[WikiIT-l] blocco del mio account, alienazione parentale (e non solo)

gitz6666 <[email protected]> Mon, 5 Jul 2021 02:06:13 +0100
Newsgroups gmane.science.linguistics.wikipedia.italian
Message-ID <[email protected]>
Buongiorno a tutti/e,

Voglio sottoporvi la situazione incresciosa che dal 7 giugno a oggi si è 
creata sulla pagina di discussione della voce Sindrome di alienazione 
genitoriale 
(https://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Sindrome_da_alienazione_genitoriale 
<https://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Sindrome_da_alienazione_genitoriale>). 


Una premessa personale. Ho creato l’account Gitz6666 nel 2010 e in 
questi anni ho collaborato al progetto WP in modo saltuario ma utile: ho 
corretto dozzine di refusi e di errori, ho integrato informazioni sulle 
voci più disparate, ho creato ex nihilo almeno due voci (Carlo Mussa 
Ivaldi Vercelli e Franco Momigliano). Da quando è iniziata la guerra 
sulla Sindrome di alienazione genitoriale, sono stato accusato in un 
paio di occasioni di essere una utenza monoscopo, ma chiunque può vedere 
che non è vero: i miei contributi sono distribuiti sui temi più diversi. 
Inoltre, rispetto all’alienazione parentale non avevo, prima di 
intervenire nella voce, alcun interesse personale o politico-culturale: 
non solo non faccio parte di associazioni “pro-PAS” o “anti-PAS”, ma 
addirittura non conosco persone che ne facciano parte. Sono rimasto 
coinvolto dalla voce solo perché casualmente mi sono imbattuto in un 
errore giuridico (la mia area di competenza) e ho inteso correggerlo; 
alla fine, sono anche riuscito a farlo (seppure parzialmente) ma solo 
dopo aver trascorso cinque giorni di fitte discussioni. Eppure era solo 
l’inizio…

Non ho grande familiarità con i “luoghi” e le procedure della comunità 
WP. Perciò, quando è diventato chiaro che la discussione non avrebbe 
portato da nessuna parte, mi sono mosso in modo un po’ goffo: ho chiesto 
a un utente di tentare una mediazione tra me e il mio interlocutore, ho 
sollecitato contributi alla discussione sulla pagina del progetto 
Psicologia (due volte), mi sono persino rivolto all’Oracolo (!). Ma la 
comunità mi ha lasciato solo: non sono riuscito a creare il minimo 
interesse per quanto stava succedendo. Alla fine, quando la situazione è 
diventata intollerabile, ho aperto una Richiesta di parere sul 
comportamento di un utente/amministratore (Ignisdelavega) che da 
settimane bloccava l’aggiornamento della voce. Il giorno dopo, Ignis mi 
ha segnalato come Utente problematico e il mio account è stato bloccato 
per una settimana.

Peraltro, sulla pagina di Richiesta di parere aperta da me 
(https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Richieste_di_pareri/Comportamenti_degli_utenti/Ignisdelavega/3 
<https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Richieste_di_pareri/Comportamenti_degli_utenti/Ignisdelavega/3>) 
e sulla pagina di segnalazione di Utente problematico aperta da Ignis 
(https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Gitz6666 
<https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Gitz6666>) 
non è che il dibattito sia proprio decollato… E io allora mi chiedo: ma 
davvero la vicenda non interessa nessuno? oppure è in corso una 
discussione che si svolge in luoghi informali e che non mi coinvolge? In 
questo secondo caso non me ne avrei a male, ma mi aspetterei che mi si 
facesse sapere se e quando i contenuti di tale discussione verranno 
condivisi con me. Se invece fosse vero che la vicenda semplicemente non 
interessa , lo troverei grave. Ho fatto parte di associazioni politiche 
e istituzioni culturali e, nonostante le molte polemiche, non ricordo di 
essere mai stato trattato in modo così degradante e ingiustificato come 
su WP. Che la comunità non trovi le risorse per reagire a comportamenti 
del tutto inaccettabili, non di un qualsiasi utente ma di un suo 
amministratore, qualcuno a cui qui è stata data una responsabilità, è 
veramente deprimente. Possibile che da un mese, ma forse a ben vedere da 
anni, una pagina della “Enciclopedia libera” sia trattata da un 
amministratore come se fosse cosa propria, e nessuno abbia uno scatto di 
orgoglio e di iniziativa?

