[inf] Censura 2006 - Le 25 notizie più censurate.

"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Sun, 26 Feb 2006 12:30:10 +0100
Newsgroups gmane.politics.activism.altrinformazione
Message-ID <200602261223875.SM02140@sara>
=20

<http://www.jacopofo.com/?q=3Dnode/845>
<http://www.commercioetico.it/libri/infoalter.htm>=20
	CENSURA 2006 - Le 25 notizie pi=F9 censurate
di Peter Phillips e gli studenti del Project Censored. Traduzione di
Giuliana Lupi


Pu=F2 una notizia fondamentale essere veramente =93censurata=94 nell=92er=
a di
Internet, con l=92informazione che pu=F2 attraversare il mondo in pochi s=
econdi?

S=EC, pu=F2. E i fatti lo dimostrano.
Un libro che, anche quest=92anno, toglie i lacci della censura alle notiz=
ie
che avrebbero potuto, e potrebbero tuttora, cambiare il corso della stori=
a.


ACQUISTA ONLINE SU http://www.commercioetico.it/libri/infoalter.htm
=09
Sabato 25 febbraio 2006
Edizione del sabato

Ogni anno i piu' autorevoli giornalisti d'inchiesta raccolgono e danno vo=
ce
alle notizie che non hanno fatto notizia, nel tentativo di non soccombere=
 e
di non essere complici della morte dell'informazione. Il risultato di que=
sto
lavoro e' il libro=20
CENSURA - Le 25 notizie piu' censurate del 2005 di Kate Sims, Peter
Phillips, Tricia Boreta, Theodora Ruhs, Michelle Salvail, Brooke Finley,
Josh Sisco, Marcia Simmons, Chris Cox, Kristine Snyder, Tina Tambornini,
Celeste Vogler, Joni Wallent e gli studenti di Project Censored.

L'edizione italiana e' curata da Nuovi Mondi Media e il libro e' in vendi=
ta
su http://www.commercioetico.it/libri/infoalter.htm .=20
Buona lettura.

Prefazione

La maggior parte della gente mangia ogni giorno le stesse cose. Possiede
cinque paia di pantaloni dello stesso modello, ma di colore diverso.
Frequenta sempre lo stesso bar e ha il "suo" posto dove andare nei weeken=
d.=20
Quando e' ora di informarsi su cio' che accade nel mondo, la fonte
d'informazione che sceglie non fa eccezione a questo principio. Quella pi=
u'
facilmente fruibile viene considerata la migliore e l'unica.
Imparare da fonti diverse puo' essere un compito estenuante per i non
iniziati. Dopo tutto, scegliere le informazioni in tante pagine,
trasmissioni e siti web non e' facile. E' senz'altro molto meno semplice =
che
sintonizzarsi sul telegiornale o visitare il sito della CNN. La diversita=
'
delle notizie non e' qualcosa che si insegna diffusamente nelle scuole
pubbliche, ne' che si utilizza in abbondanza nella nostra societa'. Non e=
'
ai primi posti della nostra coscienza collettiva. Quando siamo messi di
fronte al compito di raccogliere informazioni indipendenti e analitiche, =
sia
per lavoro o semplicemente per migliorare noi stessi, il nostro occhio
cinico e pigro potrebbe essere attratto dal grande magazzino delle notizi=
e.
La stampa indipendente e' un'entita' in continua evoluzione, piena di
contrasti, contraddizioni, accesi dibattiti e convinzioni appassionate. U=
n
giorno si discosta di dieci passi dalla scena e quello successivo vi si
butta a capofitto. Non e' sicura, facile o prevedibile. Non e' un
supermercato con un unico filtro che tiene lontani fatti, teorie e idee
pericolosi, radicali o nocivi per la carriera. Chi vi partecipa si preocc=
upa
di dire la verita' e di garantire che anche coloro che prendono le decisi=
oni
facciano altrettanto; e se non lo fanno, dovranno risponderne.
L'obiettivo che ci proponiamo noi di Project Censored e' quello di
promuovere quelle finalita' con l'educazione e l'insegnamento. Sono gli
stessi studenti che trovano, analizzano e scrivono le notizie e gli
aggiornamenti che compongono molti dei capitoli. E sono gli studenti che
scelgono, nella montagna di notizie che ci arrivano ogni anno, quelle che
ritengono avrebbero potuto fare la differenza.
Abbiamo tutti sentito la frase: "il modo migliore per imparare una cosa e=
'
insegnarla". Ed e' quello che facciamo qui. Strada facendo, abbiamo affin=
ato
le nostre capacita' di concentrazione e di critica. Compilando questi
servizi per voi, i lettori, gli studenti diventano i mezzi d'informazione
che vogliono essere. Per espandere l'orizzonte della percezione pubblica,
dobbiamo espandere il nostro. E cosi' ci siamo buttati a capofitto
nell'impresa. Speriamo che apprezzerete  lo sforzo.

