|[dir] Appello Urgente: deportazioni da Lampedusa!

Gabriele Cristoforetti <gabri.cris-nc/[email protected]> Fri, 18 Mar 2005 22:22:02 +0100
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Care amiche, cari amici,

dal 13 marzo 2005 oltre 1.000 persone di diverse nazionalità sono sbarcate 
sull'isola siciliana di Lampedusa, arrivate probabilmente dalla Libia. Il 
17 marzo, 180 persone sono state prelevate dal Centro di Lampedusa e 
inviate a Tripoli, in Libia, scortate dalla polizia italiana. Sembra che 
siano imminenti ulteriori deportazioni. 

Amnesty International teme che alle persone che abbiano necessità di 
protezione internazionale non venga assicurato l'accesso alle procedure di 
richiesta d'asilo e alle informazioni sui loro diritti fondamentali di 
richiedenti asilo. Coloro che sono stati inviati in Libia, sia cittadini 
libici o sia di altra nazionalità, potrebbero trovarsi a rischio di 
detenzione arbitraria, o di detenzione sulla base di accuse che includono 
effettivi o presunti ingresso e uscita illegali dalla Libia, e di 
maltrattamento in detenzione. 

Il 15 marzo, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti
dei  rifugiati (UNCHR/ACNUR) ha richiesto di accedere al centro di
Lampedusa  per esercitare il proprio mandato al fine di garantire che
i rifugiati  avessero la necessaria protezione, ma la risposta è stata
negativa:  nessuna organizzazione non governativa specializzata sui
diritti umani dei  rifugiati e dei richiedenti asilo è stata
autorizzata ad entrare.  Tuttavia, negli ultimi giorni, funzionari
della Libia - che non è Stato parte della Convenzione delle Nazioni
Unite sui rifugiati - si sono recati  a Lampedusa, e si crede siano
entrati nel Centro. Questo fatto rappresenta un'ulteriore
preoccupazione per l'incolumità dei richiedenti asilo qualora  fossero
inviati in Libia.

Vi chiediamo, per tutto il fine settimana, di firmare, inviare e
diffondere l'appello che trovate in  allegato, indirizzato al
Presidente del Consiglio Berlusconi e al Ministro dell'Interno Pisanu.
Se potete, inviate copia dell'appello all'ambasciata  italiana in
Libia:

Ambasciata d'Italia a Tripoli 
Amb. Francesco Paolo Trupiano 
Indirizzo: Shara Uahran, 1 - Tripoli
Fax: 0021821 3331673 
Email: [email protected] 

Grazie per il sostegno, 



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                  Roma, 18 marzo 2005 
Alla cortese attenzione degli onorevoli   
 
Silvio Berlusconi 
Presidente del Consiglio dei Ministri 
Presidenza del Consiglio dei Ministri 
Palazzo Chigi 
Piazza Colonna, 370 
00187 Roma 
Fax: 06 67793543 
Email: redazione.web-/[email protected] 

Giuseppe Pisanu 
Ministro dell'Interno 
Ministero dell'Interno 
Palazzo Viminale 
Via Agostino Depretis, 7 
00184 Roma 
Fax: 06 46549815 
Email: [email protected] 


Egregio Presidente Berlusconi, Egregio Ministro Pisanu, 

Vi scrivo per esprimere la mia preoccupazione circa le notizie di 
deportazioni verso la Libia di un gran numero di cittadini stranieri 
appena giunti a Lampedusa e circa il fatto che all'UNHCR sia stato negato 
l'accesso al centro di Lampedusa in cui sono trattenuti coloro che sono a 
rischio di deportazione. 

Mi permetto di ricordarVi l'obbligo dell'Italia ad ammettere sul proprio 
territorio i richiedenti asilo e i rifugiati senza discriminazioni e il 
divieto di espulsioni collettive di cittadini stranieri contenuto nel 
Protocollo n. 4 della Convenzione europea dei diritti umani e delle 
libertà fondamentali. Vi ricordo, inoltre, il fatto che il ritorno forzato 
di qualsiasi persona verso un paese ove essa potrebbe essere a rischio di 
gravi violazioni dei diritti umani costituirebbe una violazione degli 
obblighi internazionali dell'Italia, in particolare della Convenzione di 
Ginevra sullo status di rifugiato, della Convenzione europea dei diritti 
umani, della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e del Patto 
internazionale sui diritti civili e politici. 

Vi chiedo con urgenza che le deportazioni in corso da Lampedusa vengano 
bloccate e che all'UNHCR venga dato immediato accesso a tutte le persone a 
rischio di deportazione, affinché questo organismo eserciti il proprio 
mandato di protezione. 

Vi chiedo, inoltre, che tutti i richiedenti asilo abbiano accesso a una 
equa e soddisfacente procedura di asilo, incluso l'accesso a un'adeguata 
assistenza legale e a un interprete competente, e che essi non vengano 
deportati senza che sia operato un esame individuale e accurato della loro 
domanda di asilo, garantendo l'effetto sospensivo del ricorso a un 
eventuale diniego. 

Vi ricordo, infine, la Raccomandazione CommDH (01) 1 del Commissario per i 
diritti umani del Consiglio d'Europa (concernente i diritti dei cittadini 
stranieri che intendono entrare in uno Stato del Consiglio d'Europa e 
l'attuazione di ordini di espulsione) la quale afferma che, laddove 
un'espulsione forzata sia inevitabile, essa deve essere effettuata con 
totale trasparenza al fine di assicurare che i diritti umani fondamentali 
vengano rispettati in tutte le fasi. 

Nel ringraziarVi per l'attenzione, Vi invio i miei cordiali saluti,