[dir] Afghanistan: le donne ancora vittime di attacchi, mancanza sistematica di protezione, denuncia Amnesty International

"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Wed, 20 Jul 2005 20:04:45 +0200
Newsgroups gmane.politics.activism.altrinformazione
Message-ID <200507201957609.SM02508@sara>
 
COMUNICATI STAMPA
CS69-2005

AFGHANISTAN: LE DONNE ANCORA VITTIME DI ATTACCHI, MANCANZA SISTEMATICA DI
PROTEZIONE, DENUNCIA AMNESTY INTERNATIONAL

'Adesso ci sono cose piu' urgenti? un funzionario civile ha troppe cose da
fare per occuparsi dei diritti delle donne. E' una questione di priorita'?'
(il Governatore di Kandahar, intervistato da Amnesty International il 13
settembre 2004)

La violenza contro le donne e le bambine in Afghanistan e' un fenomeno
dilagante: lo denuncia l'ultimo rapporto di Amnesty International sul paese,
dal titolo 'Afghanistan: le donne sotto attacco'.

'In tutto il paese, sono poche le donne che non vanno incontro alla violenza
o che possono sentirsi al riparo' ? ha affermato Fosca Nomis, vicepresidente
della Sezione Italiana di Amnesty International.

Ogni giorno, le donne afgane rischiano di essere sequestrate, stuprate,
costrette a un matrimonio precoce o barattate per sanare liti o debiti;
subiscono discriminazione da parte di ogni settore della societa' e delle
autorita'. 

La violenza contro le donne e' ampiamente accettata a livello di comunita' 
e viene affrontata in modo inadeguato dalle massime cariche governative e
giudiziarie del paese. Le indagini sulle denunce di aggressioni, stupri,
omicidi o suicidi di donne non sono ne' costanti ne' sistematiche e poche di
esse danno luogo a procedimenti.

'I codici societari, invocati in nome della tradizione e della religione,
sono usati come pretesto per negare alle donne la possibilita' di godere dei
propri diritti umani fondamentali. I comportamenti percepiti come
trasgressioni a quei codici sono puniti con arresti e persino uccisioni. 
Alcune autorita' trattano le donne che fuggono da situazioni del genere alla
stregua di criminali e le imprigionano' ? ha aggiunto Nomis.

Dopo molti anni di guerra, l'Afghanistan attraversa una fase di
ricostruzione. Tuttavia, centinaia di donne e bambine continuano a subire
abusi da parte di padri, mariti, fratelli, uomini armati, sistemi di
giustizia paralleli e delle stesse istituzioni statali come la polizia e gli
organi giudiziari. E' stato riscontrato un aumento del numero di matrimoni
forzati e in alcuni casi le donne che volevano fuggire da questo destino
hanno preferito suicidarsi, in alcuni casi dandosi fuoco.

'I padri, i mariti e i fratelli rimangono i principali autori della violenza
domestica ma il controllo sociale e il potere che essi esercitano sono
rafforzati dalle autorita' statali e dal sistema informale di giustizia' ?
ha proseguito Nomis. 'Va ribadito che le autorita' afgane hanno il dovere di
impedire le violazioni dei diritti umani e di proteggere le donne dalla
violenza non solo quando e' compiuta da pubblici ufficiali ma anche quando
e' perpetrata da individui e gruppi privati. 
Riformare il sistema penale e' un passo necessario per proteggere le donne
afgane ed e' responsabilita' dello Stato fornir loro adeguate garanzie
legali'. 

In base agli standard internazionali sui diritti umani, l'Afghanistan deve
esercitare la diligenza dovuta per garantire i diritti delle donne, compresi
quelli all'uguaglianza, alla liberta' e alla sicurezza cosi' come alla
liberta' dalla discriminazione, dalla tortura e dai trattamenti crudeli,
inumani e degradanti.

Il rapporto di Amnesty International mette in luce come le autorita' 
afgane abbiano fallito nel rispettare, proteggere e rafforzare i diritti
delle donne e delle bambine e ribadisce che gli Stati hanno la
responsabilita' di garantire che i diritti delle donne e degli uomini a
vivere liberi dalla violenza siano pienamente realizzati.

L'organizzazione per i diritti umani chiede al governo di Kabul, come azioni
minime essenziali per iniziare ad affrontare ed eliminare la discriminazione
e la violenza, di:

- condannare pubblicamente e in modo inequivocabile ogni forma di violenza
contro le donne e le bambine compresa quella che si compie in famiglia
oppure attraverso sentenze di sistemi informali di giustizia o mediante
l'azione di pubblici funzionari;

- continuare a rafforzare la riforma del sistema penale mediante
l'addestramento del personale giudiziario e di polizia per innalzare gli
standard di promozione e protezione dei diritti delle donne;

- non invocare qualsiasi costume, tradizione o argomento religioso per
evitare di adempiere i propri obblighi di eliminare la violenza contro le
donne;

- modificare o abolire le leggi in vigore (come il codice penale), i
regolamenti, i costumi e le pratiche che costituiscono atti discriminazione
nei confronti delle donne o che vi contribuiscono.

Amnesty International rivolge un appello anche alla comunita' dei paesi
donatori affinche' incoraggi e sostenga il governo di Kabul a porre fine ai
crimini contro le donne attraverso un impegno coordinato per ricostruire
l'Afghanistan in modo da consentire alle donne e alle ragazze di realizzare
i propri diritti.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 30 maggio 2005

Il rapporto 'Afghanistan: le donne sotto attacco' e' disponibile presso il
sito Internet http://www.amnesty.org e l'Ufficio stampa di Amnesty
International Italia.

Per ulteriori informazioni, approfondimenti ed interviste:
Amnesty International Italia ? Ufficio stampa Tel. 06 4490224, cell.348
6974361, e-mail: press-Ncz83odm/[email protected]

____________________________________________________
Quipo Free Internet - 2 email, 150 Mb di spazio web e molto di più.
ADSL, Hardware&Software Online Store: http://www.quipo.it 
This E-mail was scanned for viruses by Declude Virus.