|[war] India: Amnesty chiede giustizia per le vittime del Gujarat
"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Sun, 6 Feb 2005 19:34:01 +0100
| Newsgroups | gmane.politics.activism.altrinformazione |
|---|---|
| Message-ID | <[email protected]> |
COMUNICATO STAMPA CS07-2005 INDIA: AMNESTY CHIEDE GIUSTIZIA PER LE VITTIME DEL GUJARAT A tre anni di distanza dall'esplosione di violenza che causo' oltre 2000 vittime, per lo piu' musulmane, nello Stato indiano del Gujarat, i responsabili di quelli che Amnesty International definisce crimini contro l'umanita' sono ancora a piede libero. In quei tragici giorni, diverse centinaia di donne e ragazze furono sottoposte a violenza di gruppo, i loro ventri furono squarciati e vennero gettate nelle fiamme ? in alcuni casi ancora vive. Un rapporto diffuso oggi dall'organizzazione per i diritti umani denuncia il comportamento del governo del Gujarat, allora guidato dal Bharatiya Janata Party (Bjp). Le autorita' locali dapprima attribuirono ai musulmani l'incendio di un treno, il 27 febbraio 2002, poi non fecero nulla per impedire o fermare i successivi attacchi degli indu' contro la minoranza musulmana, partecipandovi, in alcuni casi, attivamente. Il governo federale, fino al maggio 2004 nelle mani dello stesso Bjp, non intervenne per censurare le autorita' del Gujarat durante e dopo la violenza. Ora e' il momento che entrambi i governi assumano misure efficaci per portare giustizia, verita' e risarcimenti alle vittime. 'Il governo del Gujarat venne clamorosamente meno al dovere di proteggere i musulmani, specialmente le donne e le ragazze, durante la violenza' ? ha spiegato Cecilia Nava, vicepresidente della Sezione Italiana di Amnesty International ? 'e il fatto che ancora oggi le autorita' locali rifiutino di ammettere il proprio fallimento e di esprimere rincrescimento rappresenta un ulteriore insulto alle vittime'. Il rapporto di Amnesty cita la testimonianza di Bilqis Yakoob Rasool, che venne ripetutamente stuprata e perse 14 parenti: 'Iniziarono a dare fastidio alle ragazze e le spogliarono. Poi le violentarono davanti alla folla. Uccisero il bambino di Shamin, che era nato due giorni prima, un mio zio materno, la sorella di mio padre e suo marito. Dopo aver stuprato le ragazze, le uccisero. Fecero lo stesso con la mia bambina, la gettarono contro una roccia e mori'. Quando finirono di stuprarmi, uno di loro mi colpi' con un calcio al collo'. La sofferenza di Bilqis e di molte altre donne come lei e' stata acuita da un elenco infinito di fallimenti da parte delle istituzioni: la polizia assistette agli attacchi e in alcuni casi vi prese parte, non registro' correttamente le denunce ne' indago' su di esse. Nel caso di Bilqis, l'indagine venne chiusa rapidamente perche' 'non era possibile rintracciare gli autori degli stupri e delle uccisioni', sebbene la ragazza ne avesse fatto nomi e cognomi. I medici spesso non fecero diagnosi accurate. Le leggi sullo stupro dell'epoca erano fortemente inadeguate. I giudici e i pubblici ministeri in molti casi non protessero le vittime dalle minacce, presero le parti degli accusati e li assolsero. 'E' stato fatto poco o nulla per impedire il ritorno di questo tipo di violenza' ? ha proseguito Nava. 'Il governo del Gujarat deve introdurre urgenti modifiche istituzionali e organizzare una formazione adeguata degli organi di polizia, dei giudici e dei pubblici ministeri. Chi ha deliberatamente impedito le indagini dovra' essere chiamato a rispondere. Se lo Stato del Gujarat non rimediera' ai propri fallimenti, per le vittime sara' sempre piu' difficile superare il trauma e sentirsi sicure'. Alcune sopravvissute alla violenza hanno cercato, con molto coraggio, di superare tutti questi ostacoli. Bilqis e' una di loro, insieme a Zahira Sheikh, che vide i propri parenti e vicini di casa bruciare vivi nell'incendio del proprio negozio. Gli attivisti per i diritti umani, le organizzazioni nazionali per i diritti umani, i mezzi d'informazione e la Corte suprema hanno dato appoggio alle vittime della violenza, contribuendo a ridar loro qualche forma di speranza nella giustizia. Nell'agosto scorso, la Corte suprema ha ordinato il riesame di oltre 2000 denunce archiviate e di circa 200 sentenze di assoluzione. 'Per molte vittime la giustizia, se mai ci sara', arrivera' troppo tardi' ? si legge nel rapporto di Amnesty International. 'Molte donne vennero bruciate vive dopo essere state stuprate e non e' rimasta prova dei crimini commessi contro di loro. Decine e decine di altre donne non hanno mai presentato denuncia per paura, per vergogna o perche' cosi' venne loro ordinato. Queste sono le vittime dimenticate della violenza'. Prima della pubblicazione, il rapporto di Amnesty International e' stato presentato alle autorita' federali e del Gujarat, i cui commenti sono stati inseriti nel testo. FINE DEL COMUNICATO Roma, 27 gennaio 2005 Il rapporto e' disponibile in lingua inglese all'indirizzo: http://web.amnesty.org/library/index/engasa200012005 Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia ? Ufficio stampa Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press-Ncz83odm/[email protected]