[pol] Hollywood party?

"Chiodofisso :: Redazione" <[email protected]> Thu, 12 May 2005 12:32:57 +0200 (CEST)
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Una interessante riflessione di Pierluigi Sullo sul 
"Cantiere per il futuro" del CentroSinistra.
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Scusate il ritardo. Scrivo di mercoledì, e non abbiamo più aggiornato il
sito da venerdì scorso, quando abbiamo pubblicato il testo dell'intervento
introduttivo al "Cantiere per il futuro", l' assemblea in cui è intervenuto
anche Romano Prodi. Il fatto è che stiamo lavorando al nuovo Carta - in uscita
nelle prossime settimane, grande sorpresa - e abbiamo anche lungamente discusso,
qui in redazione, sull'andamento e gli esiti di questa seconda puntata del
"Cantiere per il futuro", la discussione che abbiamo avviato insieme ad altre
riviste o media di sinistra [e non solo]. La domanda era: siamo stati bravi
noi, a costringere Prodi ad aprire pubblicamente una interlocuzione con la
"sinistra radicale" e con la società civile e associazioni e movimenti vari,
oppure ci siamo fatti fregare, cioè attirare in un ring in cui potremmo dover
combattere senza guantoni e con l'arbitro a favore del nostro avversario?
Ha un futuro, il "Cantiere per il futuro"? Ecco la domanda che abbiamo subito
girato, per pubblicare le loro risposte nel numero di Carta in uscita giovedì
e venerdì, a molti degli amici e compagni con cui abbiamo intrapreso l'avventura
del Cantiere. Ed ecco la domanda che poniamo a lettori e soci di Carta, a
quelli che erano lì venerdì pomeriggio e a quelli che non c'erano.
L'impressione negativa su quel pomeriggio nasce dal fatto che non solo lo
stile dell'incontro, quel pomeriggio, è stato troppo simile a quello di tanti,
inutili "convegni" in cui i politici vanno solo per parlare, e non certo
per ascoltare, ma anche dal fatto che quel che ha detto Prodi ha mostrato
la distanza enorme che esiste tra lui e quel che il movimento antiliberista
e per la pace ha elaborato e sperimentato almeno dal 2001 in poi. Da far
cascare le braccia. Un'idea dello "sviluppo" che solo negli anni sessanta,
alla vigilia del primo centrosinistra, ha avuto un senso. Una concezione
della "competizione" identica a quella di ogni altro politico, di destra
e di sinistra [fatte salve le solite eccezioni]. Insomma, non molto diverso
da quel che ci aspettavamo fosse, Prodi. Con il vantaggio - forse - che la
possibilità di una discussione aperta su quel che il governo dell'Unione
- se Berlusconi perderà le elezioni - intende fare, magari è possibile. E
in questa discussione, almeno virtualmente, uno degli interlocutori ora siamo
noi - ossia il "Cantiere per il futuro" - e non solo i "riformisti" alla
D'Alema o alla Rutelli, e gli opinionisti del Corriere della Sera.
Ma è vero? Avremo la forza, la capacità espressiva e la volontà di tenere
i nessi, tra gruppi sociali e politici tanto diversi come sono quelli raccolti
attorno al Cantiere, e anzi sapremo allargare quei nessi? Oppure siamo stati
invitati a una festa in casa altrui, in cui le bevande, l'orchestra e lo
stesso festeggiato sono decisi prima ancora di cominciare? Non rischieremmo
di fare la parte del Peter Sellers di Hollywood party, film geniale che forse
qualcuno ricorda e gli viene da ridere?
Martedì, i partiti dell'Unione hanno fatto il loro vertice, e deciso che
vi sarà una "cabina di regia" politica-politica e che si fisseranno delle
"regole", nel dibattito sul programma. Forse si farà un referendum, anzi
delle primarie, alla fine, sul programma. Vedremo. Nel frattempo, l'ex leader
di tutta la sinistra, ora sindaco di Bologna, Cofferati, dice che "una cosa
di sinistra" è la "legalità". Perciò sgombera famiglie rom, consegna migranti
al locale centro di detenzione, nega ai dipendenti comunali un aumento già
sottoscritto dal suo predecessore, minaccia di vietare la "street parade"
antiproibizionista che negli scorsi anni aveva allegramente invaso Piazza
Maggiore. Eccetera. E il suo collega fiorentino, Domenici, dice [al Corriere
della Sera, vero cantiere del programma "riformista"] che sul programma con
Rifondazione bisogna fare chiarezza: li vogliamo o no i "termovalorizzatori"?
A Firenze vi è un grande conflitto, su un mega inceneritore, così come sugli
sfratti e sul tentativo di deturpare definitivamente la Fortezza da Basso.
Eccetera. Mentre D'Alema esporta la democrazia. Quale? Quella "occidentale",
fa eco Fassino. Eccetera.
Secondo me, tutti quelli che non pensano che l'alternativa a Berlusconi sia
il berlusconismo, cioè Blair, dovrebbero insorgere adesso. Usando il Cantiere
o qualunque altra possibilità. Per far valere le ragioni che la società civile
ha difeso quando Berlusconi era invincibile, Prodi era a Bruxelles ad approvare
la direttiva Bolkestein [che privatizza i servizi e i beni pubblici], e D'Alema
e Fassino cercavano di far dimenticare la loro esistenza. Chiedere, una volta
e per tutte, a Prodi e agli altri: volete abolire i centri di detenzione
per migranti che avete istituito voi, o no? Eccetera.


{Fonte: Carta - Autore: Pierluigi Sullo}