[eco] Olio di Colza e altri 30 modi per risparmiare

"Sara @Chiodofisso" <[email protected]> Mon, 13 Jun 2005 22:38:52 +0200
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Edizione straordinaria

In edicola con L'Unita' il libro "Olio di Colza e altri 30 modi per
risparmiare" di Jacopo Fo.
Questo libro e' una grossa opportunita' per far finalmente arrivare a
amministratori e associazioni un messaggio chiaro sulle possibilita' di
risparmio economico ottenibili grazie al taglio dello spreco energetico.
Inoltre se questo libro avra' successo sara' possibile sperare che L'Unita'
sia interessata a distribuire altri nostri lavori. Il che vorrebbe dire
poter finalmente entrare nel circuito di distribuzione delle edicole.
Chiediamo quindi a tutti di voi, amati lettori, di darci una mano per far
circolare l'informazione. Ecco una presentazione e un capitolo di assaggio
del libro.
E un grazie anticipato a chi vorra' appoggiare questa campagna pubblicitaria
autogestita!

Presentazione

Risparmiare fa bene alle tue tasche e all'ambiente. 
L'unico pianeta che abbiamo e' questo. L'olio di colza non e' l'unico modo
col quale puoi spendere meno. Questo libro ti racconta come risparmiare
piu'' di di uno
stipendio all'anno. Lo sapevi che a Bolzano ci sono appartamenti di 80 metri
quadrati che costano in energia elettrica e riscaldamento 100 euro per 12
mesi?
Tu quanto spendi?
Puoi risparmiare fino al 10% del carburante semplicemente modificando il
modo di passare da una marcia all'altra mentre guidi. E in nove casi su
dieci puoi diminuire
drasticamente la quantita'' di detersivi. Puoi smettere di comprare acqua
minerale
in bottiglia e dimezzare l'acqua che usi facendoti la doccia e azionando lo
sciacquone
del wc. E puoi avere aria pura in casa circondandoti di alcune piante
selezionate appositamente dalla Nasa. 
Tutto questo e molto altro sul libro "Olio di colza e altri 30 modi per
risparmiare,
proteggere l'ambiente e salvare l'economia italiana" di Jacopo Fo, con
contributi di Dario Fo, Franca Rame, Simone Canova, Maurizio Fauri, Maurizio
Pallante,
Maria Cristina Dalbosco.
In vendita in edicola con l'Unita' a euro 5,90.

Un manuale pratico pieno di dati, informazioni e consigli pratici su come
una famiglia, un condominio, un'azienda o un'amministrazione pubblica
possono tagliare da subito i costi energetici. Ad esempio, secondo una
ricerca del Politecnico di Milano, una famiglia che abita in Lombardia negli
ultimi 30 anni ha buttato via
in calore e energia l'equivalente del valore della propria casa. Questo
perche'
le nostre abitazioni sono isolate poco o niente, utilizziamo prevalentemente
impianti di riscaldamento e refrigerazione individuali e inefficienti, non
razionalizziamo il consumo di acqua e di elettricita'. 
In Italia si arriva a consumare 3 volte il massimo stabilito dalla legge in
paesi freddi come la Germania. Siamo seduti su un'enorme ricchezza: i soldi
che buttiamo via. Forse e' arrivato il momento di spenderli per qualche cosa
di utile.
Smettere di inquinare risparmiando e' piacevole.

