[deb] Il debito del Terzo Mondo. Il punto di vista dei ricchi.

"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Sat, 14 Jan 2006 18:49:59 +0100
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Message-ID <200601141844218.SM03908@sara>
=20
Edizione del sabato
a cura di Gabriella Canova

L'altro giorno abbiamo letto questa notizia (Fonte: Peacereporter.net):
"Il governo del Burundi ha raggiunto le condizioni per la cancellazione d=
i
143 milioni di dollari del suo debito estero, risparmiando cosi' fino al =
90
percento di interessi fino al 2043. Lo ha deciso la Banca Africana per lo
Sviluppo (Bad), che detiene il 18 percento del debito estero del Paese. L=
a
scelta e' stata motivata dai "buoni progressi nella stabilizzazione
dell'economia, costante applicazione di politiche per la stabilita'
macroeconomica e finanziaria, crescita e riduzione della poverta'"."

Ci siamo chiesti: ma e' davvero una buona notizia?
Abbiamo fatto un po' di ricerche. Sappiamo tutti in linea di massima di c=
he
cosa si tratta ma pochi sanno esattamente come funziona la questione del
debito dei Paesi in via di sviluppo.=20
Iniziamo riprendendo un capitoletto da "Salva la terra... o tutti giu' pe=
r
terra" di James Bruges edito da Nuovi Mondi Media
(http://www.commercioetico.it/libri/infoalter1.htm ).=20

Il debito del Terzo Mondo
Il punto di vista dei ricchi

Le nazioni povere devono a quelle ricche un mucchio di soldi. 41 Paesi
Poveri Fortemente Indebitati (HIPC) sono in debito di 200 miliardi di
dollari.
Il Primo Mondo, dicono i ricchi, ha fornito aiuti e prestiti al Terzo Mon=
do
per aiutarlo a sviluppare le proprie economie e per combattere poverta' e
malattie. Inoltre la Banca Mondiale mette a disposizione consulenti
sanitari, didattici e agricoli. La Rivoluzione Agrochimica, portata avant=
i
dagli scienziati del Primo Mondo, ha aumentato notevolmente la produttivi=
ta'
a partire dagli anni Cinquanta e ha aiutato i Paesi poveri ad adottare
tecniche moderne in sostituzione dei metodi agricoli tradizionali. Molti
degli aiuti sono stati dilapidati da regimi corrotti e varie nazioni hann=
o
gestito male le proprie economie. In questa prospettiva, il Primo Mondo
sostiene di aver fatto sforzi molto significativi per aiutare le nazioni
povere a uscire dalla poverta'. Se una banca presta denaro a una compagni=
a
corrotta o male organizzata che poi fallisce, perde il proprio denaro e d=
eve
cancellare il debito. Ma il Primo Mondo, consapevolmente, effettua presti=
ti
a Paesi che non potranno mai restituire il capitale, nemmeno senza
interessi. E, per ragioni politiche, presta anche denaro a regimi corrott=
i.
I debiti sono espressi in valute forti, in genere in dollari, cosi'
aumentano notevolmente quando la divisa locale si svaluta. Grazie a quest=
o
meccanismo i debiti attraggono interessi composti. Ma il Nord del mondo n=
on
cancella mai i debiti ingenti, che diventano sempre piu' alti.=20
Cosi' il debito totale del Terzo Mondo e' un multiplo della cifra che vie=
ne
effettivamente prestata.

Non siate dispiaciuti per i Paesi ricchi che perdono denaro: si tratta di
una politica volontaria e calcolata, che assoggetta i Paesi poveri al lor=
o
controllo. Il debito permette al Fondo Monetario Internazionale (FMI) di
imporre aggiustamenti strutturali che obbligano gli Stati debitori ad apr=
ire
i loro mercati. Questo inevitabilmente fa calare i salari, e il conseguen=
te
crollo del prezzo delle materie prime aumenta i profitti delle
multinazionali occidentali, riducendo al tempo stesso il reddito dei Paes=
i
non industrializzati.

La cifra che il Nicaragua stanzia per la sanita' e' un quarto di quella c=
he
spende per ripagare il debito. Il Mali restituisce piu' della propria spe=
sa
sanitaria e un bambino su quattro muore prima dei cinque anni. Nello Zamb=
ia
la somma pagata per il debito supera la spesa per sanita' e istruzione. L=
a
restituzione del debito taglia le gambe a economie che lottano per
sopravvivere e causa fame, malattie e morte. Se un dittatore imponesse le
politiche del FMI verrebbe dichiarato colpevole di genocidio. Molte perso=
ne,
negli Stati poveri, considerano il FMI un'organizzazione terroristica
responsabile di piu' morte e miseria di al Qaeda.

Al contrario, i beni finanziari delle banche del Nord del mondo crescono =
al
ritmo di 2500 miliardi di dollari all'anno: piu' del debito del Terzo Mon=
do.
Al meeting di Colonia nel giugno del 1999 i G8 hanno espresso agli HIPC l=
a
volonta' di ridurre il debito di 100 miliardi di dollari. I dimostranti
erano entusiasti e hanno cominciato a danzare in strada. Avevano dimentic=
ato
che il debito riguardava anche il FMI e la Banca Mondiale. Cinque anni pi=
u'
tardi, solo otto dei 42 HIPC hanno ricevuto la riduzione promessa.=20
Nei pochi casi in cui il debito e' stato cancellato, la spesa per salute =
e
istruzione e' piu' che raddoppiata.

