[eco] "Collasso - Sopravvivere alle attuali guerre e catastrofi in attesa di un inevitabile ritorno al passato". L'autore e' James Howard Kunstler.
"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Mon, 9 Jan 2006 22:01:07 +0100
| Newsgroups | gmane.politics.activism.altrinformazione |
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| Message-ID | <200601092156984.SM01480@sara> |
Presentiamo questa settimana un nuovo e, secondo noi, straordinario libro= di Nuovi Mondi Media. Il titolo e' "Collasso - Sopravvivere alle attuali gue= rre e catastrofi in attesa di un inevitabile ritorno al passato". L'autore e' James Howard Kunstler. Al di la' del titolo un po' catastrofico il libro e' un racconto straordinario.=20 Kunstler analizza con una scrittura molto efficace e coinvolgente cosa succedera' quando finira' il petrolio e ci dice che il tempo in cui quest= o accadra' non e' poi cosi' lontano. Entro pochi anni arriveremo al picco d= i produzione petrolifera e da li' in poi la questione energetica diventera' oltre che urgente, quello lo e' gia', ma anche sotto gli occhi di tutti.=20 Cosa accadra' a un Occidente che da cinquant'anni basa tutta la sua vita = sul gas e sul petrolio? Troveremo, come dicono gli ottimisti, un'idea geniale che l'uomo fara' uscire dal cappello all'ultimo minuto, come nella miglio= re filmografia hollywoodiana, che ci risolvera' il problema senza il minimo disagio? Avremo una fonte di energia rinnovabile che garantira' acqua cal= da, luce e riscaldamento a disposizione tutto il giorno come siamo abituati?=20 Oppure... oppure dovremo cambiare radicalmente il nostro modo di vivere... utilizzando forme di energie locali e alternative (splendidamente analizz= ate nel libro) in attesa di riorganizzare le nostre case e i luoghi in cui viviamo per tornare a un'economia degna del suo nome.=20 Quando raggiungere un ipermercato a chilometri di distanza da casa non sa= ra' piu' conveniente perche' non ci sara' piu' il carburante o costera' veramente troppo saremmo in grado di riconsiderare l'agricoltura sostenib= ile e locale con altri occhi?=20 Quando la produzione industriale entrera' in crisi impareremo di nuovo a gestire piccole imprese locali autonome? La globalizzazione e' destinata = a morire di morte naturale quando manchera' il petrolio? Molto piacevolmente Kunstler ci racconta tutto questo, senza toni apocalittici, leggere per credere.=20 Vi ricordate nel film della Disney "Alla ricerca di Nemo" il branco di tartarughe che navigava nella corrente del Golfo (mitico!!)? In questo brano del libro, che pubblichiamo, c'e' la spiegazione di come funziona la corrente del Golfo e quali sono le conseguenze del riscaldame= nto terrestre.=20 Buona Lettura.=20 L'"interruttore" della corrente del Golfo La corrente del Golfo e' una caratteristica particolare della topografia = del nostro emisfero che consente il trasferimento di enormi quantita' di calo= re tropicale dal Golfo del Messico all'Europa settentrionale, rendendo quest= a regione magnificamente ospitale per gli insediamenti umani. Senza la corrente del Golfo, la Gran Bretagna, la Francia, i Paesi Bassi e la Scandinavia avrebbero un clima simile a quello del Labrador, con una medi= a annuale di 11=B0C di meno. La corrente del Golfo e' stata paragonata a un nastro trasportatore oceanico. La forza dell'acqua calda che fluisce vers= o nord e' stata descritta come pari a settantacinque volte il volume del Ri= o delle Amazzoni. Si pensa che questa possente zangola influenzi il comportamento delle correnti fino agli oceani Pacifico e Indiano. Il nastro trasportatore funziona perche' le proprieta' chimiche e fisiche dell'acqua variano leggermente da un'estremita' all'altra. Le acque calde della corrente del Golfo muovono verso nord, spinte dalla rotazione terrestre. Queste acque sono gia' insolitamente salate perche' alle latitudini piu' calde l'acqua superficiale evapora piu' in fretta. Quando= la corrente del Golfo, scorrendo verso nord, va a sbattere contro la Groenlandia e l'Islanda, le sue acque hanno distribuito molto del calore iniziale. L'acqua piu' fresca e' ora piu' salata, piu' densa e piu' pesan= te e s'inabissa con una velocita' sufficiente a darle la spinta per tornare = di nuovo a sud sotto forma di corrente profonda. Intanto, di nuovo nel Golfo del Messico, altra acqua superficiale calda inizia il suo viaggio a nord = sul nastro trasportatore. Il processo e' continuo. E' dimostrato che l'attuale riscaldamento globale sta provocando lo scioglimento dei ghiacci continentali all'estremo nord, con conseguente immissione di grandi quantita' di acqua dolce nell'Atlantico settentriona= le, dove le acque raffreddate, dense e pesanti di sale si tuffano per tornare= a sud. L'acqua dolce del disgelo diluisce l'acqua salata fredda, rendendola meno densa e meno pesante. Si teme che cio' possa impedirle di inabissars= i, rallentando cosi' l'intero nastro trasportatore della corrente del Golfo.