[war] Rapporto di Amnesty sull'U zbekistan: "la verità è sotto as sedio"
"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Mon, 10 Oct 2005 23:49:07 +0200
| Newsgroups | gmane.politics.activism.altrinformazione |
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| Message-ID | <200510102349953.SM02992@sara> |
COMUNICATO STAMPA CS108-2005 RAPPORTO DI AMNESTY SULLâUZBEKISTAN: âLA VERITAâ Eâ SOTTO ASSEDIOâ Solo unâinchiesta internazionale indipendente potraâ rivelare la veritaâ su quanto accaduto a maggio nella cittaâ di Andizhan, dove centinaia di civili sarebbero stati uccisi dalle forze di sicurezza. In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International afferma che âla veritaâ eâ sotto assedio e il governo uzbeco vuole impedire di accertare cosa accadde realmente ad Andizhanâ. Sia Amnesty International che Human Rights Watch â che a sua volta oggi pubblica un rapporto sulla repressione e le uccisioni di Andizhan â chiedono che unâinchiesta internazionale indipendente si affianchi ai primi procedimenti interni nei confronti di persone incriminate per i fatti del 12 e 13 maggio. Il rapporto di Amnesty International riporta testimonianze oculari secondo cui le forze di sicurezza aprirono il fuoco indiscriminatamente nei confronti di migliaia di persone che stavano manifestando nel centro di Andizhan e nel corso della loro precipitosa fuga. La versione governativa eâ profondamente diversa: le forze di sicurezza non avrebbero ucciso alcun civile e le vittime sarebbero state uccise da âterroristiâ armati. Molti dei morti, 187 in tutto, sarebbero stati a loro volta âterroristiâ. Eppure, le autoritaâ uzbeche si ostinano a non rivelare i nomi delle persone uccise e alcune famiglie non riescono ad avere informazioni sulla sorte dei propri congiunti âscomparsiâ. Secondo fonti non confermate, i corpi delle vittime sarebbero stati portati via da Andizhan e sepolti in segreto in localitaâ ignote. Un uomo, che dopo due mesi era ancora alla ricerca di suo figlio, ha detto ad Amnesty International: âNon eâ nei campi profughi, non eâ nei centri di detenzione. A chi devo chiedere? Spero che sia ancora vivoâ¦â âIl presidente Islam Karimov eâ certo che il suo governo non abbia sparato contro donne e bambini. Allora, percheâ non consente unâinchiesta internazionale indipendente? Percheâ le autoritaâ non pubblicano i nomi delle vittime? Percheâ non hanno autorizzato il Comitato internazionale della Croce rossa a visitare gli ospedali e i centri di detenzione?â â chiede Amnesty International, secondo la quale lâindagine parlamentare in corso eâ inutile e non puoâ sostituire unâinchiesta internazionale. Il rapporto dellâorganizzazione per i diritti umani rivela fino a che punto il governo uzbeco si sia spinto per impedire che circolassero allâesterno versioni difformi da quella ufficiale. Migliaia di persone sono state arrestate arbitrariamente, i testimoni sono stati minacciati per impedire loro di raccontare cosa avevano visto, importanti documenti sono stati distrutti, eâ stato vietato lâaccesso alla cittaâ ai giornalisti, noncheâ ai difensori e agli organismi internazionali per i diritti umani e sono stati bloccati i siti Internet del paese e quelli legati allâopposizione uzbeca in esilio. Giornalisti indipendenti, difensori dei diritti umani ed esponenti dellâopposizione politica sono stati intimiditi e arrestati; alcuni di essi sono stati incriminati per aver esercitato il proprio diritto alla libertaâ di espressione e sono stati adottati da Amnesty International come âprigionieri di coscienzaâ. Desta particolare preoccupazione il caso di Saidzhakhon Zainabitdinov, presidente dellâorganismo indipendente per i diritti umani âAppelloâ. Zainabitdinov, presente ad Andizhan il 13 maggio, ha fornito alla stampa internazionale una testimonianza assai diversa dalla versione ufficiale. Per questo motivo, il 21 maggio sarebbe stato arrestato per poi essere trasferito nella capitale Tashkent a luglio, dove si troverebbe tuttora, detenuto in condizioni di isolamento e a rischio di subire torture e maltrattamenti. A quanto pare, eâ stato accusato di âdiffondere informazioni con lo scopo di seminare il panicoâ e di âterrorismoâ, un reato che comporta la pena di morte. Secondo Amnesty International, le autoritaâ uzbeche stanno usando i fatti di Andizhan per assestare un ulteriore colpo alla societaâ civile del paese. Ancora una volta, il governo attacca i difensori dei diritti umani e reprime la libertaâ di espressione in nome della sicurezza nazionale. Le persone accusate di reati penali rischiano di essere processate con modalitaâ che violano gli standard internazionali sul giusto processo. Esse sono inoltre a rischio di tortura e potrebbero essere messe a morte al termine di processi irregolari. Il rapporto di Amnesty International presenta una serie di raccomandazioni al governo uzbeco, affincheâ affronti il problema dei sistematici difetti nellâamministrazione della giustizia, protegga il diritto alla libertaâ dagli arresti arbitrari, dalla tortura e dagli altri maltrattamenti e garantisca il diritto alla libertaâ di espressione. Amnesty International inoltre formula specifiche raccomandazioni agli Stati membri delle Nazioni Unite, alla Commissione Onu sui diritti umani (o allâorganismo, altrimenti nominato, che potraâ succederle), allâUnione europea e ai suoi Stati membri, alle istituzioni dellâOrganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, chiedendo a questi organismi che continuino a chiedere lâavvio di unâinchiesta internazionale indipendente sui fatti di Andizhan e comunichino al governo dellâUzbekistan la propria preoccupazione per la situazione dei diritti umani. FINE DEL COMUNICATO Roma, 20 settembre 2005 Il rapporto Uzbekistan: Lifting the siege on the truth about Andizhan eâ disponibile in lingua inglese allâindirizzo: http://www.amnesty.org/ Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia - Ufficio stampa Tel. 06 4490224, cell. 348-6974361, e-mail: press-Ncz83odm/[email protected] ____________________________________________________ Quipo Free Internet - 2 email, 150 Mb di spazio web e molto di più. ADSL, Hardware&Software Online Store: http://www.quipo.it This E-mail was scanned for viruses by Declude Virus.