[eco] Primarie dei cittadini: energia

"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Sat, 14 Jan 2006 18:49:59 +0100
Newsgroups gmane.politics.activism.altrinformazione
Message-ID <200601141844750.SM03908@sara>
Primarie dei cittadini: energia=20


Fino ad oggi le primarie le hanno fatte i nostri dipendenti.
E=92 arrivato il momento che le primarie le facciano i datori di lavoro.
Da oggi pubblicher=F2 una proposta su temi importanti come l=92energia, i
trasporti, le regole elettorali, aiutato da esperti riconosciuti, per
ricevere i vostri commenti
I post saranno mantenuti visibili sulla barra di destra sotto il titolo:
=93Primarie dei cittadini=94 insieme ai vostri commenti fino alle elezion=
i.

Invito anche i rappresentanti dei partiti ad inviare a questo blog il lor=
o
punto di vista sui diversi aspetti trattati per pubblicarlo.


Proposte per l=92energia.

L=92efficienza con cui si usa l=92energia in Italia =E8 molto bassa.=20
Almeno la met=E0 dei consumi =E8 costituita da sprechi che si possono evi=
tare
utilizzando tecnologie economicamente mature. Riducendo gli sprechi e
aumentando l=92efficienza non soltanto si ottiene la massima riduzione
possibile delle emissioni di CO2 a parit=E0 di investimenti, ma in misura
direttamente proporzionale si riducono le importazioni di fonti fossili e=
 i
risparmi che si ottengono consentono di pagare gli investimenti senza
ricorrere a finanziamenti pubblici.

La crescita dell=92efficienza e la riduzione degli sprechi costituiscono =
anche
il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che, allo stato
attuale, costano di pi=F9 e rendono meno delle fonti fossili. Solo se si
riducono gli sprechi e si accresce l=92efficienza il loro contributo alla
soddisfazione del fabbisogno energetico diventa significativo e si
recuperano i capitali necessari a sostenerne i costi.

Il consumo delle fonti fossili che importiamo si suddivide in tre grandi
voci pressoch=E9 equivalenti:=20

- il riscaldamento degli ambienti

- la produzione termoelettrica

- i trasporti.


Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli
edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al
metro quadrato calpestabile all=92anno. In realt=E0 se ne consumano di pi=
=F9.
Dal 2002 la legge tedesca, e pi=F9 di recente la normativa in vigore nell=
a
Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metan=
o,
al metro quadrato calpestabile all=92anno il consumo massimo consentito n=
el
riscaldamento ambienti. Meno della met=E0 del consumo medio italiano.
Utilizzando l=92etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella
Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre all=
a
classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o
metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri =
di
gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all=92anno.

Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata all=
a
riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economich=
e
previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve
articolarsi nei seguenti punti:
- applicazione immediata della normativa, gi=E0 prevista dalla legge 10/9=
1 e
prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica
degli edifici
- definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello mass=
imo
di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nu=
ove
costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti
- riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energeti=
ci
del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per =
gli
inadempienti
- agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative p=
er
i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy servi=
ce
company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal
risparmio economico che se ne ricava;
- elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell=92energia te=
rmica
nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, gi=E0 applica=
ta da
altri paesi europei.

Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell=92Enel si attesta
intorno al 38 per cento. Lo standard con cui si costruiscono le centrali =
di
nuova generazione, i cicli combinati, =E8 del 55/60 per cento.
La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del
calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell=92energia
elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibi=
le
fino al 94 per cento. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzi=
one
termoelettrica non sono accettabili n=E9 tecnologicamente, n=E9 economica=
mente,
n=E9 moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perch=
=E9
accelerano l=92esaurimento delle risorse fossili, sia perch=E9 comportano=
 un
loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. N=
on
=E8 accettabile di per s=E9 togliere il necessario a chi ne ha bisogno, m=
a se
poi si spreca, =E8 inconcepibile.
Per accrescere l=92offerta di energia elettrica non =E8 necessario costru=
ire
nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare =E8 accrescere
l=92efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescend=
o al
contempo l=92efficienza con cui l=92energia prodotta viene utilizzata dal=
le
utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industrial=
i).
Solo in seguito, se l=92offerta di energia sar=E0 ancora carente, si potr=
=E0
decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica.=20

Nella produzione di energia elettrica, una politica energetica finalizzat=
a
alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l=92offerta, deve
articolarsi nei seguenti punti:

- potenziamento e riduzione dell=92impatto ambientale delle centrali esis=
tenti
- incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con
tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi pi=F9 efficienti, com=
e la
co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli
edifici pi=F9 energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con pro=
cessi
che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.
- estensione della possibilit=E0 di riversare in rete e di vendere l=92en=
ergia
elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore =
ai
20 kW
- incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica
estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffus=
a
la normativa del conto energia, vincolandola ai chilowattora riversati in
rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore
vuote=20
- incentivazione della produzione distribuita e del consumo in loco di
energia termica con fonti rinnovabili (escludendo dagli incentivi la
distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impa=
tto
ambientale)
- applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certific=
ati
di efficienza energetica
- eliminazione degli incentivi previsti dal Cip 6 alla combustione dei
rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento
tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili=20
- incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando
all=92incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole
finalizzate a ci=F2.

Nel settore dei trasporti occorre intervenire sia a livello tecnico,
incentivando lo sviluppo di mezzi di trasporto pi=F9 efficienti e meno
inquinanti, sia a livello organizzativo, favorendo lo sviluppo dei mezzi =
di
trasporto pubblici e disincentivando l=92uso dei mezzi privati soprattutt=
o
nelle aree urbane fortemente congestionate.

Nei trasporti urbani il fulcro su cui fare leva =E8 il potenziamento dei =
mezzi
pubblici a uso collettivo e l=92introduzione di mezzi pubblici a uso
individuale, con motori elettrici alimentati da reti e non da batterie.
Una versione pi=F9 interessante, versatile e flessibile dei filobus
tradizionali, improvvidamente abbandonati negli scorsi decenni, si pu=F2
realizzare posizionando reti di cavi elettrici protetti sull=92asfalto
stradale. In questo modo si possono alimentare non solo mezzi di trasport=
o
pubblici collettivi, ma anche flotte di automobili pubbliche a uso
individuale con pagamento al consumo mediante scheda elettronica prepagat=
a.
L=92effetto combinato di queste misure tecniche e organizzative pu=F2 con=
sentire
di porre limitazioni sempre pi=F9 rigorose al traffico privato accelerand=
o al
contempo la velocit=E0 degli spostamenti e ricostruendo la possibilit=E0 =
di
realizzare la funzione =ABda porta a porta=BB, che nelle aree urbane le
automobili hanno ormai perso da tempo.=20
A partire da queste premesse acquisiscono una utilit=E0 effettiva in term=
ini
di riduzione dei consumi di fonti fossili e di impatto ambientale tutte l=
e
innovazioni tecnologiche finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti de=
lle
automobili e ad accrescere il numero dei chilometri percorsi per litro di
carburante.

www.beppegrillo.it
=20
Le formiche, quando si mettono d'accordo, spostano l'elefante.=20
(Proverbio del Burkina Faso)



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