Re:Alabba

Sahla Falek Sanhom <[email protected]> Mon, 27 Jul 2020 22:14:06 +0200 (GMT+02:00)
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Sahla Falek Sanhom <[email protected]> ha scritto:
> Bubba-- 


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Coronavirus: altri 190 nuovi contagiati, dilaga su barconi e in
centri accoglienzaStudio inchioda Bellanova: i suoi clandestini
 regolarizzati
dovremo mantenerli noiSbarchi quadruplicati: ringraziate la
 sanatoria BellanovaLo studio del Centro Studi Itinerari
 Previdenziali sull’ormai
famigerata sanatoria pretesa dalla Bellanova evidenzia quello
che già sapevamo: i suoi clandestini regolarizzati dovremo
mantenerli noi.
La sanatoria voluta con le lacrime dalla Ministra
Teresa Bellanova si sta rivelando un fallimento,
peraltro annunciato. Non dubitiamo, conoscendone la
storia, dei buoni propositi della Ministra
dell’Agricoltura, ma quando si governa non bastano i
buoni sentimenti. L’andamento delle domande per la
regolarizzazione dei rapporti di lavoro ricalca gli esiti
della sanatoria del 2012, promossa dal governo Monti,
e che ha ispirato l’attuale impianto normativo. L’87%
delle domande di regolarizzazione perfezionate, circa
98 su 112mila, riguardano rapporti di lavoro
domestico destinati a immigrati provenienti in gran
parte da Bangladesh, Marocco, Albania, Cina, India,
Pakistan, Egitto e altri paesi centroafricani.
Persone che col lavoro domestico hanno poco a che
fare. Viceversa, la componente delle domande
provenienti dai Paesi storicamente più significativi per
colf e badanti, quelli dell’est Europa, Perù e Filippine è
solo il 24% circa. Di contro, le domande di
regolarizzazione per il settore agricolo, cioè l’obiettivo
della sanatoria, per compensare le carenze di
manodopera legate al mancato ingresso dei lavoratori
stagionali comunitari, sono solo 14.251. Numeri
lontani dall’obiettivo del Governo di oltre 200mila
regolarizzazioni, tant’ è che lo stesso governo ha
disposto una proroga di un mese per presentar le
domande. Ma oltre al dato quantitativo, l’efficacia del
provvedimento dovrebbe essere valutata rispetto agli
obiettivi che ci sia era posti: oltre che a reperire
lavoratori stagionali, si voleva sottrarre questi
irregolari dallo sfruttamento di mafie e caporali e
ridurre i rischi sanitari di questi “invisibili”.
Su quest’ ultimo obiettivo il dispositivo governativo ha
rinviato il tema alla potestà delle regioni. Il fallimento
dei primi due obiettivi era già stato preannunciato
dalle associazioni degli imprenditori agricoli. Un esito
scontato in settori caratterizzati da rapporti di lavoro
di breve durata e con una elevata mobilità del lavoro
incompatibili coi tempi delle sanatorie e non
convenienti per i datori di lavoro. Inoltre nel lavoro
stagionale agricolo le regolarizzazioni sono ostacolate
dai “caporali” delle medesime etnie dei lavoratori
sfruttati che intermediano le loro prestazioni. Una
condizione che dovrebbe essere repressa con massicci
interventi delle autorità ispettive, non certo con i
condoni. La morale è che gli obiettivi governativi sono
falliti perché è provato che le sanatorie non servono a
far emergere lavoro irregolare ma sono utilizzate solo
per avere permessi di soggiorno. Il rilascio dei
permessi di soggiorno indipendentemente dalla
condizione effettiva di un rapporto di lavoro comporta
un aumento degli immigrati in cerca di lavoro.
Situazione che non ha creato particolari problemi per
le sanatorie varate negli anni di crescita dell’economia,
del 2002 e 2006. Ma che nei periodi di grave crisi
economica, come è avvenuto con le sanatorie del 2009
e del 2012, hanno contribuito all’aumento del tasso di
disoccupazione degli immigrati, dal 7 al 17%, di quello
degli inattivi e delle persone a carico per via della
contemporanea crescita della popolazione dovuta ai
ricongiungimenti familiari.
La situazione descritta e gli effetti della crisi
economica, spiegano il progressivo impoverimento dei
nuclei familiari composti da persone di origine
straniera nel corso dell’ultimo decennio; l’Istat stima la
condizione di povertà assoluta per il 30% degli
immigrati e addirittura il 66% sommando quelle a
forte rischio impoverimento. Per questo è
incomprensibile come in Italia, di fronte a tali
evidenze, resti prevalente una narrazione del fenomeno
migratorio basata su tre assunti infondati: che esista
una domanda di lavoro con bassa qualificazione
eccedente l’offerta disponibile; che tale domanda
possa essere soddisfatta solo con l’ingresso di altri
immigrati, e che tutto questo sia fondamentale un
riequilibrio demografico e la sostenibilità delle
prestazioni sociali. Narrazioni infondate che generano
politiche sbagliate che peggiorano le condizioni di
lavoro e di vita degli immigrati.Docce improvvisate in Stazione
 Centrale, immigrati scatenatiInvece di respingerli cercano
 un’altra nave di lusso per la
‘quarantena’Lampedusa, cittadini in rivolta chiudono il porto agli
 sbarchi
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