essere stati arrestati, sulla base di "sospetti", grazie a leggi d'emergenza
approvate per combattere il terrorismo, appunto. E' già capitato dopo l'11
settembre, quando i commentatori dei grandi media, in tutto il mondo, celebrarono
il funerale dei movimento per un'altra globalizzazione, che aveva dato prova
della sua vastità, pochi mesi prima, a Porto Alegre e a Genova.
Se quello di Londra è un altro 11 settembre, la conclusione cui arrivare
dovrebbe essere opposta: sono le persone come quelle di Edimburgo, di Porto
Alegre e di Genova, la nostra sola speranza di interrompere la giostra macabra
in cui a più guerra segue più terrorismo e così via. Un mondo diseguale e
ingiusto sarà sempre un alibi perfetto, per gli assassini di massa. E gli
assassini di massa saranno sempre un alibi perfetto, per chi vuole far sì,
con la guerra, che il mondo resti diseguale e ingiusto.
{Fonte: www.carta.org}
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From William Blum
"If I were the President, I could stop terrorist attacks against United States in a few days. Permanently. I would first apologise to all the widows and orphans, the tortured and impoverished, and all the many milions of other victims of American Imperalism. Then I would announce, in all sincerity, to every corner of the world, that America's global interventions had come to an end and inform Israel that it was no longer the 51st state of the USA but now a foreign country. I would then reduce the military budget by at least 90 per cent and use the savings to pay reparations to the victims. That's what I'd do on my first three days in the White House.
On the fourth day, I'd be assassinated."