Ma il Primo Mondo ha infilato la testa in un cappio. Se una persona e' in
debito con una banca di 10.000 dollari quest'ultima la tiene in pugno, ma=
 se
gli deve 10 miliardi di dollari, e' la persona a tenere in pugno la banca.

Il Terzo Mondo ha un debito di 2.500 miliardi di dollari e tiene in pugno
l'economia mondiale.=20

Al meeting del WTO di Canc=FAn, nel settembre del 2003, per la prima volt=
a la
maggioranza delle nazioni ha sperimentato la forza dell'azione collettiva.
Osservando che dopo 55 anni il WTO non e' riuscita a produrre un mondo
giusto, tali nazioni possono portare al collasso l'economia mondiale.
Oppure possono chiedere la cancellazione del debito e la creazione di un
nuovo ordine mondiale, basato sulla tutela dell'ambiente e sulla giustizi=
a
sociale.  Aiutiamole a scegliere quest'ultima alternativa.

Secondo Renato Ruggiero, ex presidente del WTO, ogni anno i Paesi poveri
perdono 700 miliardi di dollari di guadagni a causa delle barriere
commerciali imposte dalle nazioni industrializzate.

Spesa annua sanitaria pro-capite: Usa 2.765 dollari, Tanzania 4 dollari,
Etiopia 2 dollari.

Nel luglio del 2002 nel Malawi oltre tre milioni di persone hanno rischia=
to
di morire di fame. La Banca Mondiale e il FMI avevano costretto il Malawi=
 a
vendere 28.000 tonnellate di mais per restituire il debito in dollari.=20
Ci sono state proteste contro queste istituzioni in 25 Paesi, con 111
episodi distinti di rivolta civile.

Il Terzo Mondo, a causa del debito, paga una cifra pari a nove volte gli
aiuti che riceve.

Giugno 2002
35 miliardi di euro bruciati in borsa in un solo giorno.
30 miliardi di euro destinati a riportare in mano pubblica le ferrovie.
3,8 miliardi di dollari frodati dalla WorldCom.
1,5 miliardi di euro di aiuti condizionati all'Africa da parte dei G8.

La cifra che l'Ecuador spende per pagare il debito e' circa un terzo di
quella del suo bilancio e il doppio di quella stanziata per l'assistenza
sociale. Circa due terzi della popolazione dell'Ecuador vive in uno stato=
 di
poverta'.

"I pacchetti di salvataggio del FMI hanno come unico obiettivo il
salvataggio dei creditori occidentali."
Ellen Frank, docente di Economia, Boston

Tra il 1503 e il 1660, 185.000 kg d'oro e 16.000.000 kg di argento furono
trasferiti dall'America centrale all'Europa. Ma esiteremmo ad accusare
l'Europa di saccheggio o furto: si tratto' certamente di un prestito. Se =
le
nazioni del Centro America ci chiedessero anche solo un modesto interesse=
,
diciamo meta' di quello che noi imponiamo a loro, l'ammontare del nostro
debito sarebbe un numero di 300 cifre.

"Solo quando moriranno gli ultimi tre di noi, quando l'ultimo fiume sara'
avvelenato e l'ultimo pesce catturato ci renderemo conto che non possiamo
mangiare il denaro".=20
Un americano dell'Assemblea delle Prime Nazioni

(Fine del brano)


A fronte di circa 18,3 miliardi di dollari di debito cancellati a 18 tra =
i
paesi piu' poveri del pianeta, l'ammontare del debito che ancora pesa sug=
li
altri e' di ben 2.597 miliardi di dollari. E il servizio del debito (cioe=
'
la restituzione del capitale piu' interessi, nel 2004 e' stata di 373
miliardi di dollari). Se teniamo conto che nello stesso anno i 30 paesi
industrializzati dell'Ocse hanno destinato in aiuti allo sviluppo 78
miliardi di dollari possiamo trarre delle conclusioni interessanti.=20

Il debito e' considerato insostenibile quando un paese ha un reddito pro
capite intorno ai due dollari al giorno e un debito estero che e' pari al
100/150 per cento del valore delle esportazioni. L'obiettivo del percorso
per la riduzione del debito per questi paesi, cosiddetti HIPC (piu' pover=
i
altamente indebitati), e' riportare il debito di questi 38 stati a un
livello sostenibile. Per farlo questi paesi devono adottare alcune riform=
e
economiche come l'apertura dei mercati e le privatizzazioni e l'adozione =
di
un piano strategico di riduzione della poverta': cosi' alla fine del
percorso a questi paesi verra' rimesso circa il 51% del debito. Ad oggi s=
olo
18 paesi hanno completato il percorso e a questi si aggiunge oggi il
Burundi.=20
E allora tutto bene, pensiamo noi, vuol dire che questi paesi stanno
veramente combattendo la poverta'.=20
"Per una giusta valutazione di tali incrementi" sottolineano i ricercator=
i
della Fondazione Giustizia e Solidarieta' che ha pubblicato per la EMI un
volume che analizza la spesa sociale di questi Paesi "e' di fondamentale
importanza legare questo aspetto della spesa sociale alla effettiva
situazione del paese. Purtroppo aumenti anche consistenti rispetto alla
situazione precedente rimangono largamente inadeguati alla realta' social=
e
dei paesi e possono quindi rivelarsi non sufficienti per incidere sui
problemi reali".=20

Insomma, cancellare il debito non sempre significa combattere la poverta'=
 e
molte volte ridurlo serve solo a farsi un lifting mediatico che dovrebbe
ingannare sempre meno persone.


La Redazione: Simone Canova, Jacopo Fo, Gabriella Canova, Maria Cristina
Dalbosco=20


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