Re: PEC e conservazione dei messaggi
| Newsgroups | gmane.linux.debian.user.italian |
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| Message-ID | <[email protected]> |
Il 27/07/2025 05:48, Piviul ha scritto: > On 25/07/25 13:31, Marco Gaiarin wrote: >> Mandi! Piviul >> In chel di` si favelave... >>> Qualcuno è ferrato sull'argomento e mi può spiegare perché le copie in >>> locale nel tempo non sono più valide? >> IANAL. >> >> A quanto ho capito il sistema (che, rammento, è una invenzione tutta >> italiana...) funziona con certificati che hanno una durata di tre anni, >> ovvero la durata consigliata normalmente per i certificati. >> >> A quanto ho capito, durante una causa legale qualcuno ha giustamente fatto >> notare che una ricevuta firmata con un certificato più vecchio di tre anni, >> potrebbe essere stata falsificata. > E come? Perché un documento firmato con un certificato scaduto (ma > all'epoca valido) potrebbe essere stato falsificato? L'unico motivo > che mi viene in mente è che non si riesca con certezza a dimostrare > che quel certificato pubblico era proprio il certificato valido del > firmatario in quella data, che non si tenga memoria della catena dei > certificati pubblici validi del soggetto firmatario... una motivazione > un po' debole. Poi questo implicherebbe che un qualsiasi documento > firmato digitalmente da un certificato scaduto non sarebbe più valido. > Questo sarebbe un vulnus che invaliderebbe tutta la firma digitale e > non solo la conservazione di messaggi PEC. +1 >> I fornitori hanno quindi: >> >> 1) iniziato a rinnovare i certificati con una finestra più breve, per >> limitare i periodi finestra; quindi AFAIK rinnovano il certificato ogni >> 3 mesi, sempre di durata di 3 anni. Che significa ogni tre mesi di durata di tre anni? Come fa un certificato a durare tre mesi e anche tre anni? > A che pro? > >> [...] >> sempre e solo IANAL. > Uno strano mondo quello della giurisprudenza... > > Piviul -- Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus dal software antivirus Avast. www.avast.com