[wto] L'ultima vergogna della WTO
"Chiodofisso :: Redazione" <[email protected]> Fri, 18 Nov 2005 13:08:02 +0100 (CET)
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La situazione attuale e il ruolo dell'Europa
Ad un mese dalla Conferenza Ministeriale della Wto di Hong Kong, si molti=
plicano i segnali negativi sull'andamento dei negoziati. Anche l'ultima r=
iunione ristretta, convocata per cercare di superare in extremis le profo=
nde divergenze tra i paesi membri della Wto, si =C3=A8 conclusa con un nu=
lla di fatto. Le posizioni appaiono ancora molto lontane, in primo luogo =
in materia di agricoltura.=20
In questo negoziato l'Unione Europa =C3=A8 sotto accusa per le sue offert=
e, giudicate insufficienti dal Brasile e da altri grandi paesi del Sud ri=
uniti nel G20, mentre nello stesso tempo, sul fronte interno, paesi come =
la Francia accusano il Commissario Europeo Mandelson di avere gi=C3=A0 of=
ferto troppo.=20
Contemporaneamente la stessa Europa mantiene un atteggiamento estremament=
e aggressivo nei negoziati NAMA e GATS, spingendo per una maggiore libera=
lizzazione, rispettivamente delle tariffe sui prodotti industriali e dei =
servizi.
Nuove modalit=C3=A0 nel negoziato GATS
Nel GATS, in particolare, non =C3=A8 solo il contenuto delle richieste eu=
ropee e di alcuni altri paesi occidentali a preoccupare, ma in misura for=
se ancora maggiore desta scalpore il metodo adottato per cercare di fare =
avanzare il negoziato. Nei mesi scorsi l'UE ha proposto diversi documenti=
pi=C3=B9 o meno ufficiali per superare la presunta immobilit=C3=A0 e la =
scarsit=C3=A0 di offerte di liberalizzazione sui servizi della maggioranz=
a degli altri paesi membri della Wto, e dei paesi del Sud in particolare.=
=20
Secondo le ultime proposte, chiamate con il solito eufemismo "nuove modal=
it=C3=A0 negoziali", ogni paese membro sarebbe obbligato a fare un numero=
minimo di offerte (aspetti quantitativi) e ad impegnarsi in ognuna per u=
n livello fissato di liberalizzazione (aspetti qualitativi). In pratica, =
contro la tante volte sbandierata flessibilit=C3=A0 dell'accordo GATS, og=
ni paese membro della Wto sarebbe costretto ad aprire molti dei suoi serv=
izi al libero mercato, rinunciando a diverse tutele e leggi adottate nell=
'interesse dei propri cittadini.
Gli interessi europei
Non a caso, nella sua proposta l'Unione europea insiste sulla necessit=C3=
=A0 di concentrarsi sulla modalit=C3=A0 del GATS che riguarda la "presenz=
a commerciale". Questo aspetto del negoziato regola i diritti ed i doveri=
delle imprese che vogliono investire in un altro paese membro della Wto,=
ossia gli investimenti esteri nel settore dei servizi.
La posta in gioco =C3=A8 effettivamente enorme: oggi molti paesi del Sud =
prevedono ad esempio che, in caso di investimenti esteri da parte di un i=
mpresa, una parte dei profitti debba essere reinvestita nel paese stesso,=
oppure che una certa parte della forza lavoro sia locale, oltre a tutta =
una serie di normative redatte a tutela dello sviluppo e della sovranit=C3=
=A0 locali. La liberalizzazione degli investimenti permetterebbe di rimuo=
vere questi vincoli e garantirebbe alle multinazionali il diritto di agir=
e in completa autonomia.
