_[war] Newsletter Osservatorio Iraq n° 9/05
"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Wed, 20 Jul 2005 20:05:55 +0200
| Newsgroups | gmane.politics.activism.altrinformazione |
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| Message-ID | <200507201958171.SM02508@sara> |
Osservatorio Iraq - Newsletter 09/2005 Il 7 luglio 2005 quattro esplosioni scuotono Londra, proprio mentre Blair faceva gli onori di casa al vertice del G8 in Scozia, preparandosi a raccogliere i frutti di una ben orchestrata campagna di pubbliche relazioni sul tema degli aiuti allAfrica. Le numerose vittime riportano la morte nel cuore dellEuropa, ricordando a tutti che la guerra non è poi così lontana, e che linvasione dellIraq che lamministrazione Bush tenta di continuare a vendere come parte essenziale della «guerra al terrorismo» non ha migliorato la situazione ma lha peggiorata. Se per molti questo è il modo in cui lIraq entra nellagenda dei «grandi» del mondo, cè da chiedersi se in assenza di questi attentati dellIraq al G8 sarebbe parlato. Larticolo di John Pilger (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid1190) sottolinea il contrasto fra lenfasi data dai media al G8 e alla Campagna «Make Poverty History» e il silenzio sulla sessione finale del Tribunale Internazionale sullIraq (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1154 ) che si è tenuta a Istanbul dal 23 al 27 giugno. Silenzio probabilmente dettato dalla reticenza ad ammettere che l'Iraq di oggi non è quello che ci si aspettava. In Iraq, due anni dopo linvasione, la vita quotidiana, a Baghdad (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1169 ) come a Falluja (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1187 ), come a Sadr City (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1168 ) è tuttaltro che facile, e tuttaltro che cambiata in meglio: sotto alcuni aspetti, è persino peggiorata, come testimonia la cronica assenza dei beni primari, e tra questi lacqua (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1195 ). A un anno dalla riacquistata «sovranità», lIraq è diventato quello che Patrick Cockburn definisce «un pasticcio sanguinoso» (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1170 ), un paese non più sullorlo di una guerra civile ma forse già al suo primo stadio, come dichiara (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1193 ) lex premier (e alleato di lunga data degli Usa) Iyad Allawi. La situazione umanitaria peggiora ogni giorno, soprattutto a causa degli attacchi indiscriminati nelle città irachene, che colpiscono anche ospedali e personale medico, tanto da far scrivere ai medici dellovest dellIraq un appello (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1165 ) per la loro difesa e la difesa del diritto internazionale. Lo stesso Primo Ministro Ibrahim al Jaafari è costretto a chiedere uninchiesta (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1166 ) sulloperato delle forze della coalizione, ammettendo lalto numero di morti civili e ingiustificate che si verificano nel corso delle operazioni di «controllo e sicurezza». Ma la polizia e lesercito iracheni non sono certo immuni dalla violenza, mentre emergono prove (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1184 ) che mostrano che aiuti britannici (e americani) destinati alla polizia irachena sono finiti a unità paramilitari accusate di praticare violazioni dei diritti umani diffuse, fra cui la tortura. Se questo è lesercito solertemente addestrato dai militari della coalizione - tra cui anche gli italiani, che proprio pochi giorni fa hanno concluso il loro compito di addestramento di 5000 unità delle forze di sicurezza irachene meglio non va con le milizie private, la seconda forza militare del paese per ampiezza numerica: ormai un esercito a parte, che spesso ingaggia conflitti a fuoco contro le stesse truppe della coalizione (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1176 ). La situazione della sicurezza, il cui miglioramento era tra gli obiettivi primari del vecchio e del nuovo governo (Allawi e Jafaari), è lungi dallessere risolta, e laltro fronte, quello della ricostruzione e della ripresa economica, è ancora più lontano da una soluzione. Alla situazione dei diritti civili si aggiunge così anche la situazione economica, con l'avvio della privatizzazione di industrie (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1163 ) finora statali, i nuovi contratti assegnati alla Halliburton (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1180 )a dispetto di tutte le inchieste per corruzione, e gli attriti tra Iraq e Usa proprio sull'economia (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1200 ). Non è quindi un caso che in Iraq sia sempre più forte la richiesta di ritiro, come mostrano diverse iniziative sulle quali il black-out dei media è pressoché totale: un sit-in a Baghdad (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1147 ), nei giorni in cui a Bruxelles si teneva la conferenza internazionale sullIraq sponsorizzata da Stati Uniti e Unione Europea, e un appello (http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1179 ) di parlamentari iracheni, che dalle 83 adesioni iniziali adesso è arrivato a 120, cioè quasi metà dell'intero parlamento. Contatti: www.osservatorioiraq.it info-ki5g/dk/[email protected] telefono 0644702906 Per sottoscrizioni: Conto corrente postale 59927004 intestato ad "Associazione Un ponte per..." causale : osservatorio iraq Conto Bancario 100790 presso Banca Popolare Etica ABI 05018 CAB 12100 CIN: P ____________________________________________________ Quipo Free Internet - 2 email, 150 Mb di spazio web e molto di più. ADSL, Hardware&Software Online Store: http://www.quipo.it This E-mail was scanned for viruses by Declude Virus.