|[sud] Diritti umani in Colombia: l'Unione europea deve sollecitare i paesi donatori ad agire
"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Sun, 6 Feb 2005 19:34:01 +0100
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COMUNICATO STAMPA CS10-2005 DIRITTI UMANI IN COLOMBIA: L'UNIONE EUROPEA DEVE SOLLECITARE I PAESI DONATORI AD AGIRE In vista dell'importante riunione dei paesi donatori che si svolgera' a Cartagena, Colombia, il 3 e 4 febbraio, alla quale parteciperanno la Commissione europea e autorevoli rappresentanti degli Stati membri, Amnesty International ha chiesto all'Unione europea di ribadire il proprio impegno affinche' siano attuate le raccomandazioni elaborate dalle Nazioni unite per porre fine al conflitto armato in Colombia. Secondo Amnesty International, ogni forma di assistenza economica internazionale deve essere condizionata all'impegno del governo colombiano ad applicare pienamente e rapidamente tali raccomandazioni. L'organizzazione per i diritti umani ricorda che nel 2003 a Londra l'Unione europea ? all'interno del G24, il gruppo dei paesi donatori ? aveva espresso profonda preoccupazione per la situazione umanitaria e dei diritti umani in Colombia e aveva sollecitato il governo di Bogotá ad applicare tempestivamente le raccomandazioni dell'Onu e a intraprendere azioni efficaci contro l'impunita' e la collusione, specialmente nei confronti dei gruppi paramilitari. Tuttavia, sottolinea Amnesty International, la Colombia non solo non ha dato attuazione alle raccomandazioni ma ha anche cercato di portare avanti politiche del tutto contrarie ad esse. L'Unione europea, pertanto, dovrebbe sostenere l'istituzione di un organismo internazionale per monitorare l'operato del governo. La crisi umanitaria e dei diritti umani in Colombia resta critica e la popolazione civile e' presa di mira da tutte le parti coinvolte nel conflitto: militari, gruppi paramilitari sostenuti dall'esercito e guerriglia. Sebbene alcuni fenomeni di violenza politica (come i sequestri) siano in calo, i casi di tortura e di sparizione nonche' le denunce di esecuzioni extragiudiziali commesse dalle forze di sicurezza sono aumentati. L'anno scorso oltre 220.000 persone sono state obbligate a lasciare le proprie terre e centinaia sono state arrestate, in modo spesso arbitrario, dalle forze di sicurezza. Il processo di smobilitazione dei paramilitari continua a presentare dei nodi irrisolti. Dall'annuncio unilaterale del cessate il fuoco, nel 2002, questi gruppi si sono resi responsabili di oltre 1.900 uccisioni e sparizioni. In alcuni casi, gli autori erano gli stessi gruppi che si supponevano smobilitati. Amnesty International continua a documentare forti legami tra le forze di sicurezza e i paramilitari. Molti paramilitati smobilitati, inoltre, vengono 'riciclati' nel conflitto, spesso come informatori per le forze di sicurezza. Molti operatori sociali e attivisti per i diritti umani sono stati arrestati sulla base di prove, spesso fabbricate, fornite da questi informatori. Il quadro di riferimento legale per la smobilitazione ancora non e' in vigore, mentre una nuova legge minaccia di fornire al Procuratore generale il potere di bloccare le indagini su persone sospettate di aver violato i diritti umani, col rischio che i responsabili ? militari, paramilitari o guerriglieri che siano - non vengano mai portati di fronte alla giustizia. Amnesty International preme sull'Unione europea affinche' partecipi all'incontro dell'Alleanza delle Ong colombiane, che si terra' sempre a Cartagena domani, 2 febbraio, per discutere sull'attuazione delle raccomandazioni dell'Onu insieme ai principali protagonisti delle campagne per il rispetto dei diritti umani. Per quanto riguarda il vertice dei paesi donatori del 3 e 4 febbraio, Amnesty International ritiene che l'Unione europea dovrebbe: - spingere la comunita' internazionale a inviare un forte e preoccupato messaggio al governo colombiano per la perdurante mancata attuazione delle raccomandazioni dell'Onu; - riaffermare il proprio sostegno all'Ufficio colombiano dell'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani; - condannare le violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario da parte di tutte le parti coinvolte nel conflitto; - ribadire che non dara' il proprio sostegno a un processo di smobilitazione, ne' ad alcuna proposta legislativa, che non terranno pienamente conto del diritto delle vittime alla verita', alla giustizia e alla riparazione e che non garantiranno l'effettiva uscita dal conflitto dei combattenti smobilitati. FINE DEL COMUNICATO Brussels/Roma, 1 febbraio 2005 Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: - Amnesty International Italia ? Ufficio stampa Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press-Ncz83odm/[email protected] - Amnesty International EU Office (Brussels) ? Ufficio Stampa Tel: 0032-2-5021499, e-mail: [email protected] Internet: http://www.amnesty-eu.org