Re: Libero ma non per tutti
Marco Ciampa <[email protected]> Fri, 12 Jun 2026 08:30:31 +0000
| Newsgroups | gmane.linux.debian.user.italian |
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| Message-ID | <aivDpcgsS-SOmyV8@marco-TUXEDO-Pulse-15-Gen2> |
Il Fri, Jun 12, 2026 at 10:25:36AM +0200, Francesco Potortì ha scritto: > >chiarisco: l'autore non vieta che copia del sorgente sia disponibile su > >altri server, solo che si rifiuta di farlo. > > Il punto del software libero è che se ho accesso al compilato, devo avere accesso al sorgente, con il diritto legale di copiarlo, modificarlo e redistribuirlo. > > Essenzialmente, dove trovo il compilato (eseguibile, o quel che è) devo trovare anche il sorgente e la licenza che legalmente mi consente quei diritti. > > >Chi si trova in "area privilegiata" può prenderlo e metterlo su un altro > >server. Tuttavia resta il problema degli aggiornamenti, molto frequenti: > > Avere una copia di software libero non dà nessun diritto ad avere aggiornamenti, correzioni, nuover versioni o simili. > > >non solo debbono essere copiati su server accessibili, ma per quelli che > >vengono richiamati on-demand occorre modificare l'indirizzo su tutti i > >moduli che li usano. > > > >a queste condizioni lo è ancora ? > > Se su un server trovo gli aggiornamenti e quant'altro serve per farlo funzionare, devo trovare anche i sorgenti degli aggiornamenti e la licenza per copiarli, modificarli e redistribuirli. Se essenzialmente è così, allora è libero > > -- fp Esattamente. Se posso copiare i sorgenti "una-tantum" allora solo quello è Software Libero, quello che segue no. Ora se la licenza originale si applica a tutto il software e non si è autori di tutto il software, modificare le condizioni di accessibilità ai sorgenti (non importa in che modo) è pure una violazione della licenza.