DS e industria bellica: la relazione di Marco Minniti

Hello!LoreLLo <[email protected]> Thu, 10 Nov 2005 18:27:01 +0100
Newsgroups gmane.politics.activism.altrinformazione
Organization Associazione Chiodofisso Onlus
Message-ID <[email protected]>
Questo e' l'articolo originale, con tutti i suoi bravi link cliccabili:
http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=3D61273

e questa e' la trascrizione solo testo.

Buona lettura.

-----------------------

DS e industria bellica: la relazione di Marco Minniti

di Giulio Leben ([email protected])

08/11/2005

La relazione del responsabile settore difesa per i Ds, in occasione del
Convegno organizzato dalla Quercia ieri dal titolo: "Le nuove sfide della
difesa italiana". Presenti i big dell'industria

Appoggio all'industria bellica italiana che, secondo i Ds, soffre di una
grave disattenzione da parte del governo in carica. Finanziamenti aggiunt=
ivi
e un capitolo specifico nel bilancio, nel qual caso l'Unione andasse al
governo l'anno venturo. E' questo il senso complessivo del convegno che s=
i =E8
tenuto ieri, 7 novembre a Roma, organizzato dai Ds. A cui hanno partecipa=
to
gli stati generali dell'industria e della Quercia. Fra i protagonisti: il
Ministro della Difesa Antonio Martino, il capo di Stato maggiore della
Difesa Gianpaolo Di Paola, il Segretario Generale delegato Nato Alessandr=
o
Minuto Rizzo, il Presidente Comando militare dell'Unione Europea Rolando
Mosca Meschini, l'amministratore delegato Fincantieri Giuseppe Bono, il
rappresentante permanente italiano presso la Nato Maurizio Moreno, il
presidente dell'A.I.A.D. Giorgio Zappa e il rappresentante italiano nel
Comitato politico e di sicurezza dell'Unione Europea Maurizio Melani.

I punti salienti dell'introduzione
Marco Minniti, Capogruppo DS in Commissione Difesa e componente della
delegazione N.A.T.O. del Parlamento italiano, ha illustrato nella sua
introduzione le preoccupazioni e le prospettive dell'impegno diessino nel
comparto, rilanciando la necessit=E0 del rafforzamento per una "difesa
europea".

la formazione di Gruppi da Combattimento EU (EU Battlegroups) quali parti
delle Forze di Intervento Rapido. Dal 2007 in poi, l'Unione europea avr=E0=
 la
capacit=E0 di effettuare anche contemporaneamente due distinte operazioni=
 di
risposta rapida, sempre a livello di singolo battlegroup, sotto il comand=
o
diretto di appositi organismi operativi di teatro. La struttura di comand=
o e
controllo interforze italiana, il COI =96 Comando Operativo di vertice
Interforze, =E8 candidata ad assolvere questa funzione.

l'istituzione dell'Agenzia Europea per la Difesa, sta sviluppando,
congiuntamente al Comitato Militare EU un sistematico processo di svilupp=
o
delle capacit=E0 militari EU sulla base di valutazioni di costo/efficacia=
 e
promuovendo l'armonizzazione sull'acquisizione dei materiali ed
equipaggiamenti per la Difesa, concependo per lo scopo programmi di studi=
o
nel campo tecnologico, di ricerca e sviluppo, marketing e produzioni
industriali. Dare impulso ai lavori dell'Agenzia deve diventare una prior=
it=E0
di governo.

la Cellula Civile-Militare, struttura EU che amplier=E0 le capacit=E0 di
gestioni delle crisi in un quadro multi-operativo, realizzando una maggio=
re
interconnessione fra strutture e strumenti civili e militari.

un piano per il coordinamento del trasporto strategico aeromarittimo,
=93L'approccio Globale di Dispiegamento=94 strumento chiave in funzione
strategica per il dispiegamento rapido delle forze EU.

il coordinamento tra EU e NATO, nel rispetto della reciproca autonomia
decisionale, per un impegno di una generale complementarit=E0 tra EU
Battlegroups e Forza di Reazione NATO, con particolare riguardo agli
standards ed alle procedure operativi.

I primi commenti: Aon e politici
"I Democratici di Sinistra devono dire al paese dove vogliono trovare le
risorse che oggi hanno promesso ai vertici delle Forze Armate italiane=94=
. E'
quanto ha dichiarato Massimo Paolicelli, Presidente dell'Associazione
Obiettori Nonviolenti.

"E' grave =96 prosegue Paolicelli =96 che i DS non mettano minimamente in
discussione questo modello di difesa al quale hanno dato un forte contrib=
uto
quando sono stati al governo nella passata legislatura. La
professionalizzazione delle Forze Armate con una forza di 190.000 uomini,
alcuni costosissimi sistemi d'arma, l'elevazione a quarta Forza Armata de=
i
carabinieri sono scelte fatte dal precedente Governo e che, come avevamo
apertamente denunciato, stanno facendo lievitare a dismisura i costi di
questo modello di difesa. Le spese per il personale volano in alto, si
continua ad investire in inutili sistemi d'arma, visti i nuovi scenari
strategici che abbiamo davanti e poi si taglia sull'esercizio e sulla
manutenzione, mettendo a repentaglio la vita degli stessi lavoratori con =
le
stellette".

Ma non solo dalle fila della societ=E0 civile sono giunte le critiche.
"All'interno del partito ci sono posizioni diverse", a dirlo =E8 Silvana =
Pisa,
prima firmataria della mozione parlamentare sulle armi leggere a favore
della campagna Controlarms, che, raggiunta da Vita.it, non cela un certo
imbarazzo per la posizione assunta dal proprio partito in occasione del
convegno, e precisa "in questo caso parliamo di sistemi d'arma bellica,
mentre la mozione da me firmata mira a controllare il commercio delle arm=
i
leggere. Ci=F2 detto, non vi =E8 ombra di dubbio che la cose non possono =
andare
disgiunte. Spero che il mio partito voglia quindi valutare la situazione =
nel
suo insieme".

Scarica la relazione introduttiva in pdf

--
redazione-U+/[email protected]: La "redazione virtuale" di www.peacelink.it