= Ci sono infatti le prove che il flusso dell'acqua fredda si sia indebolito d= el 20% negli ultimi anni. Un aspetto cruciale del problema e' che un differenziale di salinita' apparentemente minimo tra le correnti calda e fredda - una parte per mill= e - e' tutto cio' che ci vuole per azionare questa gigantesca megamacchina naturale della corrente del Golfo. Potrebbe bastare molto poco perche' il cambiamento di temperatura alteri il contenuto salino di entrambe o lo spinga oltre una soglia che arresterebbe del tutto la circolazione.=20 Una teoria accreditata sostiene che l'episodio dello Younger Dryas sia st= ato provocato da un precedente blocco della corrente del Golfo come reazione = a un improvviso afflusso di acqua dolce proveniente dal disgelo del Nord America... forse per lo straripamento improvviso e catastrofico di un sistema di laghi interni d'acqua dolce formatisi durante il ritiro dei ghiacciai. Il raffreddamento del periodo dello Younger Dryas potrebbe ave= r arrestato l'ulteriore scioglimento dei ghiacci per un millennio, permette= ndo alla salinita' di ricostituirsi nel flusso verso nord della corrente del Golfo, facendo infine ripartire il nastro trasportatore che ha permesso l= a ripresa dell'Olocene. Il meccanismo di questo paradossale processo altalenante puo' ora essere evidente. Il riscaldamento si verifica finche' l'"interruttore" della fusione del ghiaccio artico non disattiva la corrente del Golfo, il che induce un raffreddamento intorno alla regione artica che alla fine ripristina la salinita' delle acque settentrionali riavviando il ciclo.=20 Puo' non avere molta importanza se il riscaldamento iniziale sia provocat= o da gas rilasciati naturalmente da paludi e animali o dai pendolari americ= ani al volante di Ford Explorer. Una conclusione che si puo' trarre da questa teoria, comunque, e' che non sappiamo veramente se l'attuale episodio di riscaldamento globale possa, in effetti, preludere semplicemente a un alt= ro importante periodo di raffreddamento. Cio' che abbiamo di fronte, in realta', potrebbe essere un doppio problema: un episodio indipendente di riscaldamento radicale seguito dall'inizio di un'era glaciale.=20 Se gli andamenti storici possono fungere da criterio di valutazione, l'Olocene dovrebbe stare per concludersi dopo diecimila anni. La cosa piu= ' sorprendente di tutte, forse, come sottolinea Kolbert e' che "l'unico periodo nella storia dal clima stabile quanto il nostro e' il nostro. E sembra ancora piu' improbabile che i climatologi debbano scoprire che sti= amo vivendo in questo periodo di eccezionale stabilita' proprio nel momento i= n cui, secondo i loro stessi calcoli, si sta verosimilmente avviando alla fine". I cambiamenti che si stanno verificando sono talvolta sorprendenti. Per esempio, l'attuale tendenza al riscaldamento si manifesta molto piu' nell'aumento delle temperature notturne che nelle temperature medie diurn= e. Analogamente, l'U.S. National Climatic Data Center ha determinato che le minime - cioe' le temperature piu' basse del giorno - sono salite piu' de= lle massime. Uno dei risultati di questa variazione e' un posticipo delle gel= ate nell'emisfero settentrionale. Negli Stati Uniti nord-orientali, per esemp= io, il gelo finisce in media undici giorni prima rispetto agli anni '50. Cio' potrebbe sembrare un vantaggio per le colture ma presenta aspetti problematici perche' il repentino cambiamento destabilizza le ecologie esistenti, nuocendo alle specie locali e creando le condizioni favorevoli per l'invasione di nuovi venuti che, a loro volta, provocano ulteriori cambiamenti ecologici, molti dei quali dannosi. In un altro paradosso, sebbene la temperatura media globale sia salita, g= li inverni sono diventati piu' nevosi alle latitudini elevate dell'emisfero settentrionale, perche' il maggiore calore a latitudini inferiori causa u= na maggiore evaporazione dell'umidita'. E' un'altra prova che suggerisce che l'attuale riscaldamento potrebbe in realta' preludere a un'altra era glaciale. Alle latitudini medie degli Stati Uniti settentrionali e del Canada il rapporto tra neve e pioggia in inverno e' diminuito, mentre le precipitazioni invernali totali sono aumentate. Nonostante la maggiore umidita' invernale, si prevede un inaridimento dei terreni nel Nord Ameri= ca nei prossimi decenni perche' le temperature piu' calde favoriranno i live= lli di evaporazione e traspirazione. Tuttavia, per fare un esempio, la copert= ura nuvolosa puo' alterare i calcoli alla base di questi effetti, come in Russia, dove e' evidente un aumento dei livelli di umidita' del terreno. 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