Questo significa aumentare l'accesso ai mercati del Sud per i prodotti de=
lle imprese occidentali, ma soprattutto la possibilit=C3=A0 per queste im=
prese di delocalizzare la propria produzione, investendo liberamente nei =
paesi con le minori tutele ambientali e sociali e senza vincoli di sorta,=
in modo da ridurre i costi di produzione. Questo metodo ha gi=C3=A0 oggi=
innescato una corsa verso la competitivit=C3=A0 a livello globale, che s=
i traduce in una corsa verso il fondo per quanto riguarda i diritti umani=
, sociali, dei lavoratori e la tutela dell'ambiente.=20
Il nuovo metodo del consenso
Nei giorni scorsi la Sessione Speciale del Consiglio sul Commercio nei Se=
rvizi della Wto, guidato dal messicano Fernando de Mateo, ha provato a st=
endere una prima bozza di quello che dovrebbe essere il testo sull'accord=
o GATS da presentare ad Hong Kong. Le proposte avanzate dall'UE e da poch=
i altri paesi in merito alle "nuove modalit=C3=A0 negoziali" erano presen=
ti nella prima bozza del testo, malgrado l'opposizione di molti paesi del=
Sud. Queste proposte non figuravano nemmeno tra parentesi quadre, come v=
engono solitamente presentate, in tutte le bozze della Wto, quelle parti =
di testo ancora da discutere e sulle quali non c'=C3=A8 accordo.=20
Ricordiamo che nella Wto vige, in linea teorica, il metodo del consenso, =
in base al quale una proposta non pu=C3=B2 essere approvata se non c'=C3=A8=
il consenso esplicito di tutti i paesi membri. Al contrario, le proposte=
avanzate da alcuni paesi del Sud circa la possibilit=C3=A0 di implementa=
re misure di salvaguardia su alcuni servizi essenziali per esentarli dall=
e ferree regole del GATS (Emergency Safeguard Mechanism) figuravano ovvia=
mente tra parentesi quadre.=20
Di fronte alle proteste dei delegati del Sud, il Presidente Mateo ha dich=
iarato che non avrebbe modificato le parti non in parentesi quadre, e qui=
ndi definitive, a meno che non ci fosse il consenso di tutti i paesi memb=
ri. Si tratta dell'ultima, incredibile trovata della Wto: il metodo del c=
onsenso, che era sempre stato un vanto della presunta democrazia della Wt=
o, viene completamente ribaltato, nel senso che le proposte di pochi paes=
i vengono considerate definitive a meno di un accordo di tutti i paesi me=
mbri della Wto - inclusa la stessa Unione Europea che ha avanzato la prop=
osta - nel rimuoverle.
Viene da domandarsi in quale altro luogo, dai parlamenti alle riunioni di=
condominio, pu=C3=B2 avvenire che una proposta di un singolo membro sia =
considerata come approvata nel momento stesso in cui =C3=A8 avanzata, a m=
eno che non siano tutti d'accordo per bocciarla - a partire da chi ha ava=
nzato la proposta stessa!=20
Il tutto per tutto ad un mese da Hong Kong
In questa situazione, non stupisce che molti paesi del Sud siano sempre p=
i=C3=B9 esasperati e critici sulla possibilit=C3=A0 di ottenere un qualch=
e accordo favorevole ad Hong Kong. Il problema di fondo diventa ancora un=
a volta quello dei rapporti di forza tra i diversi paesi, con il rischio =
concreto che i pi=C3=B9 deboli debbano nuovamente accettare degli accordi=
assolutamente sbilanciati e sfavorevoli nella speranza di elemosinare qu=
alche briciola.
Ad un mese dalla Conferenza Ministeriale, l'approccio ai negoziati sembra=
ridursi a pochissimi temi che ruotano intorno all'idea di accesso al mer=
cato. La Wto sta mostrando in questi giorni quanto sia vuota la retorica =
e la demagogia di un round negoziale chiamato quattro anni fa "Agenda per=
lo Sviluppo".=20
I giganti occidentali e le nuove potenze del Sud si stanno giocando il tu=
tto per tutto nel tentativo di portare a casa qualcosa dall'incontro cine=
se. I tempi stringono e le divergenze sono ancora molto ampie. Per questo=
anche le briciole per i paesi pi=C3=B9 poveri rimangono fuori dai negozi=
ati. Non si parla praticamente pi=C3=B9 della possibilit=C3=A0 di concede=
re un trattamento speciale e differenziato ai paesi pi=C3=B9 poveri - ric=
hiesta che questi ultimi avanzano inutilmente da dieci anni; non si parla=
pi=C3=B9 dell'emergenza cotone, che vede milioni di piccoli contadini in=
Africa Occidentale strangolati dagli enormi sussidi all'export degli Usa=
; non si =C3=A8 mai parlato della necessit=C3=A0 di bilanciare il ruolo e=
le competenze della Wto rispetto a quello delle Agenzie specializzate de=
ll'ONU che si occupano di ambiente, di diritti dei lavoratori o di svilup=
po.=20
L'obiettivo unico ad Hong Kong =C3=A8 quello di garantire un ulteriore ac=
cesso al mercato in tutti i settori per le imprese multinazionali, e di f=
issare definitivamente il predominio del libero commercio sui diritti dei=
popoli e sull'ambiente.=20
Se questa =C3=A8 la direzione verso cui si stanno muovendo la Wto ed il c=
ommercio internazionale, forse una crisi profonda che porti a ripensare l=
'intero sistema sarebbe pi=C3=B9 che salutare. Ad Hong Kong =C3=A8 necess=
ario invertire la rotta. Per questo sono sempre di pi=C3=B9 le organizzaz=
ioni di tutto il mondo che si sono date appuntamento in Cina a dicembre, =
riprendendo lo slogan che ha caratterizzato l'ultima conferenza Ministeri=
ale di Cancun nel settembre 2003: nessun accordo =C3=A8 meglio di un pess=
imo accordo.
{Autore: Andrea Baranes - Fonte: Tradewatch - 14 novembre 2005}