Josh Sisco, ricercatore di Project Censored

Notizia n. 1 =20
La verita' sullo scandalo Oil For Food

Gli Usa hanno accusato di corruzione alcuni funzionari dell'Onu per il
programma "Oil For Food" in Iraq. Secondo Joy Gordon e Scott Ritter,
l'accusa era in realta' un tentativo di depistaggio per nascondere il
coinvolgimento di lunga data del governo statunitense in questo meccanism=
o
corrotto. Ritter ha affermato: "Questa presa di posizione non e' altro ch=
e
una farsa ipocrita, volta a distogliere l'attenzione dal pantano in cui
George Bush si e' ficcato con le sue mani in Iraq e a legittimare
l'invasione di quel paese con la scusa della corruzione irachena anziche'
delle armi di distruzione di massa, mai trovate". Gordon arriva alla
conclusione che "forse non sorprende che oggi, nel dramma infinito
dell'Iraq, l'unico ruolo che gli Usa si aspettano dall'Onu sia quello di
capro espiatorio".
Secondo Gordon, le accuse avanzate dall'Accounting Office statunitense so=
no
false. Ci sono prove evidenti della corruzione nel programma "Oil For Foo=
d",
ma le tracce,  piuttosto che alle Nazioni Unite conducono agli Stati Unit=
i.
"I quindici membri del Consiglio di Sicurezza - di cui gli Usa erano di g=
ran
lunga i piu' influenti - avevano stabilito come gestire i proventi del
petrolio e come utilizzare i fondi". Contrariamente a quanto si crede, il
Consiglio di Sicurezza non e' la stessa cosa dell'Onu. Ne fa parte, ma op=
era
in larga misura indipendentemente dall'organismo centrale. Il personale
dell'Onu "si e' limitato ad attuare il programma definito dai membri del
Consiglio di Sicurezza".=20
Gli organi di informazione delle grandi societa' mediatiche hanno riferit=
o
che e' stata l'Onu a consentire a Saddam Hussein di rubare miliardi di
dollari provenienti dalla vendita di petrolio. Ma se, come ha fatto Gordo=
n,
andiamo a guardare chi controllava davvero il petrolio e in quali mani er=
a
il denaro, ne emerge un quadro ben diverso. "Se Hussein ha davvero sottra=
tto
petrolio per un valore di sei miliardi nella 'rapina piu' ricca della sto=
ria
mondiale', non l'ha fatto con la complicita' dell'Onu, bensi' sotto la
sorveglianza della Marina degli Stati Uniti", spiega Gordon.
Ogni transazione monetaria, infatti, era approvata dagli Usa grazie al ru=
olo
dominante nel Consiglio di Sicurezza. Ritter spiega che "gli americani
potevano autorizzare un'esenzione di un miliardo di dollari relativa
all'esportazione di petrolio iracheno in Giordania, nonche' legittimare i=
l
commercio di contrabbando del petrolio per miliardi di dollari attraverso=
 la
frontiera turca". In un altro caso, una compagnia petrolifera russa "ha
acquistato petrolio dall'Iraq con un forte sconto grazie al programma 'Oi=
l
For Food' e poi l'ha rivenduto a prezzo pieno principalmente a compagnie
statunitensi, dividendo la differenza in parti uguali tra [la compagnia
russa] e gli iracheni. L'affare, sponsorizzato dagli Usa, ha fruttato
centinaia di milioni di dollari sia ai russi che agli iracheni. E' stato
calcolato che l'80% del petrolio fatto uscire illegalmente dall'Iraq in b=
ase
al programma 'Oil For Food' e' finito negli Stati Uniti".
Questo sistema non solo ha permesso a criminali scellerati di arricchirsi=
,
ma ha finito per sabotare lo scopo originale del programma "Oil For Food".
Gordon spiega: "Era sotto esame anche il modo in cui l'Iraq vendeva il su=
o
petrolio, e gli Stati Uniti hanno reagito a quella che ritenevano una
sottrazione di fondi da parte di Hussein in quegli affari. Ma la soluzion=
e
che hanno attuato e' quasi riuscita a far fallire l'intero programma 'Oil
For Food' nel giro di pochi mesi".
La politica stravagante del Consiglio di Sicurezza non solo ha finito per
arricchire i disonesti, ma ha anche praticamente distrutto il programma.
Secondo Gordon, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno tentato di evitare il c=
alo
delle quotazioni derivante da prezzi artificialmente bassi: "Anziche'
approvare i prezzi all'inizio di ciascun periodo di vendita (solitamente =
un
mese), secondo le normali pratiche commerciali, i due alleati negavano la
propria approvazione [del prezzo] fino a dopo la vendita del petrolio...
creando uno scenario bizzarro in cui gli acquirenti dovevano firmare
contratti senza conoscere il prezzo". Il risultato e' stato che "le vendi=
te
di petrolio sono crollate del 40% e con esse i fondi per generi
d'importazione essenziali".
Cio' che abbiamo di fronte, secondo Gordon e Ritter, e' lo spudorato
tentativo, da parte di criminali, di scaricare la colpa su persone
innocenti. Gordon conclude: "Ben poca colpa puo' essere credibilmente
addossata alla 'burocrazia dell'Onu'. Molta di piu' se ne puo' attribuire
invece alle politiche e alle decisioni del Consiglio di Sicurezza, in cui
gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo centrale".