Ecco un capitolo del libro 

Tutta la verita' sull'olio di colza

Una bella mattina milioni di italiani, guardando la televisione, hanno
scoperto l'impensabile: il loro diesel poteva essere alimentato anche con
olio di colza.
E, aspetto ancor piu' stupefacente della questione, quest'olio vegetale
veniva venduto in alcuni supermercati a 0,65 euro al litro. Poco piu' della
meta' del diesel normale.
Il giorno dopo l'olio di colza spariva da tutti i supermercati del Nord
Italia e passeggiando per le strade si sentiva uno strano odore di pop-corn.
Ma per capire cosa sia successo e perche', dobbiamo fare un passo indietro,
a quando inizio' tutta questa storia, piu' di cinque anni fa.
Un giorno mia madre, Franca, parlando con un gruppo di socie della Puliscoop
di Forli', scopri' che queste donne avevano avuto un'idea geniale. Il loro
lavoro consisteva nella manutenzione dei giardini pubblici e con i loro
mezzi agricoli si trovavano a lavorare in mezzo ai bambini che giocavano e
si erano accorte che li asfis-siavano
con i gas di scarico. E questo sembrava loro insensato (cuori di mamme).
"Possibile che non ci sia qualche cosa di meno puzzolente e velenoso per far
andare un trattore o un camion?" 
Si erano informate e avevano trovato la soluzione sostituendo il diesel con
biodiesel, una miscela formata dal 90% di olio di semi (generalmente colza,
ma tutti gli olii vegetali vanno bene, e' solo una questione di prezzo) e
10% di alcool. Cosi' non gasavano piu' i bambini. A mia madre sembro' una
cosa incredibile.
"I diesel vanno a olio? Tutti?" esclamo' sbalordita e inizio' a informarsi.
Il Comitato "Un Nobel per i Disabili" aveva ricevuto una generosa
sponsorizzazione da Autogerma (Volkswagen). Quindi Franca telefono'
chiedendo di poter parlare con i loro tecnici. Fu stupefatta nello scoprire
che tutte le auto del gruppo Volkswagen erano omologate per essere
alimentate a biodiesel. Non solo, si trattava di un carburante talmente
migliore del gasolio che la squadra di rally della Volkswagen aveva scelto
di alimentare le auto durante le gare, vincendo i campionati mondiali di
quell'anno (1999). E cosi' scoprimmo che molti motori diesel (tedeschi,
francesi, svedesi) erano gia' omologati per funzionare con il biodiesel
visto che lo si utilizzava da tempo nel resto d'Europa. Scoprimmo anche che
le altre auto, nell'usare il biodiesel, avevano solo problemi provocati da
tubi e guarnizioni che si scioglievano a contatto con l'olio di semi.
Ma alcuni meccanici avevano iniziato da tempo a eseguire modifiche per
ovviare a questo inconveniente con una spesa intorno ai centodieci euro.
Nessuno di noi aveva mai sentito parlare di questo biodiesel e ben presto ci
rendemmo conto che era una possibilita' per ridurre l'inquinamento quasi
sconosciuta in Italia, almeno dal grande
pubblico. Quando se ne parlava la gente ti guardava spesso come se fossi un
marziano ubriaco: "Olio nel motore?!?" 
Allora per dimostrare che il biodiesel funzionava mia madre si fece dare da
Volkswagen un'auto omologata per questo carburante, installo' un serbatoio
di biodiesel in giardino e inizio' a spargere odore di pop-corn in tutta la
riviera romagnola.
Inizio' cosi' una campagna d'informazione portata avanti tramite Cacao, il
quotidiano delle buone notizie, assemblee e manifestazioni. Mio padre
incontro' personalmente una decina di sindaci della Romagna cercando di
convincerli ad adottare questo carburante meno inquinante. Molte persone si
interessarono al problema e sostennero questa campagna. Il biodiesel inquina
di meno, e' ottimo per il motore, non aggiunge anidride carbonica
nell'atmosfera, ha un rendimento superiore del 3% rispetto al gasolio, e'
piu' pulito
e percio' non intasa i filtri e non lascia residui e incrostazioni. Inoltre
si incendia difficilmente, non e' tossico e se per un incidente si disperde
nell'ambiente non crea disastri perche' e' completamente biodegradabile.
Una nave cisterna di questo olio vegetale, se si rovescia in mare, non
inquina centinaia di chilometri di spiaggia. Ingrassa solo i pesci.

Inoltre la colza e' una pianta molto fruttifera e facile da coltivare.
Si possono ottenere due raccolti all'anno e sarebbe ottima per mettere a
frutto i terreni che per accordi con l'Unione Europea siamo obbligati a non
coltivare con piante alimentari (in Europa si produce troppo cibo). Invece
di finanziare i contadini per non coltivare la terra potremmo produrre colza
come si faceva un secolo fa, quando le lampade a olio, in tutta Europa,
erano alimentate con l'olio ottenuto da questa pianta.
Ma ci sarebbero altri vantaggi: l'Italia spende ogni anno grandi cifre di
denaro per finanziare un inefficiente servizio di smaltimento degli olii
usati da privati e ristoranti per friggere. Una quantita' di decine di
migliaia di tonnellate di olio saturo che potrebbe essere filtrato e
utilizzato per produrre biodiesel invece di finire nelle fogne e nei mangimi
del bestiame.
Oltre all'uso del biodiesel come propellente non inquinante, nel resto
d'Europa si iniziavano a vedere raccoglitori di olio fritto nei quali le
massaie versavano la loro frittura ottenendo in cambio un buono per
acquistare biodiesel alla pompa di carburante. Era il 2000. Si sarebbe
potuto realizzare la stessa innovazione anche in
Italia. Invece ancora si sprecano soldi per "smaltire" questa ricchezza:
buttarla via e' un costo per le casse dello stato.
Chiaramente il biodiesel da solo non e' in grado di risolvere tutti i
problemi dell'inquinamento, ma mentre aspettiamo l'auto elettrica, a
idrogeno o ad aria
compressa, nonche' trasporti pubblici efficienti, puo' aiutarci a diminuire
il disastroso impatto dei combustibili fossili.

Istruzioni per sostenitori da edicola
Sono state stampate 30mila copie del libro, il che vuol dire che non si
trova in tutte le edicole e quelle che lo ricevono non ne hanno piu' di due
o tre copie. 
Quindi presentanti alla tua edicola di fiducia e chiedi il libro. Se non
c'e' buttati per terra e mettiti a piangere. Quindi usando qualunque mezzo a
tua disposizione convinci l'edicolante a ordinarne una copia, quindi torna
all'edicola ogni due ore chiedendo se e' arrivata, affinche' l'edicolante
sia veramente costretto a ordinarla.


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