[wto] Il De profundis del WTO

"Chiodofisso :: Redazione" <[email protected]> Wed, 26 Jul 2006 11:58:56 +0200 (CEST)
Newsgroups gmane.politics.activism.altrinformazione
Message-ID <[email protected]>
Cari amici,
con la dichiarazione di oggi del segretario generale della Wto Pascal Lam=
y, per il quale il negoziato di Doha viene "congelato" fino a data da des=
tinarsi, si apre una nuova stagione per i movimenti sociali.
Il Round "per lo sviluppo", la retorica che ci stava dietro, l'empasse or=
amai strutturale che dura da alcuni anni mostra come la Wto sia un'organi=
zzazione inadeguata per la gestione della globalizzazione economica; potr=
ebbe essere il momento per mettere in campo forze ed energie sia a livell=
o intergovernativo che non governativo per porre le basi per un superamen=
to del sistema di ingiustizie ed iniquit=C3=A0 su cui si era radicato il =
sistema Wto. Potrebbe essere venuto il momento per rilanciare uno spazio =
realmente multilaterale all'interno del quale questioni sociali, ambienta=
li ed economiche diventano elementi di confronto per una reale lotta alla=
 povert=C3=A0 e alla sperequazione.
Tutti gli aggiornamenti su www.tradewatch.it
=20
Un caro saluto
Alberto Zoratti
[fair]
www.faircoop.it
=20


-----------------------------------------------------------------------=20
=20
IL DE PROFUNDIS DEL WTO

Tradewatch accoglie con favore la sospensione dei negoziati della Wto a G=
inevra e chiede una radicale revisione delle regole del commercio interna=
zionale

=20
Roma, 24 luglio 2006 - La sospensione dei negoziati del =E2=80=9CRound de=
llo sviluppo=E2=80=9D della Wto, a quasi cinque anni dal loro avvio a Doh=
a nel novembre 2001, viene salutata positivamente dal Tradewatch, l=E2=80=
=99osservatorio italiano sul commercio internazionale.=20

=E2=80=9CSiamo alla resa del liberismo a livello internazionale. Anche l=E2=
=80=99istituzione principe dell=E2=80=99iniqua globalizzazione liberista =
si =C3=A8 definitivamente fermata. Questa volta per salvare il Doha Round=
 non sono bastati nemmeno i metodi poco democratici dei negoziati ristret=
ti tra pochi Paesi forti. La sospensione delle trattative =C3=A8 un atto =
dovuto nei confronti dei milioni di cittadini del pianeta che si sono bat=
tuti da Seattle in poi per la giustizia internazionale e contro le regole=
 imposte dalla Wto, ma soprattutto verso la stragrande maggioranza dei Pa=
esi in via di sviluppo, le cui istanze non sono mai state ascoltate dalla=
 Wto e dai poteri che la controllano=E2=80=9D afferma il Tradewatch.

I principali attori del negoziato accusano l=E2=80=99amministrazione Bush=
 di essere rimasta inamovibile in merito alle sue posizioni e di aver por=
tato all'impasse finale. Come sottolineato da diversi dei sei governi che=
 hanno condotto un negoziato serrato nelle ultime ore, il futuro del Doha=
 Round diventa sempre pi=C3=B9 incerto e la sua conclusione =C3=A8 rimand=
ata di molti mesi, se non di anni.

=E2=80=9CL'Agricoltura =C3=A8 stata il maggior scoglio negoziale di quest=
o supposto Round per lo sviluppo, rilevando come la pretesa di creare un =
mercato globale dei prodotti agricoli imperniato su regole liberiste foss=
e un mero trucco ideologico. I movimenti dei contadini e dei pescatori, c=
he in questi anni si sono battuti contro la mercificazione dell'agricoltu=
ra, sono riusciti a smascherare questa finzione ideologica, imponendo ai =
governi del Sud una gerarchia diversa che ponesse il cibo prima del comme=
rcio. La Wto ha terminato la sua corsa, o l'agricoltura esce dalla sua ag=
enda e ritorna di competenza di altre istituzioni internazionali all'inte=
rno del sistema delle Nazioni Unite, oppure rimarr=C3=A0 la causa princip=
ale dello stallo dei negoziati commerciali a livello multilaterale=E2=80=9D=
 afferma Antonio Onorati del Centro Internazionale Crocevia, presente in =
questi giorni a Ginevra.

=E2=80=9CLa storia dei negoziati commerciali internazionali ci insegna ch=
e dei cambiamenti sono sempre possibili, ma il collasso della Wto di oggi=
 conferma che il mondo e i poteri economici sono profondamente mutati. Ri=
teniamo inaccettabile l=E2=80=99ipocrisia di Ue e Stati Uniti, che da tem=
po spingono aggressivi negoziati su scala bilaterale e regionale, in barb=
a a qualsiasi principio multilaterale, per forzare condizioni ancora pi=C3=
=B9 capestro di quelle della Wto sui Paesi in via di sviluppo, mettendo u=
na seria ipoteca sulla loro possibilit=C3=A0 futura di uno sviluppo soste=
nibile=E2=80=9D ha dichiarato Antonio Tricarico della CRBM.

La sospensione dei negoziati mette a serio rischio la credibilit=C3=A0 de=
lla stessa Wto, gi=C3=A0 provata dal sonoro fallimento di Cancun alla con=
ferenza ministeriale del 2003.

Secondo Monica Di Sisto dell'organizzazione equa e solidale Fair "Il fall=
imento degli ultimi negoziati dimostrano come il sistema Wto sia totalmen=
te inadeguato a far fronte alle sfide della globalizzazione. Come movimen=
ti sociali siamo chiamati a dare il nostro contributo per la costruzione =
di un sistema realmente multilaterale pi=C3=B9 equo, che superi un Wto or=
mai in crisi e che tenga in debita considerazione le istanze delle popola=
zioni, dell'ambiente ed i diritti umani".

=E2=80=9CA questo punto i governi membri del Wto, e in particolare quelli=
 europei tra cui l=E2=80=99Italia, traggano una valida lezione da quanto =
accaduto a Ginevra e si muovano subito per la definizione di nuove regole=
 del commercio internazionale basate sulla realizzazione dei diritti fond=
amentali dei popoli del pianeta, e non sull=E2=80=99apertura indiscrimina=
ti dei mercati=E2=80=9D sostiene Roberto Sensi di Mani Tese.