Aggiornamento di Joy Gordon
Le accuse al programma "Oil For Food"sono servite da trampolino di lancio
per un attacco generalizzato alla credibilita' delle Nazioni Unite nel lo=
ro
insieme, nonche' per  attacchi personali a Kofi Annan. Per la maggior par=
te,
i media hanno fatte proprie le accuse e le hanno ripetute, senza svolgere
nessuna delle ricerche che avrebbero conferito una maggiore integrita' al=
la
discussione.
Per esempio, le Nazioni Unite sono criticate per i "loro" fallimenti e il
Segretario Generale e' biasimato perche' questi fatti "sono accaduti sott=
o
la sua sorveglianza". Cio' che non si e' detto, durante il primo anno di
copertura mediatica della questione, e' che l'Onu e' formata da vari orga=
ni
e che la parte che ha concepito e controllato il programma "Oil For Food"
era il Consiglio di Sicurezza, le cui decisioni non possono essere annull=
ate
o modificate in alcun modo dal Segretario Generale. E non solo, sebbene l=
e
accuse piu' feroci all'Onu siano venute dagli Stati Uniti, sono proprio l=
oro
il membro predominante nel Consiglio di Sicurezza. Gli Usa hanno
acconsentito a tutte le decisioni e le procedure del programma "Oil For
Food" che sono adesso cosi' duramente criticate come "fallimenti delle
Nazioni Unite".
Gran parte della stampa mainstream ha ripetuto che il programma "Oil For
Food" mancava di responsabilita', supervisione o trasparenza. La cosa che
colpisce di piu' e' che l'elaborata struttura di controllo effettivamente
esistente - ma mai menzionata - e' sotto gli occhi di tutti. E' disponibi=
le
sul sito web del programma nei minimi particolari e con un'enorme quantit=
a'
di informazioni, il che rende assolutamente trasparente il programma.=20
Lo scorso autunno abbiamo assistito all'inizio di una qualche ammissione =
di
responsabilita' da parte degli Usa per i traffici illeciti iracheni quand=
o
alcuni democratici hanno presentato alle audizioni le prove del fatto che
tutte e tre le Amministrazioni statunitensi erano a conoscenza di quegli
scambi con la Giordania e la Turchia, due alleati chiave degli Stati Unit=
i.
La stampa ha riportato questa notizia, ma nient'altro.
Da quando e' uscito il mio articolo, le stazioni della radio pubblica e l=
a
stampa estera hanno trattato diffusamente l'argomento. Inoltre, ho
testimoniato due volte davanti a commissioni congressuali, dove i membri =
del
Congresso erano increduli nel sentire che in realta' il programma funzion=
ava
in modo molto diverso da come era stato loro riferito... anche se le
informazioni da me fornite erano ovvie, basilari, a disposizione di tutti=
 e
facilmente accessibili.

Per commentare questo numero di Cacao http://www.jacopofo.com/?q=3Dnode/9=
37=20




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