[185] Rapporti Control arms su Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Sierra Leone
"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Wed, 11 Jan 2006 22:06:28 +0100
| Newsgroups | gmane.politics.activism.altrinformazione |
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| Message-ID | <20060111220131.SM01488@sara> |
=20 COMUNICATO STAMPA TRATTATO INTERNAZIONALE SUL COMMERCIO DELLE ARMI, INIZIA L'ANNO DECISIVO.= =20 AMNESTY INTERNATIONAL, OXFAM INTERNATIONAL E IANSA PRESENTANO TRE RAPPORT= I SUL COSTO UMANO DEI TRASFERIMENTI DI ARMI AD HAITI, NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO E IN SIERRA LEONE I governi devono dare il calcio d'inizio ai negoziati per arrivare entro l'anno a un trattato internazionale sul commercio delle armi: e' questa l= a richiesta avanzata oggi della campagna Control Arms, in occasione dell'av= vio della prima grande revisione sul controllo delle piccole armi degli ultim= i cinque anni da parte dell'Onu. Secondo tre rapporti diffusi oggi dalla campagna Control Arms su Repubbli= ca Democratica del Congo, Haiti e Sierra Leone, i controlli esistenti non riescono minimamente a proteggere le vite dei civili innocenti.=20 La riunione che si apre a New York preparera' il terreno per una grande conferenza dell'Onu sulle piccole armi, in programma nel corso del 2006. 'Nel 2006 il mondo si trova di fronte a una scelta. Puo' continuare a ignorare l'enorme costo umano della proliferazione delle armi o agire finalmente per controllarne il commercio' - ha dichiarato Barbara Stockin= g, direttrice di Oxfam. 'Nessuno se non un criminale venderebbe coscientemen= te un'arma a un assassino, eppure i governi possono vendere armi a regimi ch= e notoriamente violano i diritti umani o a paesi in cui esse finiranno nell= e mani di criminali di guerra'. Non esiste un accordo internazionale completo sul commercio di armi, ment= re paradossalmente esistono trattati globali vincolanti sui trasferimenti tr= a paesi di oggetti come ossa di dinosauro o francobolli fuori corso. La campagna Control Arms chiede a tutti gli Stati membri dell'Onu di lavorar= e, questa settimana, per l'adozione di una serie di principi globali al fine= di regolamentare le vendite di armi, come primo importante passo verso un trattato. 'Repubblica Democratica del Congo, Haiti e Sierra Leone producono pochiss= ime armi, eppure sono inondate da armi usate per uccidere, mutilare, impoveri= re e rendere profughe centinaia di migliaia di persone.=20 Ancora una volta, i tentativi di instaurare la pace vengono compromessi dalla mancata adozione di efficaci controlli sulle armi da parte dei governi. Per la salvezza di milioni di uomini, donne e bambini che continuano a vivere nel terrore della violenza delle armi, i leader mondi= ali devono cogliere quest'opportunita' storica e avviare i negoziati su un trattato internazionale sulle armi' - ha aggiunto Denise Searle, direttri= ce delle campagne di Amnesty International. Ad Haiti, la violenza armata esplosa nella capitale Port-au-Prince fa aumentare i dubbi che nei prossimi mesi possano svolgersi elezioni credib= ili e pacifiche. Questo mese, le prime elezioni presidenziali da quando, nel febbraio 2004, il presidente Aristide lascio' il paese, sono state rinvia= te per la quarta volta.=20 Yvonne, una donna di 29 anni di Port-au-Prince ha descritto cosa e'=20 accaduto il 18 agosto 2005: 'Un gruppo di banditi ha fatto irruzione in casa. Avevano fucili automatici. Mi hanno picchiato e stuprato. Prima di allora non c'era una violenza del genere. I banditi stanno uccidendo la gente, la polizia sta uccidendo la gente e le donne sono stuprate in continuazione'.=20 In Sierra Leone, l'embargo sulle armi imposto dall'Onu nel corso della guerra civile 1991-2002 e' stato facilmente aggirato, come denuncia il rapporto della campagna Control Arms. L'attuale miscuglio di controlli inefficaci sulle armi permette a venditori privi di scrupoli di trovare agevolmente il modo di superare l'embargo.=20 'La popolazione civile della Sierra Leone, della Repubblica Democratica d= el Congo, di Haiti e di molti altri paesi sta subendo un'ondata di uccisioni= , stupri e sequestri e il commercio privo di regole delle armi alimenta que= ste atrocita'. Le vittime non possono sollecitare personalmente i politici ch= e devono decidere se spezzare questi commerci irresponsabili ma le loro voc= i, e quelle di centinaia di migliaia di persone le cui vite vengono devastat= e ogni anno dalla violenza delle armi, devono essere ascoltate' - ha conclu= so Rebecca Paters, direttrice di Iansa, Rete internazionale d'azione sulle piccole armi.=20 Ulteriori informazioni sulla campagna Control Arms Ogni anno, in tutto il mondo, circa mezzo milione di esseri umani sono uccisi dalla violenza armata: una persona al minuto. Ci sono circa 639 milioni di armi leggere nel mondo oggi e 8 milioni vengono prodotte ogni anno Le armi purtroppo circolano liberamente in molte zone del mondo attravers= ate da conflitti. La loro diffusione incontrollata e il loro uso arbitrario d= a parte di eserciti regolari e di gruppi armati hanno un costo elevato in termini di vite umane, di risorse e di opportunita' per sfuggire alla poverta'. Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi: una somm= a che avrebbe permesso a questi paesi di mettersi in linea con gli Obiettiv= i di Sviluppo del Millennio, eliminare l'analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari l'anno) e ridurre la mortalita' infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi di dollari l'anno). Per far fronte a questo drammatico problema, e' nata la mobilitazione internazionale Control Arms, lanciata congiuntamente da Amnesty International, Oxfam e Iansa, che si prefigge l'obiettivo dell'adozione d= i un Trattato internazionale sul commercio delle armi entro il luglio 2006. Nel nostro paese la campagna e' rilanciata dalla Sezione Italiana di Amne= sty International e dalla Rete italiana per il Disarmo. Oltre a contribuire a= lla grande mobilitazione mondiale, i promotori intendono agire per migliorare gli strumenti legislativi e di trasparenza esistenti in Italia sul commer= cio di armi. Il nostro paese e' infatti il quarto produttore e il secondo esportatore mondiali di armi leggere eppure la nostra legislazione e' vecchia di 30 anni e ad oggi non esiste alcuna forma di controllo sugli intermediatori internazionali di armi. FINE DEL COMUNICATO Roma, 9 gennaio 2006 La campagna Control Arms e' on line su www.controlarms.it Per ulteriori informazioni, interviste e approfondimenti: Amnesty International Ufficio Stampa Tel. 06 4490224 cell. 348-6974361 press-Ncz83odm/[email protected] Rete Italiana per il Disarmo Cell. 328-3399267 o 335-5769531 [email protected]=20 ____________________________________________________ Quipo Free Internet - 2 email, 150 Mb di spazio web e molto di pi=F9. ADSL, Hardware&Software Online Store: http://www.quipo.it=20 This E-mail was scanned for viruses by Declude Virus.