Il mio problema non è il blocco del mio account – che, intendiamoci, è 
gravissimo e ingiustificato; né il mio problema è l’orgoglio ferito – 
anche se sogno una processione di amministratori WP che mi chiedano 
scusa cospargendosi il capo di cenere. Il problema è l’assoluta assenza 
di voci: esiste questa comunità? Capisco che l’imbarazzo paralizzi, ma 
per quanto imbarazzante è necessario che qualcuno – soprattutto i membri 
del progetto Psicologia – sblocchi la situazione, parli pubblicamente 
con Ignis e di Ignis, aggiorni e corregga la voce. A proposito di questo 
aggiornamento, copio qui in calce la modifica su cui Ignis ha posto il 
suo veto inamovibile. Trascuro le fonti (numerose e selezionate), che 
potete trovare indicate nella pagina di discussione; naturalmente può 
essere modificata e corretta, ma è un indubbio miglioramento rispetto a 
ciò che si legge ora nella sezione "Esclusione dal DSM" della voce, dove 
dichiarazioni del 2010 sono citate a supporto di decisioni prese nel 
2013 dall'Associazione psichiatrica americana.

Vi chiedo quindi di armarvi di santa pazienza e di leggere la 
discussione-fiume che inizia con la sezione “Eliminato riferimento a 
ordinanza Cassazionie 13217/2021” (7 giu 2021). So che è noiosissima, ma 
è stato ancora più noioso farla: è stato estenuante. Dopo averla letta, 
vi chiedo per favore di intervenire sulla mia Richiesta di parere, sulla 
segnalazione di Utente problematico aperta da Ignis, e sulla voce e/o 
sulla relativa discussione. Senza un confronto esterno – in realtà 
interno alla comunità: esterno al circuito “Ignis contro Gitz6666 (e 
Bologai)” – sarà impossibile venirne a capo in modo conforme ai principi 
di un’Enciclopedia che voglia essere libera.

Cordialmente,

Gitz6666

/La sindrome dell’alienazione parentale (PAS) non è accettata da nessun 
sistema nosografico e manuale diagnostico riconosciuto nel campo della 
ricerca psicologica e psichiatrica: non si trova né nel Manuale 
diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) della American 
Psychiatric Association, né nella Classificazione ICD 
dell’Organizzazione mondiale della sanità. Per quanto riguarda in 
particolare il DSM, l’intensa campagna di lobbying volta a ottenere 
l’inserimento della PAS nella quinta edizione del Manuale (2013) non ha 
avuto successo: l’American Psychiatric Association ha deciso di non 
includere il concetto controverso di alienazione parentale nella nuova 
edizione perché, secondo le parole di Darrel Regier, all’epoca 
vicepresidente del gruppo di lavoro incaricato di redigere la nuova 
edizione, “non si tratta di un disordine all’interno di un individuo 
bensì di un problema relazionale genitore-bambino e genitore-genitore. I 
problemi relazionali di per sé non sono disturbi mentali”. //Questa 
opinione è oggi tendenzialmente condivisa nella comunità scientifica, 
che ritiene che l’alienazione parentale non sia classificabile come 
disturbo mentale del bambino ma sia invece riconducibile ai problemi 
relazionali genitore-figlio (DSM-IV e DSM-5) o alle situazioni di 
difficoltà della relazione parentale, che occorrono quando "il focus 
dell'attenzione clinica sono gli effetti negativi //della discordia 
nella relazione parentale (ad es., alti livello di conflitto, disagio o 
denigrazione)///sul bambino in famiglia /" (DSM-5)./


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